IDENTITÀ: per quella cristiana basterebbero mani senza volto? La sua essenza non sta nei crocifissi esposti nelle sedi pubbliche, ma ben più nella difesa della libertà di coscienza e di educazione non meno che dei più poveri.

Dell’identità cristiana annoto qui la sua specificità cattolica, quella che ha perno nel Magistero petrino, pur se ne è la condizione necessaria ma non sufficiente, con tutto il rispetto per gli altri cammini di sequela di Cristo che prescindono da tale riferimento.

Etica e solidarietà necessitano di sussidiarietà, se non ti basta lo stato come essenza dell’eticità.

Ricordo per converso un illuminato catechista che redarguiva il mio intendimento di identità cristiana, perché profetizzava che tendiamo ad un mondo in cui non serva dirsi cristiani.

Ci sarebbe anche un blog <identità cristiana e fb>: a te coglierne il meglio e discernere

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 07/02/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: contro l’identità? dialogo; dogmi; vuolsi neutralizzare il volontariato cattolico? Sussidiarietà o tornare in sacrestia?

 

2019.02.04 viaggio di Fr1 negli Emirati <google vatican asianews> col Grande imam di Al Azhar firma il Documento sulla fratellanza umana (Testo ops): pace mondiale, convivenza, dialogo nel rispetto delle IDENTITÀ e pari dignità, si rifiutano violenza, terrorismo, costrizione nella religione, ci si impegna per la promozione della donna e il rispetto della natura <asianews> segno che l’islam sta cambiando? <tempi> lì vige la Sharia, ma la chiesa è più vitale che in tante parti dell’Occidente <let43> dopo il viaggio Fr1 ha detto ....

 

↑2018.11.30 <avvenire> Bassetti: cattolici in politica per un'Europa solidale e non xenofoba; «ciò che serve non è la divisione o la frammentazione, ma l'unità; serve non meno Europa, ma al contrario più Europa ... che sia popolare, sussidiaria e solidale, attenta ai bisogni dei cittadini e rispettosa delle culture, delle fedi e delle identità». E sui flussi migratori? «Serve un'azione coordinata a livello internazionale ... urge coniugare carità e responsabilità ... essere prudenti senza correre il rischio di alimentare le paure o, ancor peggio, di lasciar scoppiare una "guerra tra poveri" nelle periferie delle nostre città».

 

↑2018.10.23 <sbs> Il multiculturalismo? La via peggiore all'integrazione. "Non c'è fede che tenga - Manifesto contro il multiculturalismo" è il titolo provocatorio dell'ultimo libro di Cinzia Sciuto, filosofa e editrice di MicroMega: l’approccio multiculturalista, adottato dai governi di sinistra, e dall’immigrazionismo, si basa sull’accettazione acritica delle diverse culture, da tutelarsi “a priori”, anche senza entrare nel merito dei valori e dei principi che rappresentano. Questo atteggiamento di "non interferenza" è particolarmente ingiusto nei confronti delle donne che vengono lasciate a se stesse all'interno di certe culture che violano i loro diritti. Se si considera l’avanzata dei governi populisti di destra, che si è verificata nella maggior parte dei paesi occidentali e non solo, appare chiaro che la visione multiculturalista ha spinto la gente ad abbracciare l’approccio identitario delle destre che si basa sulla protezione della propria cultura e dei simboli che la caratterizzano (per esempio, il crocifisso in classe) ed il rifiuto del “diverso”, vissuto come una minaccia per i propri valori.

 

↑2018.05.01 <standt> “I cristiani d’Oriente ci ricordano che l’Occidente ha smarrito la sua identità cristiana”. Si moltiplicano le iniziative di aiuto affinché cristiani non scompaiano dalla culla del cristianesimo. A questo proposito l’associazione umanitaria “SOS Chrétiens d’Orient” (fb tw yt) ha esteso la sua iniziativa innovativa all’Italia.

 

↑2018.02.04 in relazione ai crimini di Macerata sottolineo di <avvenire> che Paura e odio sono folle miccia: una predicazione ossessiva di essere invasi, usurpati, minacciati nella nostra identità "nativa" è un tizzone acceso per il barile di polvere dell’odio [CzzC: convengo, ma ritengo che abbia analoghe responsabilità nell’alimentare tizzoni e paure chi trascurasse la difesa della sicurezza degli indigeni sottovalutando la delinquenza agli allogeni affollanti le carceri con densità tripla rispetto alla loro densità territoriale e pretendendo di offrire loro la cittadinanza a prescindere dall’accertata integrazione, perfino ignorando che intenderebbero far del male alla sorella se si vestisse all’occidentale o al fratello che abiurasse, perfino prescindendo dal criterio di conoscenza della nostra lingua. E pensa che stiamo ancora relativamente bene, perché, grazie a Dio e/o alla nostra politica estera e alla nostra intelligence, non abbiamo ancora pianto per attentati rivendicati dal terrorismo islamista]

 

↑2017.06.12 <tempi>: rabbino Jonathan Henry Sacks, suo libro “Non in nome di Dio; “anche il diavolo usa le scritture[CzzC: commento apprezzando ma anche discernendo sublimazioni rispetto alla primaria radice del terrorismo islamista]

 

↑2016.10.23 <chiesa.ambros>: «La visita del Papa è come l’irrompere di una presenza che metterà in luce ciò che esiste a Milano, facendone emergere l’identità cristiana» [CzzC: infatti l’identità cristiana dei cattolici ha perno nel Magistero petrino, anche se ne è la condizione necessaria ma non sufficiente]

 

↑2015.11.16 <Fr1.net>: L’identità cristiana è una grazia da mantenere e custodire: Fr1 invita i cristiani a protegere la propria identità dalle tentazioni delle mondanità e dal pensiero unico che porta ad annacquare la fede.

 

↑2015.04.15 Alain de Benoist: <intelligonews>: "Il gender è figlio del capitalismo liberale":il grande inganno consiste nel far passare come sensibilizzazione alla democrazia, alla tolleranza, quella che è in realtà la cancellazione di ogni legame e di ogni identità culturale, storica, religiosa, familiare e sessuale. E' la rottura (democrazia contro natura), e il pensiero gender ne costituisce solo un'ultima declinazione

 

↑2015.06.09 <radio.va>: Il Papa: non annacquare identità cristiana in una religione soft: attenzione a chi vuole trasformare il cristianesimo in una “bella idea” e a chi “allarga la coscienza” così tanto da farci entrare dentro tutto.

 

↑2014.05.15 <Fr1.net>: La nostra identità cristiana è appartenenza a un Popolo, alla Chiesa

[CzzC: grande il libro Perché la Chiesa. La Chiesa:

- essa non è soltanto il piccolo gruppo degli attivisti che si trovano insieme in un certo luogo per dare avvio ad una vita comunitaria;

- la Chiesa non è nemmeno semplicemente la grande schiera di coloro che alla domenica si radunano insieme per celebrare l’Eucarestia;

 - e infine, la Chiesa è anche di più che il Papa, vescovi e preti, di coloro che sono investiti del ministero sacramentale.

Tutti costoro che abbiamo nominato fanno parte della Chiesa, ma il raggio della Compagnia, in cui entriamo mediante la fede, va più in là della morte.

- Di essa fanno parte tutti i Santi, a partire da Abele e da Abramo e da tutti i testimoni della speranza di cui racconta l’Antico Testamento, passando attraverso Maria, la Madre del Signore, e i suoi apostoli, attraverso Thomas Becket, e Tommaso Moro, per giungere fino a Massimiliano Kolbe, a Edith Stein, a Piergiorgio Frassati.

- Di essa fanno parte tutti gli sconosciuti e i non nominati, la cui fede nessuno conobbe tranne Dio; di essa fanno parte gli uomini di tutti i luoghi e tutti i tempi, il cui cuore si protende sperando e amando verso Cristo,  “ l’autore e perfezionatore della fede”.

- Non sono le maggioranze occasionali che si formano qui e là nella Chiesa a decidere il suo e il nostro cammino.

- I Santi, sono la vera, determinante maggioranza secondo la quale noi ci orientiamo. Ad essa noi ci atteniamo! Essi traducano il divino nell’umano, l’eterno nel tempo. Essi sono i nostri maestri di umanità, che non ci abbandonano nemmeno nel dolore e nella solitudine, anzi anche nell’ora della morte camminano al nostro fianco.” (Joseph Ratzinger, Rimini 1 settembre 1990)]

 

↑2012.11.04 traggo da Vita Trentina #43 pag 18 – Meridiani: La cittadinanza sostanziale – percorsi di convivenza. Accanto alla cittadinanza formale, ne esiste anche una "sostanziale": è quella che le comunità – e i governi locali in loro rappresentanza – possono riconoscere ai cittadini immigrati. Se n’è parlato in occasione del convegno svoltosi recentemente a Trento da titolo “Oltre la cittadinanza: identità, partecipazione e senso d’appartenenza. Il contributo dell’Euregio nelle politiche d’integrazione degli immigrati e di convivenza in Tirolo, Alto Adige e Trentino”.

L’evento è stato organizzato dal GECT (Euregio Tirolo – Alto Adige -Trentino) e dal Cinformi in collaborazione con Zemit ed Eurac.

 

↑2011.08.27 <Stampa e Avvenire>: «Il volontariato cattolico non sarà religione civile» Il cardinale Sarah: il vero aiuto all’uomo esige la fede. Il porporato: «Il problema non è avere sovvenzioni pubbliche, ma riceverle senza perdere la nostra identità»

 

2010.06.gg Traggo da pag 42 de “Il Trentino” – giugno 2010  – SOCIETA’ e pongo domande all’autore (NC) che così scrive : Bisognerebbe innanzitutto chiedere a quanti hanno paura di perdere la loro identità se davvero ce l'hanno - l'identità - e soprattutto che cosa sanno della loro identità! Mi fanno molta paura le persone che vivono di certezze assolute e di dogmatismi precostituiti. [CzzC: tanti cristiani, impegnati nondimeno di qualcuno che li ritiene non sufficientemente adulti e democratici, sono pacificamente consapevoli della propria identità, vivono alcune certezze di fede, anche sancite da dogmi, ed hanno molta paura di ben altro/altri, stando a certi accadimenti quotidiani del tipo di cui sopra conclamato].