Il MALE, non solo fisico o psichico, non solo concetto metafisico, ma soprattutto morale

«E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male!» (X Agosto, G.Pascoli)

<wikipedia>: non basterebbe intenderlo come opposizione lessicale al bene per cogliere la complessità dei suoi significati, né intenderlo come male in senso corporeo o psichico; più articolata è la sua concezione in filosofia e in metafisica; ancora più importante è la sua concezione morale.

La problematica del male è esposta anche nel Catechismo della Chiesa cattolica: [CzzC: da cui qui dissento]: «mi chiedevo donde il male, e non sapevo darmi risposta», dice sant'Agostino, e la sua sofferta ricerca non troverà sbocco che nella conversione al Dio vivente. Infatti «il mistero dell'iniquità» (2 Ts 2,7) si illumina soltanto alla luce del mistero della pietà.

Vedi anche libro di Benedetto XVI (pp. 198-199, 206207 e 210-211).

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 26/08/2019; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: Dio lo permette? La tremenda banalità del male; il bene; male minore, carità in verità, discernimento e giudizio, coscienza, reato e peccato, peccato originale

 

2019.08.21 al Meeting <tempi avvenire> Secondo il "papa nero" padre Arturo Sosa Abascal <google> superiore generale dei gesuiti, «Il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale; ... Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli ... i simboli sono parte della realtà, ... » <sussidiario> esorcisti dissentono: comunicato <A.I.E.>. [CzzC: caro papanero, hai fatto cambiare idea al papabianco Fr1? Quello che il 2014.10.30 <stampa fc> diceva in omelia «a questa generazione - a tante altre - HANNO FATTO CREDERE CHE IL DIAVOLO FOSSE UN MITO, UNA FIGURA, UN’IDEA, L’IDEA DEL MALE. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui ... ». Nella fattispecie forse nulla avrà da ridirti Fr1, confratello gesuita, ma a noi poveri christifideles certe catechesi parrebbero quantomeno CONFONDENTI...]

 

↑2018.10.25 <avvenire> La filosofa ungherese Ágnes Heller pubblica la terza parte della sua trilogia sulla morale e dice: «Il MALE non può mai essere tollerato ...  Nietzsche è uno dei protagonisti del libro insieme con Immanuel Kant e Søren Kierkegaard. Quello che ho cercato di dimostrare è che, quali che siano le convinzioni di partenza, le scelte morali avvengono sempre in condizioni particolari, che possono perfino contraddire le premesse teoretiche. La questione è che non possiamo apprezzare il valore di una scelta fino a quando questa non entra a contatto con la realtà, facendosi concreta, drammatica. Le teorie sono analogabili a un bastone a cui appoggiarsi mentre si procede su un terreno accidentato».

 

2018.mm.gg in Eretici, parlando di Oscar Wilde, Chesterton scrive: "La stessa lezione (di chi cerca pessimisticamente il piacere fine a se stesso) viene dalla desolata filosofia di Oscar Wilde. È la religione del carpe diem, che non è la religione della gente felice, ma delle persone estremamente infelici. La gioia non coglie i boccioli di rosa mentre ancora può farlo; i suoi occhi fissano la rosa immortale che vide Dante". Lo scontro tra bene e MALE diventa in Chesterton uno scontro anche tra ottimismo laico e ottimismo cristiano. Così infatti scrive in Ortodossia (1908): "Tutto l'ottimismo di quest'epoca è stato falso e scoraggiante, per questa ragione: che ha sempre cercato di provare che noi siamo fatti per il mondo. L'ottimismo cristiano invece è basato sul fatto che noi non siamo fatti per il mondo". Una delle teorie di Shaw che Chesterton non poteva accettare fu quella del Superuomo (pelagianesimo?).

 

↑2017.12.07 nella festa ebraica delle luci (Chanukkah o Hannukkah) odo a Radio1 il rabbino dire che l’esistenza del male è uno dei motivi per cui gli ebrei non hanno riconosciuto Gesù come Messia: dovrei cercare il link all’audio e approfondire

 

↑2017.03.23 estraggo da <ladro di SC> una lucida riflessione su Stefan Zweig, che combatté il male dell’era nazista anche se perse la speranza di sopravvivervi: «Inerme e impotente, dovetti essere testimone della inconcepibile ricaduta dell'umanità in una barbarie che si riteneva da tempo obliata e che risorgeva invece col suo potente e programmatico dogma dell'anti-umanità».

 

↑2016.05.21 <laTraversata>: traggo dalla lettera di Padre Romano Scalfi. ...“ il primo compito della Chiesa non è di combattere il male (A. Uminskij)”, ma di alimentare la fede dei cristiani, che è anche antidoto del male; anche la storia conferma la “debolezza” del male ... Agli inizi del 1900 Toniolo aveva previsto che “alla fine del secolo l’ideologia marx-leninista sarebbe tramontata e “a salvare l’Europa non sarebbero stati i santi, ma comunità di santi”. Il samizdat, che certamente in Russia ha contribuito al superamento del comunismo, ha sempre detto che il suo compito non era di combattere il comunismo, ma formare uomini nuovi, responsabili, consapevoli del valore di ogni persona, contrari alla violenza, disposti alla solidarietà in nome della verità e della libertà. Anche nel Vangelo non c’è una parola contro la schiavitù che dominava, ma tutti convengono che lo stesso Vangelo abbia generosamente contribuito a superare la schiavitù. Nessuno ha il diritto di condannare le campagne contro il male, ma “non possiamo illuderci”: nessuna condanna, soprattutto se si ferma alla condanna, è capace di sradicare il male alla sua origine. R.S.

 

↑2016.03.27 [CzzC: convengo che la misericordia sia antidoto al terrorismo come dice Papa Fr1, ma mi pare che il Papa non dica che la misericordia è l’UNICA reazione al male, come lessi da altri in riferimento agli attentati di Bruxelles: è vero che “si impone la profondità del nostro bisogno di qualcuno che si prenda cura delle nostre ferite”, ma chiediamo a quel Qualcuno anche che apra gli occhi ai potenti della Terra affinché siano meno irresponsabili e meno complici con i foraggiatori di maestri di odio; siano molteplici le reazioni al male]

 

↑2015.01.25 <raiTV>: Umberto Veronesi e Vito Mancuso su etica laica e il male (UV: come assenza del bene come dice Agostino, però il male ha anche una causa ambientale, ... Vengo da una famiglia religiosa che mi diede un a fede granitica, ) VM: se non  esistesse il male (che l’uomo sente come ingiusto rispetto alla tensione di armonia cosmica che abbiamo dentro) non esisterebbe neanche la religione; ma è dal 2002, quando scrissi “il dolore innocente, l’handicap la natura e Dio” che non credo più al 311 e 412 dell’attuale catechismo, sofisma da cancellare, blasfemo, un Dio che potrebbe impedire il male ma lo permette per un bene maggiore .... [CzzC: qui convengo con VM: ritengo un mistero il fatto che Dio non riesca ad impedire il male e ritengo come VM sbagliato che lo voglia deliberatamente far accadere - così come lo vediamo accadere - per una ragione di bene che ci sfugge; credo che Dio aiuti ad affrontare anche il male, affiancandosi a noi, con–patendo con noi, come quando disse alla vedova di Naindonna non piangere. Intendo il felix culpa del 412 come il tradimento di Pietro che misconobbe Gesù, non come la nascita di un bimbo handicappato o il tumore che insorge in uno sano]

 

↑2014.12.28 La banalità del male, libro di Hannah Arendt

 

↑2014.12.04 <News.Va> Il gesuita Casalone risponde a Veronesi: "Dio non agisce arbitrariamente o magicamente nella storia ... Se ritieni mutuamente esclusive la bontà e l’onnipotenza di Dio deduci che Dio non esiste, ed è la conclusione di Veronesi: se non è buono che Dio è? E se è buono, ma non può cambiare le cose, è un Dio irrilevante, che non ha nessun impatto sulle vicende umane". Come sciogliere la cosa? "La rivelazione che Gesù ci porta nel Vangelo è quella di un nuovo sguardo sulla realtà", spiega il gesuita. "La Scrittura non si domanda: da dove viene il male, ma si domanda l’inverso: che fare verso il male. Emerge una potenza di Dio nuova”.

 

↑2014.11.17 <blitz>: Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio”: Umberto Veronesi sintetizza così il proprio percorso di allontanamento dalla fede. <cinquecolonne>: gli risponde Zichichi “La scienza non ha mai scoperto nulla che sia in contrasto con l’esistenza di Dio. L’ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico, ma un atto di fede nel nulla ... Se c’è una logica deve esserci un Autore. L’ateismo, partendo dall’esistenza di tutti i drammi che affliggono l’umanità, sostiene che se Dio esistesse queste tragedie non potrebbero esistere. Cristo è il simbolo della difesa dei valori della vita e della dignità umana. Che sia figlio di Dio è un problema che riguarda la sfera trascendentale della nostra esistenza. Negare l’esistenza di Dio però equivale a dire che non esiste l’autore della logica rigorosa che regge il mondo. Tutto dovrebbe esaurirsi nella sfera dell’immanente la cui più grande conquista è la scienza”.

 

↑2007.10.30 <culturacattolica>: Benedetto XVI nel suo libro Gesù di Nazaret, ha affrontato due volte il tema del male: Gesù istituisce i Dodici, la Chiesa con una duplice destinazione: per stare con Lui e quindi per mandarli ad annunciare il bene ed esorcizzare cioè liberare dal male:  oltre che illuminare la mente con la verità del Dio vivente che parla e agisce qui e ora come parlava e agiva allora, è anche una lotta contro il male da ogni parte venga; l’irruzione della fede cristiana nel mondo è liberazione dalla paura dei demoni, una paura che non è scomparsa, nonostante lo scetticismo e l’illuminismo.

 

↑2007.08.10 <fidae.it> La risposta cristiana al problema del male (Card. Jean-Louis Tauran)

Da sempre di fronte al male gli uomini gridano verso il cielo: perché? La permanenza di una tale domanda, all'origine della maggior parte dei miti e sempre presente nelle riflessioni dei saggi, dei filosofi, dei mistici, dei teologi, manifesta che nessuno è mai riuscito a dare una risposta soddisfacente.

 

↑1994.mm.gg Norberto Bobbio: "gli dei che hanno fallito. Alcune domande sul problema del male". Gli avvenimenti di Sarajevo superano la soglia del comprensibile, al di là della quale nasce inevitabilmente la domanda sulla presenza invincibile del male nel Mondo. [CzzC: a prescindere dal fatto che, se fosse vissuto, Bobbio avrebbe visto di peggio, ad esempio con Isis e Boko Haram, è possibile dubitare di quell' invincibile, ad esempio fidandosi del vincitore della morte, affascinati dal quale vivono, oggi come da secoli, tanti testimoni che non solo credono nella suddetta vincibilità, ma convincono di essa con la loro vita anche altri uomini: vedi pag 75-88 di questo testo del 2015 che a pag 81 cita appunto quello di Bobbio a proposito delle testimonianza

- di Madre Teresa di Calcutta che riusciva a dare il più bel sorriso della vita ad un morente raccolto dalla strada,

- di Andrea malato di Aids, che si spense felice di avere trovato il senso della vita, nel bene e nel male, anche se in precedenza bestemmiava chi lo assisteva pregando

- di Rose a Kampala che si china sul fetore delle carcerate e ridà sorriso ed energia ai malati di Aids

- di un siberiano di 17 anni,

- di Edimàr un menino de rua di Brasilia ammazzato perché si era rifiutato di ammazzare.

Kafka diceva "esiste un punto di arrivo, ma nessuna via": i suddetti testimoni non avevano censurato le esigenze fondamentali del cuore che additano il punto d'arrivo e avevano incontrato la via sentendola giusta]