modificato 25/01/2017

 

Mai negoziare la verità di Dio, no alla casistica ordita da teologi illuminati

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

 

<avvenire 20/05/2016>: Papa Francesco: comprensione per i peccatori e la debolezza umana, ma mai negoziare la verità di Dio. Gesù para la trappola dei farisei che citavano la legge per facoltizzare il ripudio della moglie fedifraga: dice che quella norma fu scritta in tempi dal cuore duro. Ma no alla negoziazione della Verità, no alla casistica ordita da un “piccolo gruppetto di teologi illuminati, convinti “di avere tutta la scienza e la saggezza del popolo di Dio”.  continua.

[CzzC: certi preti e vescovi sedicenti nostalgici del '68, tifosi dell'ermeneutica di rottura del CV2°, cultori della virtù della disobbedienza contro GP2° e B16°, mirano a far più rapida carriera con questo Papa pensando che non sia uno che giudica, che si butti alle spalle i cosiddetti valori non negoziabili e conceda la democratizzazione della Chiesa riconoscendo che Lutero aveva ragione: resteranno delusi, compreso quello in auge per il qualeil solo opporsi è sbagliato, non importa contro chi o cosa"; nel frattempo col suo carisma speciale della misericordia Papa Francesco sta allargando il dialogo sia con agnostici sia con altre religioni e sta attenuando l’immane pregiudizio di intolleranza costruito contro i cattolici, come se i migliori di loro fossero quelli che vogliono reiterare un referendum abrogativo della 194: prego per te ogni sera, caro Papa, e, amareggiato per il depistaggio di Socci&C, ti vedo come grande dono dello Spirito mentre conservo immutata l’affezione a B16° maestro di fede e ragione: San Giovanni Paolo II protegga la tua Opera]

 

 

11/07
2016

<nuovabq>: un anno fa, l'11/07/2015, moriva il cardinale Giacomo Biffi: a Dio si deve obbedienza, non all'uomo: non si può usare la coscienza per ignorare la verità

«La coscienza morale è la norma prossima dell'agire: ognuno deve sempre seguire la sua coscienza, qualunque cosa comandi, qualunque cosa proibisca. Ma la può seguire con tranquillità solo se prima si è preoccupato che la sua coscienza sia vera, cioè corrisponda effettivamente alla verità oggettiva di Dio, la quale è legge di comportamento che precede ogni parere e ogni decisione dell'uomo. Perché Dio, e non l'uomo, è il Signore cui è dovuta obbedienza.

In pratica, la “verità” della mia coscienza sarà garantita dal mio amore disinteressato e assoluto per la verità; vale a dire dalla continua determinazione non tanto di affermare enfaticamente ciò che io ritengo giusto, ma di conoscere ciò che è giusto in sé, a prescindere dai miei interessi e dalle mie personali preferenze». (Pecore e pastori. Riflessioni sul gregge di Cristo, Siena 2008, p. 88)