modificato 12/07/2016

 

Coscienza rettamente formata

Correlati: autocoscienza cristiana, primato della coscienza individuale, obiezione di coscienza, male, reato e peccato; il fine giustifica i mezzi?

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<educat/catechismo> Coscienza rettamente formata: La coscienza non è la norma suprema, non è propriamente la parola stessa di Dio, ma la sua eco in noi. Può sbagliare nell’identificare i valori e ancor più nel discernere i singoli atti. Non basta dire: «Io seguo la mia coscienza», bisogna cercare la verità, per conoscere la quale sul bene morale, occorrono un cuore retto e un giudizio prudente: la coscienza deve essere rettamente educata, dal che deriva identificare una Guida responsabile di tale formazione.

 

 

11/07
2016

<nuovabq>: un anno fa, l'11/07/2015, moriva il cardinale Giacomo Biffi: a Dio si deve obbedienza, non all'uomo: non si può usare la coscienza per ignorare la verità. «La coscienza morale è la norma prossima dell'agire: ognuno deve sempre seguire la sua coscienza, qualunque cosa comandi, qualunque cosa proibisca. Ma la può seguire con tranquillità solo se prima si è preoccupato che la sua coscienza sia vera, cioè corrisponda effettivamente alla verità oggettiva di Dio, la quale è legge di comportamento che precede ogni parere e ogni decisione dell'uomo. Perché Dio, e non l'uomo, è il Signore cui è dovuta obbedienza.

In pratica, la “verità” della mia coscienza sarà garantita dal mio amore disinteressato e assoluto per la verità; vale a dire dalla continua determinazione non tanto di affermare enfaticamente ciò che io ritengo giusto, ma di conoscere ciò che è giusto in sé, a prescindere dai miei interessi e dalle mie personali preferenze». (Pecore e pastori. Riflessioni sul gregge di Cristo, Siena 2008, p. 88)

20/05
2016

<avvenire>: Fr1: Comprensione per i peccatori e la debolezza umana, ma mai negoziare la verità di Dio. Gesù para la trappola dei farisei che citavano la legge per facoltizzare il ripudio della moglie fedifraga: dice che quella norma fu scritta in tempi dal cuore duro. Ma no alla negoziazione della Verità, no alla casistica ordita da un “piccolo gruppetto di teologi illuminati”, convinti “di avere tutta la scienza e la saggezza del popolo di Dio”. [CzzC: certi preti e vescovi sedicenti nostalgici del '68, tifosi dell'ermeneutica di rottura del CV2° resteranno delusi: ... continua]

09/10
2015

<asianews>: Papa: “vigilanza e discernimento”, perché “il Maligno è nascosto” e “sempre cerca di ingannare”. Se “è stato cacciato via” ha “pazienza, aspetta per tornare”, “viene con i suoi amici molto educati, bussa alla porta, chiede permesso, entra e convive con quell’uomo, la sua vita quotidiana e, goccia a goccia, dà le istruzioni”. Con “questa modalità educata” il diavolo convince a “fare le cose con relativismo”, tranquillizzando la coscienza.

28/08
2014

Male minore: quando due alternative decisionali apparissero malefiche ed obbligate in mutua esclusività e la decisione non potesse essere rimandata, si deve scegliere ciò che si riconoscesse come il male minore.

20/11
2013

Primato della coscienza individuale? La coscienza personale è descritta da Rahner nella Fatica di credere in termini che hanno fatto scuola: “Chiunque segue la propria coscienza, sia che ritenga di dover essere cristiano oppure non-cristiano, sia che ritenga di dover essere ateo oppure credente, un tale individuo è accetto e accettato da Dio e può conseguire quella vita eterna che nella nostra fede cristiana noi confessiamo come fine di tutti gli uomini”. [CzzC: mi pareva che il Catechismo dicesse che la coscienza dovesse essere rettamente formata, e non solo nel confronto con la comunità, ma nel confronto con una guida Magistrale; credo che anche Stalin, Mao e Pol Pot nella loro coscienza individuale formata nel confronto col collettivo del partito fossero convinti che il loro massacro di innocenti producesse bene comune maggiore che evitandolo, ma, siccome confesso che esiste la suddetta vita eterna, quando arriverò alla sua porta confido di non essere spedito in loro compagnia]. In altre parole: la giustificazione, l’unione e la comunione con Dio, la possibilità di raggiungere la vita eterna, tutto ciò incontra un ostacolo solo nella cattiva coscienza di un uomo”. Posto davanti al Vangelo, un pensiero simile non può che rifuggire il cogente rigore del “Denzinger”, e della Chiesa. Ma la fede cattolica non può risolversi nel semplice incontro personale con il Vangelo. La guerra al “Denzinger” viene da lontano. Non a caso Rahner spiega che «gli enunciati della fede tradizionale sono inadeguati, in buona parte, per lo meno per quanto concerne ciò che è necessario prima di ogni altra cosa: l’annuncio della fede (…) Proposizioni come “vi sono tre persone in Dio”, “noi siamo salvati dal sangue di Gesù Cristo” sono puramente e semplicemente incomprensibili per un uomo moderno (…) esse fanno la stessa impressione della pura mitologia di una religione del tempo passato».