«Non crederai che la vera finanza sia nata in ambiente cattolico? No, è nata in ambiente protestante CALVINISTA» disse il D.G. ...

Credo che fosse il 2001 quando udii il DG dell’azienda in cui lavoravo arringare così i funzionari convocati in riunione: “non crederete che la vera finanza sia nata in ambiente cattolico come qui da voi le Casse rurali? No, è nata in ambiente protestante calvinista”.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 16/12/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: protestanti, finanza cinica, capitalismo, multinazionali, paradisi fiscali

 

2019.12.14 <tempi> convegno “L’uomo e il Creato: l’ecologia integrale di fronte alle sfide ambientali”.  Anche la conversione ecologica a cui chiama oggi la Chiesa cattolica altro non è che una definizione aggiornata della vita virtuosa, cioè conforme alla nostra natura creaturale ... La virtù è vita dentro ai limiti propri dell’umano, il vizio è vivere e agire secondo il principio dell’illimitatezza. Ancora oggi si sente dire che la crisi ecologica è una conseguenza dell’antropocentrismo giudaico-cristiano [CzzC: ben più calvinista che cattolico], che vede nell’uomo il vertice della creazione, a lui sottomessa («crescete e moltiplicatevi»): invece il dominare di cui si parla qui consiste nell’esercizio di un retto governo sul creato, e non nello sfruttare senza limiti. La suddetta accusa ai giudo-cristiani è un falso storico: la Rivoluzione industriale, col suo forte impatto ambientale (dai gas serra ai molti altri inquinanti) coincide con l’inizio del processo di secolarizzazione; l’impronta ecologica umana media è diventata insostenibile all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, cioè proprio quando è cominciato il declino del cristianesimo nei paesi industrializzati; e l’aggravamento di questa insostenibilità va di pari passo col declino numerico del cristianesimo nei paesi industrializzati europei e nordamericani.

 

↑2014.07.18 Mi torna in mente l’arringa del DG che ho citato in sottotitolo quando mi accingo a linkare nella pagina protestantesimo l’articolo di Avvenire riguardante l’incidenza della visione individualistica protestante o di quella coesistenziale cattolica nell’orientamento della cultura occidentale attorno ai contenuti antropologici del cristianesimo o della loro espunzione. Vista la crisi economica indotta dalla finanza più cinica, direi oggi a quel DG che la visione cattolica mi trattiene dal dire un grazie ironico a quella protestante, anche perché ormai il cinismo finanziario per il male di molti e il meno male di pochi è così pervasivo che sarebbe riduttivo ricondurlo alla visione religiosa dei suoi primi assertori.