ERMENEUTICA di ROTTURA: conciliaristi dell'ermeneutica della discontinuità si scagliano contro l’ermeneutica del CV2° detta della riforma nella continuità

Il valore del CV2° dipende dalla sua giusta interpretazione: DUE ERMENEUTICHE CONTRARIE si sono trovate a confronto e hanno litigato disse Benedetto XVI. Notevole afflato all’ermeneutica di rottura viene in Italia dalla scuola di Bologna (con Alberigo, Melloni &C). Vedi anche Credo Ecclesiam, SvedoRom

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 16/08/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: dissenso denigrante; due ermeneutiche; spirito del CV2°; il concilio dei media; lettera dei 63

 

↑2015.12.31 Alberto Melloni brandisce l'ermeneutica di rottura anche in allusione al sinodo: <bussolaq>: «Negli ultimi due secoli la chiesa delle condanne aveva rinunciato alla via dell’annuncio per condannare tutto — la modernità borghese, il liberalismo, il capitalismo, il comunismo, la cultura dei diritti, eccetera»: così Melloni sul Corriere della Sera 28/12 tra tante belle parole infila come fetta avvelenata l'intento di dimostrare come nella Chiesa sia in atto una rivoluzione che taglia drasticamente con il passato grazie al pontificato di Fr1 come fosse unanuova Chiesa[CzzC: non escluderei che la fregola di ermeneutica di rottura premiata anche da illuminati milioni possa subire qualche gelata da Fr1, ... continua]

 

↑2015.11.10 Paolo 6° soffriva come B16° per lo sfacelo della Chiesa indotto dalla condiscendenza al secolarismo: di Paolo VI, che fu artefice del CV2°, nemmeno gli ermeneuti di rottura denigratori di GP2° e B16° dicono che fosse un traditore del CV2°: eppure vedi qui l’assonanza di preoccupazione e sofferenza di Paolo VI e B16° a distanza di 35 anni per questa chiesa alla deriva verso un secolarismo di facile simpatia alla cultura dominante, quello che Fr1 chiamerebbe progressismo adolescenziale: altro che un facile volemose bene senza eterne contrapposizioni

 

↑2015.03.18 <M.Introvigne>: Papa Francesco definì il vescovo Agostino Marchetto «il migliore ermeneuta» del Cv2°: egli  mise le premesse della formula di Benedetto XVI «ermeneutica della riforma nella continuità», attraverso la critica sistematica della cosiddetta scuola di Bologna, cioè dell'interpretazione del Concilio in termini di discontinuità e di rottura rispetto al Magistero preconciliare.

 

↑2015.02.04 Se non fosse per quanto mi è simpatico il “Lupus in pagina”, mi parrebbe bacato da sessantonite e da ermeneutica di rottura il Gianni Gennari che graffia il cardinal Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura Apostolica su <lastampa> «se Burke non vuole le “chierichette”». Egli parrebbe usare un noto stratagemma dei potentati (criminalizzare) per opporre il Cardinale (che cura gli insegnamenti della Chiesa contrastando teologicamente le mode mondane) al pensiero femminista, abusando dell’adusa propaganda progressista accusante la Chiesa di essere misogina, magari per imporre un'uguaglianza masso-illuminata. [CzzC: peraltro non condivido tutte le argomentazioni di <corrispondenzaromana>, perché chi negligesse le chierichette per far servire solo i chierichetti potrebbe dispiacere a Gesù, che nel “lasciate che i pargoli vengano a me” non intendeva certamente solo i maschietti; peraltro il peggio per i lettori di Avvenire sarebbe che Gennari tornasse simpatico a Micromega come quando scriveva su Paese Sera e Jesus]

 

↑2012.05.25 Il Papa alla 64ª assemblea generale della CEI: «ascoltare il Concilio (non nell’ottica di un’inaccettabile ERMENEUTICA DELLA DISCONTINUITÀ E DELLA ROTTURA, ma di un’ermeneutica della continuità e della riforma) costituisce la strada per individuare le modalità con cui la Chiesa può offrire una risposta significativa alle grandi trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo, che hanno conseguenze visibili anche sulla dimensione religiosa».

 

↑2012.05.21 Lo spirito del Concilio continua a soffiare (di Silvano Bert): alla storia di Alberigo la curia romana anteporrebbe la storia dei «tradizionalisti che annacquano la svolta del CV2° in una linea di continuità col CV1°»

 

↑2012.04.05 Il Papa alla Messa crismale: «Ordinare le donne? Non siamo autorizzati». Sullo sfondo, c’è il discorso che pronunciò il 24 settembre a Friburgo, uno dei momenti decisivi del pontificato: «La vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale è una crisi di fede», disse. «Se non arriveremo a un vero rinnovamento della fede, tutta la riforma strutturale resterà inefficace». E’ esplicito il riferimento di Benedetto XVI alla Pfarrer-Initiative (l’«iniziativa dei parroci» 19/06/2011 Austria): «Di recente, un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero – ad esempio nella questione circa l’ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore». E il leader dei preti 'ribelli' austriaci, monsignor Helmut Schüller, si è dichiarato soddisfatto dell'omelia.

 

↑2011.06.19 Pfarrer-Initiative, chiamata alla DISUBBIDIENZA, l’«iniziativa dei parroci» in Austria raccoglie le firme di quasi 400 preti e rimbalza in Irlanda e Usa, Francia e Germania, Slovacchia e Belgio: considerato «il rifiuto di Roma di una riforma della Chiesa da tempo necessaria e l’inattività dei nostri vescovi», i firmatari sostengono tra l’altro le donne prete, contestano l’obbligo del celibato, considerano la possibilità di «un’Eucarestia senza prete», scrivono che non rifiuteranno la comunione a divorziati-risposati e «membri di altre chiese cristiane».

 

↑2011.04.01 la rivista PROTESTANTESIMO pubblicata dalla facoltà Valdese intenderebbe dimostrare che il CV2° fu una rottura non una riforma nella continuità

 

↑2011.03.15 Gruppi di iniziativa (aggregazione) sedicenti "per una chiesa più umana" o "noi siamo chiesa" ci informano delle PROTESTE «che abbiamo fatto negli ultimi 10 anni».

 

↑2008.10.28 Per una ripresa del Concilio vaticano II: iniziativa promossa da un centinaio di cristiani “conciliari” su impulso di Luigi Pedrazzi e degli amici della “Rosa Bianca”.

 

↑2005.12.22 traggo da Vatican.va: discorso di Benedetto XVI alla curia romana in occasione

della presentazione degli auguri natalizi: Due ermeneutiche contrarie si sono trovate a confronto e hanno litigato tra loro. L'una ha causato confusione, l'altra, silenziosamente ma sempre più visibilmente, ha portato frutti.

Da una parte esiste un'interpretazione che vorrei chiamare ermeneutica della discontinuità e della rottura, essa non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass-media, e anche di una parte della teologia moderna;

Dall'altra parte c'è l' “ermeneutica della riforma”, del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato.

 

↑1989.05.15 Il DOCUMENTO DEI 63: si tratta del primo manifesto pubblico di dissenso verso il Papa sottoscritto da docenti ed esponenti della teologia e della cultura, la maggior parte dei quali esercita la sua professione in seminari ed istituzioni educative ecclesiastiche. Tra i firmatari Padre Enzo Bianchi e Padre David Maria Turoldo, Alberigo, Melloni, Vedi anche questo commento di SEFT, che spiega come tutti i suddetti riconoscano in Dossetti il proprio maestro (che fu allontanato dal Concilio):

·         lo “spirito” del Concilio contro la “lettera”,

·                     la Chiesa dei Ricchi, “costantiniana” contro una Chiesa dei poveri “apostolica”.

 

↑1969.09.24 Paolo VI: «Oggi non è raro il caso di persone, anche buone e religiose, giovani specialmente, che si credono in grado di denunciare tutto il passato della Chiesa [...] come inautentico, superato e ormai invalido per il nostro tempo; e così, con qualche termine ormai convenzionale, ma estremamente superficiale ed inesatto, dichiarano chiusa un’epoca costantiniana, preconciliare, giuridica, autoritaria, e iniziata un’altra libera, adulta, profetica. [...] Per essere oggi veramente fedeli alla Chiesa dovremmo guardarci dai pericoli che derivano dal proposito, tentazione forse, di innovare la Chiesa con intenzioni radicali e metodi drastici, sovvertendola»