OBOR o BRI (nuova via della Seta) supportata dalla AIIB (banca asiatica di investimento)

<wikipedia>: OBOR (one belt, one road, una zona, una via) o BRI (Belt and Road Initiative, iniziativa della zona e della via ) è un'iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell'Eurasia. <senzanubi> Coinvolgerebbe 65 Nazioni, più della metà della popolazione mondiale, ¾ delle riserve energetiche, e mira per il 2050 a sommare i ¾ del pil del mondo lasciando il resto al denatalizzato occidente. Anche per la OBOR <sole24h> e non solo per il no di Trump agli accordi sul clima e per la Brexit (Uk zampino Usa in Europa) l’Europa sta guardando alle crescenti sinergie Europa-Asia, ancorché per ora non paiano tutte funzionali agli gnomi della supremazia del petroldollaro; in tale prospettiva Trump sarebbe più pericoloso di Obama per la pace in Eurasia anche perché parrebbe più ricattabile del masso Nobel pace.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 14/12/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate:la  supremazia del petroldollaro non collima con le sinergie in Eurasia, dalla Ue alla Cina, dalla Russia al Medio Oriente; multinazionali

 

2018.04.27 <sole24h> Shenzhen, la città dei brevetti che spaventa gli Stati Uniti sul piano dell'hi-tech. Fattura 14G€ con 85k dipendenti. Uno su dieci fra i brevetti essenziali per la costruzione delle reti 5G è in mano cinese, con Huawei (temuta per sottrazione di dati e dunque come cavalli di Troia) e Zte che la fanno da padrone. Il quadro si completa se a questo si unisce il piano “Made in China 2025”, con cui Pechino mira a raggiungere in 7 anni il 70% dell’autosufficienza in settori strategici fra cui robotica, aerospazio, tlc, intelligenza artificiale.

 

↑2017.08.11 <senzanubi> OBOR. Progetto cinese su di un terzo del pil mondiale per ora «OBOR coinvolgerebbe fino a 65 nazioni: più della metà della popolazione mondiale, tre quarti delle riserve energetiche e un terzo del prodotto interno lordo globale, rappresenterebbe il più grande progetto di investimento mai compiuto prima, superando, al netto dell’inflazione odierna, di almeno 12 volte l’European Recovery Program, il celebre Piano Marshall» A sostegno finanziario dell’Obor, e non solo, è stata costituita la AIIB Asian Infrastructure Investment Bank (ne sono fuori Giappone e Us) di cui la Cina detiene azioni per 28G$, l’India 8,3G$ e la Russia 6,5G$: assieme hanno la maggioranza: mirano all’80% della crescita mondiale per il 2050: il restante 20% sarebbe generato dal così detto Occidente, condannato alla estinzione per carenza di nascite.

 

↑2017.06.25 <sansapriori>: cosa si sta giocando dietro la crisi del Qatar, dalla Cina al Medio Oriente, dall'Iran a Israele attraverso la Turchia, la Siria, l'Iraq: sangue sul tracciato della nuova Via della Seta; l’ostilità saudita contro il Qatar, avvicina la Turchia "sunnita" all’area filo iraniana "sciita", i due pesi massimi della regione; si concretizza un asse di resistenza Iran-Iraq-Siria-Hezbollah

 

2017.06.14 La strategia di Kabila per mantenere il potere in Congo: Kabila mette l’Occidente di fronte all’aut aut: difendere astratti concetti di democrazia ed essere esclusi dal mercato minerario congolese a favore di Cina e Russia o dimenticare la storia delle elezioni e continuare a fare gli affari che sono stati alla base del sostegno occidentale a Kabila durato 15 lunghi anni. Pechino è già tra i principali partner economici del Congo ma non ha bisogno di includere il Congo nell’OBOR perché alla Cina interessa solo lo sfruttamento intensivo dei minerali e del patrimonio forestale, senza proporre piani industriali (che non funzionerebbero in quel caos).

 

2017.05.29 <asianews> Obor, sul mega progetto voluto da Xi Jinping l’ombra di corruzione e abusi ai diritti umani: da un governo che promuove repressione e abusi non è lecito aspettarsi il nuovo Vangelo. L’analisi di uno studioso cinese in esilio.

 

↑2017.05.14 <sole24h>: Cina: grandi investimenti sulla nuova via della seta: Gentiloni: l’Italia può essere protagonista

 

↑2015.10.30 <sussidiario>: sotto la guida della Cina, le nazioni Brics stanno originando strumenti finanziari forse destinati a soppiantare le istituzioni multinazionali Usa che hanno dominato gli equilibri globali dal secondo dopoguerra. Al centro c'è la Aiib, la banca di sviluppo dei Brics nata lo scorso anno, per i cui piani operativi saranno impiegati abbondanti prestiti in renmibi: una versione cinese della Dottrina Monroe? C'è poi il Silk Road Fund: Pechino investirà 50G$ in infrastrutture pachistane, inclusi impianti energetici, strade, ferrovie e soprattutto la pipeline per la gas naturale Iran-Pakistan: tale somma supera del 53% quanto gli Usa hanno destinato ad Islamabad negli ultimi 13 anni messi insieme, non contando poi che Pechino intende investire una somma simile anche in Brasile. Perfino l'Ungheria del tanto vituperato Victor Orban si muove (prima europea) a cooperare con il Silk Road Fund. Putin ha ordinato di vietare l'uso del dollaro come mezzo di pagamento nel settore petrolifero nella Federazione russa, mentre dal prossimo marzo sarà operativo il circuito carte di credito russo e un sostituto del sistema Swift.