Il CAPITALISMO fu di matrice protestante? Non solo, anzi: quello buono fu di origine cattolica, mentre il protestantesimo avrebbe ritardato il progresso.

Il sociologo tedesco Weber esclude che il capitalismo sia figlio del protestantesimo della prima generazione (Lutero): per lui è piuttosto un protestantesimo di seconda generazione, che chiama «protestantesimo ascetico», ad avere favorito il successo dello spirito capitalista moderno. Nel «protestantesimo ascetico» Weber rubrica «il calvinismo», il «metodismo» e quelle che chiama «sette sorte dal movimento battistico».

<academia.edu> non è vero che il capitalismo sia nato nel mondo protestante per modernizzare la vecchia e polverosa Europa cattolica: a parte che Weber attribuiva l’invenzione dell’economia moderna alla seconda generazione, battista e metodista, del protestantesimo - non già alla prima, luterana - in «The Victory of Reason» Rodney Stark dimostra che il capitalismo era già fiorente secoli prima della sua presunta nascita: il cattolicesimo è alle origini non solo del capitalismo, ma anche della scienza e della nozione di libertà personale - senza le quali il capitalismo non sarebbe mai sorto - e dall’altra che, semmai, il protestantesimo ha danneggiato l’economia moderna nascente e ne ha ritardato il progresso.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 09/03/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: economia e finanza cinica, ricchezza mondiale, libertà, capicomunismo; socialismo del 21°secolo; potentati; alienazione

 

2019.02.24 <arte.tv agi google cesi2017> Perché la sinistra continua ad inanellare sconfitte in Sudamerica? Marco Enriquez-Ominami (ex candidato socialista alla presidenza del Cile) lo chiede direttamente alla gente dell’Avana, e ai responsabili politici di oggi e di ieri: Nicolas Maduro <aff> in Venezuela, Evo Morales in Bolivia, l’ecuadoriano Rafael Correa oggi rifugiato in Belgio, la brasiliana Dilma Rousseff e l’uruguaiano José Mujica. La rivoluzione socialista in America Latina è appesa un filo: ferma a Cuba, agli sgoccioli in Venezuela, aggrappata a un solo uomo al potere in Bolivia; tradita in Ecuador; fallita nel suo compromesso globalista in Brasile; battuta alle urne in Colombia, ma ancora in moto in Uruguay. Come fare? [CzzC: il socialismo - che parrebbe affine alla Dsc ben più del cinismo capitalista - dovrebbe essere promosso con progressivo coordinamento mondiale, con spinta democratica sostenuta dalle maggioranze lavoratrici in contenimento dei redditi speculativi: in un singolo stato il socialismo potrebbe solo scendere a compromessi con lo strapotere della finanza, altrimenti questa lo schianterebbe, visto che può pilotare una potenza monetaria 13 volte più grande del lavoro/pil mondiale]

 

↑2019.02.15 L'ex primo ministro belga Guy Verhofstadt, che ha dato del burattino a Conte, quando nomina Giorgio Napolitano e non Alcide De Gasperi, effettivo padre fondatore dell'Unione Europea insieme a Robert Schuman e Konrad Adenauer, si mostra disinformato o sbilanciato, quantomeno perché il Partito comunista italiano di Napolitano, per cieco filosovietismo fu l’unico partito italiano a votare contro la ratifica dei trattati che istituirono la CEE nel 1957, anche se, tra le motivazioni addotte allora dall’Unità, sotto il titolo “Che cosa significa la sigla MEC” questa fu profetica: “La ‘libera circolazione dei capitali’ significa che i monopoli di ognuno dei sei paesi sono liberi di trasferire i loro capitali da una zona all’altra scegliendo quella dove esistono le possibilità di realizzare maggiori profitti. Date le condizioni di inferiorità nelle quali si trova la nostra economia è possibile che attraverso questa libera circolazione di capitali, vi sia nel nostro paese una penetrazione di tipo imperialistico di CAPITALE STRANIERO, soprattutto tedesco. In secondo è possibile che si verifichi da parte dei monopoli italiani una fuga di capitali dall’Italia"

 

↑2018.08.24 <sole24h> Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia: come si vive dopo la crisi in 8 grafici. Anche meglio che in Italia? Con l’uscita ufficiale della Grecia dal bailout, Eurolandia può dire di aver superato una fase molto difficile della sua storia [CzzC: speriamo che ad Eurolandia non si presenti un problema più grave, con l’Italia incapace di fare i conti giusti per stare nell’attuale economia di mercato basata su capitalismo, tecnologia e globalizzazione, piaccia o no; se si sbagliano i conti si può finire come Argentina o Venezuela, se si fanno giusti con la relativa spending review, si può uscire dalla crisi almeno come ha fatto il Portogallo]

 

↑2018.05.20 <VT#20p18> In tutto il Centroamerica, dal Guatemala, al Costarica, al Salvador e persino fino al Nicaragua, sono evidenti i segnali di un dominio Usa, ma in Honduras si va direttamente al cuore di quelle che possono essere o no scelte democratiche o antidemocratiche per assecondare i propri fini. Già nel 2009 il legittimo presidente Manuel Zelaya Rosales venne sequestrato dall'esercito, imbarcato a forza su un aereo militare e portato in "esilio" in Costarica. Ora, le elezioni del novembre scorso, ripetono lo stesso copione in altre forme ... Chi ha ucciso Berta Caceres? ... continua.

 

↑2018.04.30 <sole24h> nel bicentenario di Karl Marx, l’aspetto che più dura come intuizioni vitale sarebbe quello sulla alienazione (1844, “sentieri interrotti”; confronto serrato con l’economia politica dei classici come Smith e Ricardo). Invece sembrano erosi i pilastri su cui si ergeva l’edificio incompiuto del Capitale con la teoria del valore, come aveva previsto già Vilfredo Pareto. Così come risulta arduo rivalutare il Marx politico, la sua fiducia nella rivoluzione, la sua disinvoltura – che va ben oltre quella di Hegel – nel considerare la violenza come la «levatrice della storia».

 

↑2018.03.13 <micromega> Svizzera, in giugno un referendum per la MONETA piena legale: solo la Banca centrale nazionale possa emettere moneta, non le banche commerciali creandola dal nulla. [CzzC: data la secolare tradizione di democrazia, di responsabilità e oculatezza della pubblica amministrazione svizzera, lì forse l’esperimento potrebbe anche funzionare ...]

 

↑2017.12.10 Il capitale odia il presepe? Sì secondo <d.fusaro> per la “sdivinizzazione” (Heidegger) prodotta dal nichilismo del capitale, che non accetta simboli di trascendenza e riconfigura il Natale come sacro giorno di celebrazione del consumo, nuova religione di quello che Pasolini chiamava l’edonismo neolaico. [CzzC: sni: non è peculiarità del capitale quanto suddetto, c’è anche un capitale non avverso alla trascendenza e alla dignità dei più deboli, i cui peggiori nemici (è pur vero) sono solitamente devoti della dea pecunia, ma ... continua ]

 

↑2017.10.29 <Riccardo> Ruggeri: il ceo capitalism cinese è molto più avanti del nostro. Le aziende strategiche devono essere dei monopoli di fatto, governate da poche “piattaforme di sistema” rette da Ceo-gerarchi: un solo partito, un solo timoniere, sei membri pari grado, nessun vice, nessun ruolo alla Magistratura. Noi occidentali ci dibattiamo ancora con problemi di governance del nostro modello (ad es con le Big Four o come far pagare le tasse) ... la mia nipotina studia il cinese.

 

↑2017.07.25 <tempi>: il capitalismo ci preferisce infantili, capricciosi e precari, consumatori senza identità e senza spessore, in balìa di desideri, come Pinocchio nel Paese dei Balocchi

 

↑2016.08.27 <stampa>: Marchionne: «Non possiamo demandare al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa» perché «non hanno coscienza, non hanno morale, non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è ... L’efficienza non è e non può essere l’unico elemento che regola la vita. C’è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza». [CzzC: detto da lui, fa scena, ma è da secoli che ciò dice la DsC; aggiungo che tale dovere sarebbe ancora più cogente per chi, eletto a governare, ha il potere di regolare le leggi di mercato]

 

↑2015.09.21 <sole24h>: Il ritorno degli anticapitalisti: Jeremy Corbyn in Inghilterra, Bernie Sanders negli Stati Uniti, Podemos in Spagna, Syriza in Grecia rileggono Karl Marx e sognano un nuovo ordine economico mondiale. Vedi riflessione di Alberto Mingardi sul saggio del giornalista Paul Mason, PostCapitalism: A Guide to Our Future: «Come buona parte degli intellettuali occidentali, Mason ha deciso che il capitalismo è un cancro che stritola il pianeta».

 

↑2015.07.09 Falce e martello senza stella a 5 punte potrebbe sostenere non indegnamente un crocifisso come quello donato da Morales a Papa Francesco? Questo fotomontaggio Cattonerd accosta la foto del dono in titolo con una foto di don Camillo in Russia: osservo che manca nella foto col Papa la stella a 5 punte, e la differenza non è di poco conto, visto il tanto male fisico ad inermi inferto dai tifosi della stella a 5 punte, mentre il martello servì nobilmente al Gesù falegname, che citò egregiamente la falce nelle parabole della  mietitura. Senza contare che il socialismo non inquinato dai suddetti pentappuntiti è correlato a Cristo e alla dottrina sociale della Chiesa ben più che il cinico capitalismo schiavista dei più deboli. E chi sono i Cattonerd? Suona così male quel nome che anche la loro offerta di risata potrebbe risultare disgustosa ancorché sedicente inoffensiva.

 

↑2015.04.15 Alain de Benoist: <intelligonews>: "Il gender è figlio del capitalismo liberale":il grande inganno consiste nel far passare come sensibilizzazione alla democrazia, alla tolleranza, quella che è in realtà la cancellazione di ogni legame e di ogni identità culturale, storica, religiosa, familiare e sessuale. E' la rottura (democrazia contro natura), e il pensiero gender ne costituisce solo un'ultima declinazione

 

2014.03.07 Traggo da <Il Mondo> la popenomics di Fr1: Attualmente, ammonisce Papa Francesco I, il capitale non viene impiegato per produrre beni nell'interesse comune, un processo a medio e a lungo termine, ma per realizzare istantaneamente il massimo profitto soltanto per chi di esso dispone, ossia per giocare in Borsa o acquistare e smembrare imprese e via di seguito. Il denaro, pertanto, non crea ricchezza reale né la distribuisce gradualmente, una delle forme più elementari di solidarietà sociale, ma confluisce in sempre meno mani. Un sistema che divide, non unisce le famiglie e le imprese ... Questo sistema, prosegue il Papa, non solo contravviene ai principi morali che portano all'ascesa umana, la rende anche insostenibile in termini economici. Quando l'individualismo, la competizione, il ricorso a qualsiasi mezzo per raggiungere il proprio fine non lasciano più spazio alla dignità dei deboli, al loro welfare o peggio alla loro sopravvivenza, una società è destinata a crollare spiritualmente materialmente e culturalmente. Il denaro, idolatrato come un dio in nome di una libertà personale che in realtà è una violazione dei diritti altrui: continua

 

↑2014.mm.gg - Mi sovvien di quel mio direttore di banca che in riunione funzionari sbottò «non crederete mica che la migliore finanza sia nata in ambiente cattolico come le Casse Rurali? E' nata in ambiente calvinista».

- Mi sovvien di quell'istruttore in un corso di formazione manageriale che teorizzava essere freno dello sviluppo l'interrogarsi con i «PERCHÈ» invece che concentrarsi su «COME» funziona.

 

↑2011.01.09 traggo da http://www.cesnur.org/2010/mi-ethos.html  omissis …  Weber precisa invece che «i programmi di riforma etica non hanno mai rappresentato il punto di vista centrale per nessuno dei Riformatori» e che «gli effetti culturali della Riforma furono in buona parte – anzi, per i nostri punti di vista specifici, in prevalenza – conseguenze impreviste o addirittura non volute del lavoro dei Riformatori, spesso lontane o addirittura contrastanti rispetto a ciò che essi vagheggiavano» In secondo luogo, Weber non sostiene affatto che quanto chiama «spirito capitalistico» sia «soltanto […] emanazione di determinate influenze della Riforma», e meno ancora «un prodotto della Riforma». Weber sa bene che questa tesi, che definisce «scioccamente dottrinaria», cadrebbe di fronte alla semplice osservazione storica secondo cui «certe forme importanti di impresa commerciale capitalistica sono notoriamente assai più antiche della Riforma». Era questa la principale obiezione al recepimento di una vulgata weberiana in Italia – dove i cittadini di Firenze e di Prato, per esempio, non avevano atteso Giovanni Calvino (1509-1564) per dare prova di spirito capitalistico – formulata in un’importante opera di Amintore Fanfani (1908-1999), che ebbe a suo tempo vasta risonanza e che vale sempre la pena di rileggere, insieme del resto ai riferimenti critici alla tesi di Weber nelle opere del sociologo tedesco Werner Sombart (1863-1941).

Weber, dunque, non pensa affatto che il protestantesimo abbia creato il capitalismo. Si limita a trasporre il concetto di affinità elettive di Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) dalla psicologia letteraria alla sociologia, affermando che ci sono delle affinità di questo genere fra un certo protestantesimo e il prevalere del capitalismo su altre forme di produzione e di economia, che è appunto cosa diversa dalla nascita del capitalismo. Inoltre – ma non si tratta di un punto secondario – Weber non sostiene neppure che tutto il protestantesimo si sia trovato in una situazione di «affinità elettiva» rispetto allo «spirito del capitalismo». Il sociologo tedesco tende anzi a escludere da queste affinità Martin Lutero (1483-1546) e tutto il protestantesimo della prima generazione. Per lui è piuttosto un protestantesimo di seconda generazione, che chiama «protestantesimo ascetico», ad avere favorito il successo dello spirito capitalista moderno. Nel «protestantesimo ascetico» Weber rubrica «il calvinismo» (ma «nella forma che esso ha assunto nelle principali regioni dell’Europa occidentale in cui è dominante, particolarmente nel corso del secolo XVII», quindi il calvinismo dopo Calvino), «il pietismo», il «metodismo» e quelle che chiama «sette sorte dal movimento battistico».

Non è questa la sede per indagare se – sul terreno della storia e della sociologia delle religioni – la tesi di Weber sia interamente corretta. Per esempio. all’interno del protestantesimo il metodismo, in tema di predestinazione, adotta in genere posizioni teologiche contrapposte a quelle calviniste. Gli storici hanno sottolineato in particolare l’influenza su Weber del teologo di Berna Matthias Schneckenburger (1804-1848), i cui saggi – popolari nel secolo XIX – sono oggi considerati come superati. Giova però osservare che il protestantesimo che Weber chiama «ascetico» – il solo, fra i molti protestantesimi, che Weber colleghi davvero al capitalismo – ha avuto certamente un ruolo dominante, in certi periodi storici, in Olanda, in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America. Ma in altri Paesi europei il protestantesimo dominante è rimasto quello di tipo luterano o proto-calvinista diverso, come si è accennato, dal calvinismo dopo Calvino di marca presbiteriana e puritana. Quando si confronta lo sviluppo di questi Paesi – la Germania , la Scandinavia , molte regioni della Svizzera – con quello dell’Italia, invocare l’autorità di Weber significa, semplicemente, non aver letto il suo testo. L’etica protestante di cui parla Weber certamente non è il protestantesimo di Lutero e della Scandinavia luterana, e neppure, in senso stretto, il calvinismo delle origini e della tradizione ginevrina.

In ogni caso sul Weber reale ha prevalso – secondo un processo che peraltro forse non avrebbe sorpreso il sociologo tedesco – un Weber ideale e mitologico, volgarizzato a uso e consumo del partito anti-italiano. Per questo partito «fatta l’Italia» non si trattava soltanto di «fare gli italiani» – secondo l’espressione attribuita a Massimo d’Azeglio (1798-1866) –: occorreva piuttosto fare l’Italia contro gli italiani, disfare il tradizionale ethos italiano radicato nel cattolicesimo per costruire un ethos nuovo, progettato a tavolino, modellato sulle presunte caratteristiche delle più avanzate nazioni protestanti europee. E, dal momento che lo spirito protestante, ritenuto superiore, era collegato a un forte senso dello Stato centrale, mentre si considerava l’ethos cattolico dell’Italia come radicato nelle sue cento culture locali e localistiche, il partito anti-italiano era, nello stesso tempo, un partito centralista che guardava con sospetto a ogni ipotesi di federalismo e anche di semplice decentramento. Da questo punto di vista il modello di modernizzazione del partito anti-italiano era quello della Rivoluzione francese, e non quello – molto diverso – della Rivoluzione americana. Una differenza fra i due modelli – oltre, naturalmente, al diverso atteggiamento nei confronti della religione – sta appunto nel ruolo cruciale svolto in Francia dal centralismo, cui si collega il richiamo a una libertà astratta e illuministica, e negli Stati Uniti d’America invece dal federalismo e da un autentico culto delle libertà pratiche e concrete.

 

↑2006.02.gg <academia.edu Introvigne> Max Weber aveva torto. Una recensione di «The Victory of Reason» di Rodney Stark. Non è vero che il capitalismo sia nato nel mondo protestante per modernizzare la vecchia e polverosa Europa cattolica, è tesi abbandonata da storici e sociologi dell’economia. A parte che Weber attribuiva l’invenzione dell’economia moderna alla seconda generazione, battista e metodista, del protestantesimo - non già alla prima, luterana - Rodney Stark dimostra che il capitalismo era già fiorente secoli prima della sua presunta nascita: il cattolicesimo è alle origini non solo del capitalismo, ma anche della scienza e della nozione di libertà personale - senza le quali il capitalismo non sarebbe mai sorto – e dall’altra che, semmai, il protestantesimo ha danneggiato l’economia moderna nascente e ne ha ritardato il progresso.