La massimizzazione del PROFITTO DI CAPITALE non è sempre finalizzata al bene comune, anzi talvolta ...

<popenomics> L’attuale sistema, che impiega il capitale ben più per massimizzare il profitto immediato dei suoi detentori che per produrre beni di interesse comune, contravviene ai principi morali che portano all'ascesa umana e la rende anche insostenibile in termini economici. Una società in cui l'individualismo, la competizione, il ricorso a qualsiasi mezzo per raggiungere il proprio fine non lasciano più spazio alla dignità dei deboli, è destinata a crollare spiritualmente materialmente e culturalmente. Il denaro, idolatrato come un dio in nome di una libertà personale, diviene violazione dei diritti altrui.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 20/12/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Precedenti: economia e finanza cinica, capitalismo, capicomunismo, capitale umano, multinazionali

 

2019.12.13 i venerdì di Officina comune <fb> incontro al Brione su sviluppo sostenibile (ambiente, sociale, economico, istituzionale) e una rinnovata coscienza di luogo. Elia Sartori (enfant prodige): il progresso economico-tecnologico tende a polarizzare anziché a distribuire il benessere, sia perché abbisogna di meno manualità, sia perché l’impresa, scontata la legalità, prima che all’etica pensa al profitto che la fa sopravvivere. Giovanna Usvardi di Parma io ci sto e il progetto che fece vincere Parma2020 capitale cultura: non freniamoci con la scusa dell’inerzia politica, organizziamoci tra cittadini ed imprenditori; certificazione Benefit Corporation. Michele Odorizzi e il virtuoso esempio della coop Chindet di Antonio Frizzera fatturato 3M€ (appunti a richiesta).

 

↑2019.02.15 L'ex primo ministro belga Guy Verhofstadt, che ha dato del burattino a Conte, quando nomina Giorgio Napolitano e non Alcide De Gasperi, effettivo padre fondatore dell'Unione Europea insieme a Robert Schuman e Konrad Adenauer, si mostra disinformato o sbilanciato, quantomeno perché il Partito comunista italiano di Napolitano, per cieco filosovietismo fu l’unico partito italiano a votare contro la ratifica dei trattati che istituirono la CEE nel 1957, anche se, tra le motivazioni addotte allora dall’Unità, sotto il titolo “Che cosa significa la sigla MEC” questa fu profetica: “La ‘libera circolazione dei capitali’ significa che i monopoli di ognuno dei sei paesi sono liberi di trasferire i loro capitali da una zona all’altra scegliendo quella dove esistono le possibilità di realizzare MAGGIORI PROFITTI. Date le condizioni di inferiorità nelle quali si trova la nostra economia è possibile che attraverso questa libera circolazione di capitali, vi sia nel nostro paese una penetrazione di tipo imperialistico di capitale straniero, soprattutto tedesco. In secondo è possibile che si verifichi da parte dei monopoli italiani una fuga di capitali dall’Italia"

 

2014.03.07 Traggo da <Il Mondo> la popenomics di Fr1: Attualmente, ammonisce Papa Francesco I, il capitale non viene impiegato per produrre beni nell'interesse comune, un processo a medio e a lungo termine, ma per realizzare istantaneamente il massimo profitto soltanto per chi di esso dispone, ossia per giocare in Borsa o acquistare e smembrare imprese e via di seguito. Il denaro, pertanto, non crea ricchezza reale né la distribuisce gradualmente, una delle forme più elementari di solidarietà sociale, ma confluisce in sempre meno mani. Un sistema che divide, non unisce le famiglie e le imprese ... Questo sistema, prosegue il Papa, non solo contravviene ai principi morali che portano all'ascesa umana, la rende anche insostenibile in termini economici. Quando l'individualismo, la competizione, il ricorso a qualsiasi mezzo per raggiungere il proprio fine non lasciano più spazio alla dignità dei deboli, al loro welfare o peggio alla loro sopravvivenza, una società è destinata a crollare spiritualmente materialmente e culturalmente. Il denaro, idolatrato come un dio in nome di una libertà personale che in realtà è una violazione dei diritti altrui: continua