modificato 19/01/2017

 

Padre Bartolomeo Sorge 1929

Correlati: Gesuiti e qualche loro testata

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Nel 2012.12 su FC: «La Chiesa? Troppo ricca e zitta»: gli posi domande al riguardo, in aiuto al discernimento

foto su FC; <Wikipedia>: gesuita esponente del Cattolicesimo democratico

 

 

 

15/10
2012

Su Famiglia Cristiana: «La Chiesa? Troppo ricca e zitta»: è sensazione diffusa che si sia interrotto il rinnovamento della chiesa, iniziato con il CV2°, manca nella Chiesa, lo "spirito di collegialità" vescovi - Curia romana - comunità locali e, più in generale, della gerarchia con i fedeli laici... Si decide ancora tutto dall’alto ... (più potere ai laici nella Chiesa, leitmotiv di FC anche qui)    con quale credibilità la Chiesa porterà al mondo la “buona notizia”di Dio che, per salvarci, si fa povero e sceglie i poveri, se le istituzioni ecclesiastiche gestiscono banche e giocano in Borsa? Se chi annunzia il Vangelo vive in palazzi simili a regge?  ... Con quale coerenza la Chiesa esorta i fedeli a partecipare all’Eucaristia, memoriale della Pasqua, se poi ne offusca la trasparenza con cerimonie pompose, abbigliamenti sfarzosi e ornamenti ricchi e preziosi? [CzzC: gli SCRIVO ponendogli alcune DOMANDE; discussi anche con altri al riguardo]

 

24/09
2012

"La Traversata - la Chiesa dal Concilio Vaticano II a oggi", il nuovo libro di P. Sorge presentato dall'autore a Villa S. Ignazio - Trento.  La società è divenuta ormai irreversibilmente pluriculturale, plurietnica e plurireligiosa. Per agire da fermento spirituale, culturale e sociale, la Chiesa deve porsi in modo nuovo, altrimenti non è più credibile né quando annunzia il Vangelo, né quando combatte a favore dell’uomo e della sua dignità.

 

05
2007

COSCIENZA cristiana rettamente formata: dopo aver ripreso espliciti stralci[1] dalla Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI, precisa che tocca alla coscienza dei fedeli laici - non ai vescovi - decidere come comportarsi, quali scelte fare in campo sociale e politico, dove, come direbbe il CV2° i fedeli laici non sono esecutori passivi delle disposizioni della Gerarchia, ma agiscono in modo responsabile e autonomo. Tradurre i principi non negoziabili e l'insegnamento sociale della Chiesa in scelte politiche concrete, è compito della competenza professionale del politico, il quale, in coerenza con la propria coscienza rettamente formata, deciderà in piena e autonoma responsabilità quali mediazioni di natura tecnico-legislativa fare, nel rispetto della laicità della politica e delle regole democratiche. La Gaudium et spes dice ...[2]

[CzzC: il discernimento è d’obbligo, ma non è matematicamente dimostrabile dove finisca il confine (boundary) della zona dipendente da fede-morale e dove inizi quello della zona indipendente socio-politica; qui a mio avviso P.Sorge sottovaluta il problema e tratta con sufficienza quasi ironica e insofferente i principi non negoziabili; alludo? No esemplifico:

- che ci sia una regola chiara per consentire anche a coppie omosex o a coppie di fatto di visitarsi in ospedale senza discriminazione rispetto a familiari definiti tali con la attuale normativa del matrimonio eterosex, è cosa buona e giusta che, fra l’altro, non confligge con i principi non negoziabili e dunque non configura un boundary problem;

- ma che si inizi a legiferare in maniera che, passo dopo passo, diventi del tutto indifferente affidare un cucciolo d’uomo adottabile ad una coppia omosex anziché ad un’idonea coppia eterosex, fino a punire privati o ONLUS che seguissero pratiche di adozione solo per idonee coppie eterosex, è del tutto indifferente? Perché PBS non esemplifica chiarendoci il suo boundary value in merito? E’ comodo parlare senza vincoli, compiacendosi che il mondo ti acclami profeta di libertà di coscienza].

 



[1] Dalla recente esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis di Benedetto XVI: «i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro COSCIENZA, RETTAMENTE FORMATA, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana», tra i quali rientra «la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna» (n. 83). Questa coincidenza tra l'insegnamento dei vescovi e quello del Papa verifica alla lettera quanto afferma il Concilio Vaticano II: «I vescovi, quando insegnano in comunione col Romano Pontefice, devono essere da tutti ascoltati con venerazione quali testimoni della divina e cattolica verità; e i fedeli devono accettare il giudizio del loro vescovo, dato a nome di Cristo in materia di fede e di morale, e aderirvi con religioso rispetto» (Lumen gentium, n. 25).

Per una felice concomitanza, nel giorno della pubblicazione della Nota della CEI, Benedetto XVI, ricordando sant'Ireneo di Lione nell'udienza del mercoledì, richiamava l'attenzione sulla ragione principale per la quale i fedeli sono tenuti ad aderire all'insegnamento dei vescovi in materia di fede e di morale.

[2] .«Dai sacerdoti - conferma la Gaudium et spes -, i laici si aspettino luce e forza spirituale. Non pensino, però, che i loro pastori siano sempre esperti a tal punto che, a ogni nuovo problema, anche a quelli gravi, essi possano avere pronta una soluzione concreta o che proprio a questo li chiami la loro missione: assumano invece essi, piuttosto, la propria responsabilità, alla luce della sapienza cristiana e prestando rispettosa attenzione alla dottrina del Magistero» (n. 43).