La religione universale insegnata da HANS KÜNG, tifata anche dalla cultura dominante

morto 2021.04. Citavo il teologo a proposito di che cos’è per me il cristianesimo in poche parole: «senza mal di testa da studio di Hans Küng è batticuore da esperienza in sequela di Gesù imitando i Santi».

 <wikipedia>: teologo, presbitero e scrittore svizzero, noto per le sue posizioni in campo teologico e morale, spesso critiche verso la dottrina della Chiesa cattolica. Sebbene nel 1979 sia stato costretto a lasciare la facoltà cattolica, continuò a lavorare come professore emerito di teologia ecumenica all'Università di Tubinga.

Nel 1990 pubblicò "Project Global Ethic", basato sulla filosofia di Kant, per una religione universale.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/07/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: teologi del dissenso, ermeneutica di rottura, Leitmotiv

 

2021.06.13 a pag 12 dell'inserto speciale di Vita Trentina Alessandro Martinelli fa il panegirico di Hans Küng (bis diVT#14 Aprile): "grande teologo che ha dedicato l'intera vita a collegare dialetticamente le verità del Vangelo con le verità delle altre religioni", senza ricordare che HK si era accanito così tanto contro il Magistero petrino che questo era stato costretto a diffidarlo. Panegirico pure del Tavolo delle appartenenze religiose, meritato per la promozione del dialogo interreligioso, meno a mio avviso per non aver saputo sanare la contraddizione di fondo: come puoi statuare che basta non sentirsi superiori agli altri se poi ammetti che non venga smentito chi ammette la punizione dell'abiuro e predica che una musulmana non può sposare un infedele?

 

2021.04.08 l'editoriale di Vita Trentina <VT#14.jpg> fa sublimazione di Hans Küng come se la Chiesa cattolica si fosse destata grazie a lui per credere che «non ci può essere pace tra le religioni se non c'è dialogo tra le religioni». Il sogno di pace, dialogo e sinergia tra le religioni (sogno mio, ma ritengo anche della Chiesa) inizia dal rispettare i diversi credi anche per loro affermazioni mutuamente esclusive (che Gesù sia figlio di Dio morto e risorto sarebbe "verità" inconciliabile con l'essere Maometto il sommo profeta, ma poveri noi se per dialogare e collaborare dovessimo partire dalle relative abiure). Plaudo al Küng amante del dialogo, ma non sarebbe bene dissimulare che egli insegnava significanza metaforica «sulla nascita verginale e sull'Eucaristia», tra l'altro. Vantare che le proposte di Küng furono assunte dal Tavolo locale delle Appartenenze Religiose? Tale tavolo statua come precondizione il non sentirsi superiori agli altri anziché il suddetto rispetto valorizzante le diversità di credo, anche tra loro contraddittorie, identità che non avrebbero bisogno di nascondere credo per guardarsi in faccia: ad esempio, per collaborare con la famiglia del vicino io non gli chiedo che prima mi dica che sente la sua famiglia non superiore alla mia. Butterei via tutto Küng? Tutto no; anch'io temo che abbia seminato più equivoci che virtù il tardo dogma dell'infallibilità del Papa]

 

2021.04.06 <repubbl rainews vatican google> è morto Hans Küng. Traggo da RaiTg2.h20:30, at24'25": dal 1979, quando gli fu revocata l'abilitazione ad insegnare teologia Cattolica, ... , il dotto teologo svizzero divenne agli occhi della pubblica opinione il critico di Roma e particolarmente nei confronti del Cardinale Ratzinger, poi Papa, che era stato suo collega proprio a Tubinga negli anni tumultuosi del 68; poco dopo l'elezione a papa Benedetto XVI lo invitò a Roma per un lungo colloquio chiarificatore, che però non sortì alcun effetto. Küng era lontano mille miglia dalla visione della fede Cattolica armonizzata col pensiero greco classico, dunque dal tomismo e dalla teologia sistematica: era più vicino alla teologia dialettica del luterano Karl Barth. Negli ultimi anni si era dedicato al progetto di un ethos mondiale che comprendesse tutte le grandi religioni: non una mera via dialogante che da tempo anche la chiesa persegue, ma l'utopia di una nuova costruzione religiosa in nome di valori comuni all'umanità. [CzzC: mi resta amaro il ricordo di quanta lacerazione abbiano provocato in parrocchia certi suoi tifosi].

 

↑2019.12.03 nel dare l’addio a Johann Baptist Metz <avvenire> lo ricorda come fautore del dialogo pubblico tra Habermas e Ratzinger a Monaco nel 2004, lo definisce "padre" della Teologia politica” e lo annovera tra i veri “padri nobili” fondatori della rivista internazionale di teologia “Concilium” assieme a uomini del rango di Karl Rahner, Yves Congar, Edward Schillebeeckx, Hans Küng e Gustavo Gutiérrez [CzzC: modestamente alimento la mia fede cristiana grazie a santi padri che mi parrebbero più meritevoli del termine nobiltà; e nel discernimento delle qui indicate nobiltà mi faccio aiutare, ad esempio, da padre Cavalcoli: fare chiarezza sulle quattro cristologie eretiche Rahner, Kasper, Schillebeeckx, Teilhard de Chardin]

 

↑2016.04.28 <corriere>:Il teologo Küng aveva scritto a Bergoglio chiedendogli una riflessione sul dogma dell’infallibilità del Papa: «Mi ha risposto con una lettera fraterna, apprezzando le mie considerazioni» racconta Hans Küng che «per la riservatezza che devo al Papa» non cita frasi del pontefice. <lib&pers>: discutere un dogma, nella Chiesa, non è possibile. [CzzC: non mi pare che avessero parlato di abolire, ma di discutere, il che potrebbe significare anche risignificare il dogma. Pensa se discutere il dogma in parola fosse condizione per l’unità con gli Ortodossi! Quale cattolico rinuncerebbe a tale unità pur di impedire la discussione di tale dogma? continua]

 

↑2015.02.26 <famigliacristiana>: Hans Küng: voglio scegliere quando morire. Il teologo cattolico afferma nel suo nuovo saggio "Morire felici?" il diritto della persona di assumersi la responsabilità di come e quando morire. E sostiene che una tale posizione non è in contrasto con la fede e non ha nulla a che vedere con una sorta di "auto-assassinio". [CzzC: sulla questione del fine vita trovo che la posizione di Hans Küng sia meno confondente e ingannevole rispetto a quella con cui vorrebbe democratizzare la Chiesa decapitandola quantomeno modo luterano]

 

↑2014.07.01 Effedieffe.com: la teologia papale, tentativo di ricostruzione congetturale in chiave relativista: La rivista internazionale di teologia Concilium ha dedicato il suo ultimo numero al tema: Dall’“anathema sit” al “Chi sono io per giudicare?”, a partire dalla famosa frase di Papa Francesco sull’omosessualità. Gli autori «ritengono che le formule e i dogmi non possono comprendere l’evoluzione storica, ma ogni problema vada collocato nel suo contesto storico e sociopolitico. Il concetto di ortodossia va superato, o quanto meno ridimensionato, perché, viene utilizzato come “punto di riferimento per soffocare la libertà di pensiero e come arma per sorvegliare e punire”... Essi definiscono l’ortodossia come “una violenza metafisica. Al primato della dottrina va sostituito quello della prassi pastorale …» (Concilium, 2/2014, p. 11), rivista fondata da Karl Rahner , Hans Küng e Congar, «a cui collaborano più di 500 teologi di tutto il mondo». [CzzC: commento]

 

↑2013.11.28 Penseresti che l’antipapismo di Hans Küng cessi di fronte a Papa Fr1 gradito perfino alla cultura  dominante per quel suo “chi sono io per giudicare?”: Invece  no: perché? <uccronline> perché Fr1 condanna l’aborto e rifiuta il sacerdozio femminile nella Evangelii Gaudium. Però HK on osa criticare direttamente Fr1 (piace a troppi anche laicisti) per cui inventa il complotto secondo cui Fr1, quando critica il capitalismo e promuove la decentralizzazione verso diocesi e parrocchie lo farebbe di sua iniziativa, mentre quando si oppone all’aborto e al sacerdozio femminile «subisce le pressioni della congregazione della dottrina della fede e del suo prefetto, l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller».

 

↑2013.08.20 <stampa> di un Concilio Vaticano III si vagheggia dal 1977 quando i teologi della rivista «Concilium» si riunirono nella Notre Dame University negli Usa: c’erano, tra gli altri, lo svizzero Hans Küng e l’olandese Edward Schillebeeckx, gli italiani Giuseppe Alberigo e Rosino Gibellini, a fissare gli obiettivi del futuro concilio tra i quali: Sinodo dei vescovi non più consultivo ma deliberativo [CzzC: L3 sarebbe l’obiettivo primario], abolizione del celibato dei preti, sacerdozio femminile (L9).

 

↑2010.04.gg <wikipedia>: Hans Küng dichiara che papa Benedetto XVI ha fallito e i cattolici hanno perso la fiducia nella Chiesa: gli rinnova gran parte delle critiche che già aveva mosso al suo predecessore, Giovanni Paolo II

 

↑2010.03.18 <wikipedia>: Hans Küng riferendosi agli abusi sessuali del clero, scrive un articolo in cui sostiene che Ratzinger sia «l'uomo che da decenni è il principale responsabile dell'occultamento di questi abusi a livello mondiale»

 

↑2009.01.26 <wikipedia>: a seguito della revoca della scomunica a vescovi lefebvriani, Hans Küng ha dichiarato che la Chiesa ha imboccato un percorso di restaurazione

 

↑2007.mm.gg I 3 anelli di Lessing: illuminismo massonico terapia del furore del dio monoteista: Peter Sloterdijk, II furore di Dio - Sul conflitto dei tre monoteismi (2007); <ilsussidiario/2014>: in Germania quel testo, di fronte allo scontro teologico-politico che divide le religioni monoteistiche, richiama, come unica terapia possibile, all'«illuminismo massonico» rappresentato dalla parabola dei tre anelli di Lessing [CzzC: qui commento di Ravasi; a Lessing rimanda anche Hans Küng ... continua... ]

 

↑2006.05.08 In CPP un catechista teoglib nostalgico del ’68 rivendica il diritto non solo di pensare che il papato di GP2° sia stato distruttivo per la Chiesa, ma di insegnare ai ragazzi di catechesi questa tesi, avvalendosi degli 11 capi di accusa formulati da Hans Küng

 

↑2005.09.24 <wikipedia>: Hans Küng è ricevuto a Castel Gandolfo da papa Benedetto XVI, col quale è stato spesso in posizioni di netta contrapposizione.

 

↑2005.03.28 trassi da Paginecattoliche (TotusTuus) Il dissenso verso la Sede Apostolica in Italia. L’Istruzione sulla vocazione ecclesiale del teologo, emanata il 24 maggio 1990 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede con l’approvazione del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ([1]), venne pubblicata negli anni di massima contestazione e dissenso verso il Magistero. [CzzC: continua qui con riferimenti anche a Hans Kung, Karl Rahner, Pax Christi, P. David Maria Turoldo Documento dei sessantatre firmato anche da Enzo Bianchi, Alberto Melloni e Paolo Prodi; citazioni di Adista]

 

↑2005.mm.gg <wikipedia>: è pubblicato in Italia ed in Germania un suo articolo estremamente critico nei confronti di Giovanni Paolo II (Wojtyła, il papa che ha fallito, Corriere della Sera). [CzzC: a ridosso della morte di GP2° un catechista teoglib nostalgico del ’68 ammaestra i ragazzi del post Cresima sulla dannosità del papato di GP2: portando loro come “prove” gli 11 capi di accusa  formulati da Hans Küng]

 

↑2000.mm.gg <wikipedia>: Hans Küng critica aspramente la dichiarazione Dominus Iesus sull'unicità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa, definendola un misto di "megalomania e arretratezza vaticana

 

↑1979.12.18 <wikipedia>: In seguito all'ulteriore inasprirsi dei toni della contestazione, la Congregazione per la dottrina della fede revoca ad Hans Küng la missio canonica (l'autorizzazione all'insegnamento della teologia cattolica).

 

↑1975.mm.gg <wikipedia>: Hans Küng viene richiamato dalla Congregazione per la dottrina della fede per l'inasprirsi dei toni della contestazione in Leitmotiv di ermeneutica di rottura.

 

↑1954.mm.gg Spaccatura dell’Azione Cattolica: si dimette il responsabile GIAC e quasi tutta la dirigenza lo segue, in polemica con Luigi Ghedda allora responsabile di AC: tra i laceratori ci furono personaggi che avrebbero “fatto strada" (Umberto Eco, Garattini, Furio Colombo, Emmanuele Milano, Emilio Colombo) aventi in comune quantomeno il tifo per una Weltanschauung che dal CV2° fu declinata, ad esempio, dalla rivista "Concilium" fondata da Scillebeeckx con Karl Rahner, Hans Küng, Johann Baptist Metz, Yves Congar e Gustavo Gutierrez, il top della teologia cattolica progressista del secondo Novecento.