BAHREIN: regno a conduzione familiare; perseguitati difensori dei diritti umani

<wikipedia>: o Bahrain o Baḥrayn regno a conduzione familiare Āl Khalīfa; 1,4M ab (di cui 20% stranieri) 80% musulmani di cui 2/3 sciiti, ma si imporrebbero maggiormente i sunniti pro wahhabiti come dimostrerebbe la presenza del Bahrein nella coalizione guidata dall’Arabia Saudita e le persecuzioni contro difensori dei diritti umani. Bahrein era annoverato nella lista nera dei paradisi fiscali (decreto Minist 04/05/1999) fino al 2012 quando ne è stato rimosso [CzzC: davvero ora è trasparente? Forza del diritto o diritto della forza dei petroldollari?]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 19/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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↑2017.06.05 <sole24h>: da Egitto, Arabia, Emirati e Bahrein stop ai rapporti con il Qatar: «Fomenta il terrorismo». Svuotamento ambasciate. Sospensione dei voli. [CzzC: che ha fatto di peggio rispetto a qualche mese fa che già non si sapesse? Da che proviene questa apparente resipiscenza? Magari solo per soldi anti Iran? Ben scuciti da affari ed armi Usa?]

 

↑2016.10.24 <fattoq>: in Bahrein è vietato criticare l’intervento militare saudita in Yemen: sotto torchio Fadhel Abbas Mahdi Mohamed, l’ex segretario dell’Assemblea democratica unitaria nazionale, arrestato il 26/03/2015, al centro di una persecuzione giudiziaria, come in altri casi compreso quello assai noto di Nabil Rajab, per critiche all’intervento in Yemen della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, di cui fa parte anche il Bahrein

↑2016.09.05 <fattoq>: nel Bahrain perseguitati i difensori dei diritti umani: oltre agli arresti, ai processi e alle condanne, alle uccisioni di manifestanti e alla revoca della cittadinanza con, spesso, conseguente espulsione dei “clandestini”, le autorità del Bahrein stanno ricorrendo con sempre maggiore frequenza a una forma soft di repressione che risponde alla necessità di non far sapere al mondo cosa succede nel regno-isola del Golfo persico, scosso da una rivolta popolare iniziata nel 2011. Da giugno, almeno nove persone si sono viste impedire l’imbarco dall’aeroporto internazionale di Manama. In alcuni casi, il divieto è stato notificato a voce direttamente all’interno dello scalo. Nella maggior parte dei casi, la destinazione finale dei voli su cui non sono mai salite era Ginevra, dove da metà giugno a inizio luglio si è tenuta la 32esima sessione del Consiglio Onu dei diritti umani. Si tratta di occasioni importanti, sia per intervenire nel programma ufficiale che per incontrare giornalisti, fare rete con altre organizzazioni per i diritti umani e prendere parte a eventi paralleli.