GIUSTIZIA, non sacrificio: per Mancuso il VALORE SALVIFICO della croce e resurrezione sarebbe stato AGGIUNTO POSTUMO nei Vangeli

Per Vito Mancuso la vita eterna non dipenderebbe dal sacrificio ma dalla GIUSTIZIA e il valore salvifico della croce e resurrezione di Cristo sarebbe stato aggiunto postumo nei Vangeli.

[CzzC: tifato dai lumi come Salvatore Natoli?]

Secondo Martin Lutero parlare di sacrificio è il più grande e spaventoso errore, è una maledetta empietà.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 20/12/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Salvezza senza Resurrezione? Croce di Cristo, pluralismo delle vie di salvezza; L7; Catechesi parrocchiale; sacrificio

 

2018.08.15 Salvezza=giustizia? <tempi> come diceva il pastore protestante della serie tv "The Americans": «Noi crediamo nella giustizia sociale, con aggiunta una cucchiaiata di Gesù Cristo».

 

↑2011.04.03 VT#13p11: Politica e religione sono attività umane: la speranza è utilizzata da entrambe come strumento?

-  Natoli: Concordo con Nieztsche sulla fedeltà alla terra, ma resta una questione problematica, un elemento discriminate tra credenti e non. Non esiste vittoria definitiva del bene sul male. La Redenzione non riguarda il futuro, è del dolore del passato, ma non si dimostra. Determinante è la fede: il passaggio non è razionale. Uno può avere competenze, ma se non ne ha esperienza c'è differenza antropologica.

Come interpreta il filosofo la Resurrezione?

Natoli: Il problema è già dentro i Vangeli: Cristo è sparito. La Resurrezione è un'elaborazione teologica di Paolo. Nella dimensione di radicalizzazione dell'incarnazione Gesù risorge nella sua sequela: chi lo segue lo fa rivivere.

[CzzC: Natoli tifato da lumi come Mancuso?]

 

↑2009.03.26 estraggo dal riassunto della prolusione di Vito Mancuso a Rovereto TN durante la sua conferenza su S.Paolo nell'incontro cittadino organizzato dal Parroco don A.B. e da A.M. del Centro diocesano Bernardo Clesio. «Ci sono testi evangelici che presentano la salvezza sotto la forma della redenzione ottenuta mediante la morte di Cristo. Ci sono però nei Vangeli altri testi che invece non sono in questa prospettiva, non sono coerenti con la teologia della croce di Paolo, che al contrario promettono la vita non dalla croce ma nella giustizia; perché la mia profonda convinzione è che la vita eterna non dipende dalla croce ma dipende dalla giustizia ... E quei testi all’interno dei Vangeli che presentano la prospettiva diciamo così paolina? Per esempio quando dice che il figlio dell’uomo è venuto per dare la vita in riscatto per molti? E’ probabile che queste parole siano state messe sulla bocca di Gesù dalla comunità cristiana successiva ... per secoli e secoli si pensava alla resurrezione era il trattato di apologetica, era lì che si pensava la resurrezione non era un mistero salvifico, era semplicemente la prova, la più grande prova che Gesù ha dato di se stesso e della verità del suo messaggio ... io credo che Gesù sia risorto, ma non c’è bisogno della risurrezione di Gesù per dire che la morte non è l’ultima parola, se anche Gesù non fosse risorto, la morte lostesso non sarebbe l’ultima parola».

 

2000.mm.gg Martiri in odium fidei ma anche ... <allcatt> di Mario Cicala, Cristianità #299 (2000) Etica cristiana e senso dello Stato. Di fronte al martirio di Giorgio Ambrosoli, Paolo Borsellino e Rosario Livatino. San Tommaso d’Aquino (1225 ca.-1274) ebbe ad affermare che è martire "[...] non solo chi patisce a causa della confessione della fede, che si fa con le parole, ma anche chiunque patisce per compiere qualunque buona opera [...] per Cristo" (7). Del resto, la Chiesa da sempre onora come martire san Giovanni Battista, imprigionato e ucciso da Erode (14 a. C.-39 d. C.) perché aveva osato puntare il dito contro di lui.