INFALLIBILITÀ DEL PAPA: dogma utile e necessario?

<wikipedia>: secondo il dogma in titolo il Papa non può sbagliare quando parla ex cathedra, ossia come dottore o pastore universale della Chiesa (episcopus servus servorum Dei). Dunque, il dogma vale solo quando esercita il ministero petrino proclamando un nuovo dogma o definendo una dottrina in modo definitivo come rivelata ...

<amicidomenicani>: ci riferiamo a quando il Papa parlasse «ex cathedra», ossia quando in qualità di pastore e maestro di tutti i cristiani, in virtù della sua suprema autorità apostolica, definisce che una dottrina riguardante la fede e la morale deve ritenersi vera dalla Chiesa universale per l'assistenza divina a lui promessa nel beato Pietro; le sue proposizioni in tal caso sarebbero irreformabili, come direbbe il Concilio Vaticano I. Esula pertanto dall'ambito dell’infallibilità quanto egli propone come teologo privato: ed es. B16 come teologo firmava i suoi libri come “Joseph Ratzinger” perché non intendeva proporre la dottrina della Chiesa, ma semplicemente il suo pensiero e la sua ricerca di teologo.

[CzzC: potremmo ridiscutere il dogma in titolo, quantomeno pro unità con gli Ortodossi? Fra l’altro, dopo B16, notiamo che anche tra i più strenui difensori del dogma in titolo c’è chi comincia a non essere più così sicuro vedendo che la firma di Fr1 su certe raccomandazioni in materia di morale nega risposta a chi pacatamente chiedesse chiarimenti per u suoi dubbi interpretativi]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 12/11/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Magistero petrino

 

↑2017.11.18 Papi che diffidavano di chi poi divenne Papa. Pio IX marginalizzò il futuro Leone XIII perché “aperturista” e Pio X diffidava del futuro Benedetto XV per analogo motivo; Pio XII negò il cappello cardinalizio a Montini e faceva fare molta anticamera a Roncalli.

 

↑2016.05.09 Sandro Magister /<espresso>: Papa Francesco si mostra disposto a ridiscutere il dogma dell'infallibilità. Ma in realtà accentra in sé la pienezza dei poteri molto più dei suoi ultimi predecessori. Ed agisce come un monarca assoluto [CzzC: apprezzo la tua dovizia di dati, ma, caro Sandro, a che miri con tanto attacco? Potere ed ardire sono necessari per scrostare lo Ior e quant’altro opacizza il Vangelo anche nella Chiesa]

 

↑2016.04.28 <corriere>:Il teologo Küng aveva scritto a Bergoglio chiedendogli una riflessione sul dogma dell’infallibilità del Papa: «Mi ha risposto con una lettera fraterna, apprezzando le mie considerazioni» racconta Hans Küng che «per la riservatezza che devo al Papa» non cita frasi del pontefice. Il testo, rivolto al Papa, era impegnativo: «Imploro papa Francesco, che mi ha sempre risposto in modo fraterno: riceva questa ampia documentazione e consenta nella nostra Chiesa una discussione libera, non prevenuta e aperta su tutte le questioni irrisolte e rimosse legate al dogma dell’infallibilità. Non si tratta di banale relativismo, che mina i fondamenti etici della Chiesa e della società. E nemmeno di rigido e insulso dogmatismo legato all’interpretazione letterale. È in gioco il bene della Chiesa e dell’ecumene». Küng lo aveva reso pubblico, tradotto in più lingue, il 9 marzo, giunto all’ottantottesimo compleanno.

<lib&pers>: discutere un dogma, nella Chiesa, non è possibile.

[CzzC: non mi pare che avessero parlato di abolire, ma di discutere, il che potrebbe significare anche risignificare il dogma. Dovremmo evitare di imitare gli ismi dei fondamentalisti islamici che anche quando si fingono moderati precisano “non sia mai che io contraddica il Profeta”. Pensa se discutere il dogma in parola fosse condizione per l’unità con gli Ortodossi! Vorrei vedere quale cattolico rinuncerebbe a tale unità pur di impedire la discussione del dogma in parola; vuoi veder che, magari, ad impedire di discutere l’infallibilità del Papa si ergerebbero principalmente coloro che oggi additano fallace Papa Francesco?]