«Non crederete che la vera finanza sia nata in ambiente cattolico come qui da voi le casse rurali?»

«No, è nata in ambiente protestante CALVINISTA» udii dire da un direttore di banca (proveniente da MPS) che ~2001 arringava così i funzionari convocati in riunione,

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 12/04/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: protestanti, finanza cinica, capitalismo, multinazionali, paradisi fiscali

 

2019.12.14 <tempi> convegno “L’uomo e il Creato: l’ecologia integrale di fronte alle sfide ambientali”.  Anche la conversione ecologica a cui chiama oggi la Chiesa cattolica altro non è che una definizione aggiornata della vita virtuosa, cioè conforme alla nostra natura creaturale ... La virtù è vita dentro ai limiti propri dell’umano, il vizio è vivere e agire secondo il principio dell’illimitatezza. Ancora oggi si sente dire che la crisi ecologica è una conseguenza dell’antropocentrismo giudaico-cristiano [CzzC: ben più calvinista che cattolico], che vede nell’uomo il vertice della creazione, a lui sottomessa («crescete e moltiplicatevi»): invece il dominare di cui si parla qui consiste nell’esercizio di un retto governo sul creato, e non nello sfruttare senza limiti. La suddetta accusa ai giudo-cristiani è un falso storico: la Rivoluzione industriale, col suo forte impatto ambientale (dai gas serra ai molti altri inquinanti) coincide con l’inizio del processo di secolarizzazione; l’impronta ecologica umana media è diventata insostenibile all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, cioè proprio quando è cominciato il declino del cristianesimo nei paesi industrializzati; e l’aggravamento di questa insostenibilità va di pari passo col declino numerico del cristianesimo nei paesi industrializzati europei e nordamericani.

 

↑2014.07.18 Mi torna in mente l’arringa del DG che ho citato in sottotitolo quando mi accingo a linkare nella pagina protestantesimo l’articolo di Avvenire riguardante l’incidenza della visione individualistica protestante o di quella coesistenziale cattolica nell’orientamento della cultura occidentale attorno ai contenuti antropologici del cristianesimo o della loro espunzione. Vista la crisi economica indotta dalla finanza più cinica, direi oggi a quel DG che la visione cattolica mi trattiene dal dire un grazie ironico a quella protestante, anche perché ormai il cinismo finanziario per il male di molti e il meno male di pochi è così pervasivo che sarebbe riduttivo ricondurlo alla visione religiosa dei suoi primi assertori.

 

↑2011.01.09 In che senso il capitalismo ha origini PROTESTANTI? Weber nega che quanto chiama «spirito capitalistico» sia «un prodotto della Riforma». ... «certe forme importanti di impresa commerciale capitalistica sono notoriamente assai più antiche della Riforma». Weber afferma piuttosto che «ci sono delle affinità fra un certo protestantesimo e il prevalere del capitalismo su altre forme di produzione e di economia», escludendo Lutero e i primi protestanti da questa affinità. Quel certo tipo di protestantesimo per Weber sarebbe quello «ascetico», e precisamente il calvinismo del dopo Calvino di marca presbiteriana, il «metodismo» e quelle che chiama «sette sorte dal movimento battistico». [CzzC: udii un direttore di Banca dire ai suoi funzionari «non crederete mica che la vera finanza sia nata in ambiente come il nostro dove sono nate le Casse rurali? E' nata in ambiente calvinista».]

 

↑2010.12.24 <yt♫> Prof. Massimo Cacciari: Il capitalismo tra etica cattolica ed etica calvinista. Annoto il commento di Lucio  Garofalo: nel suo celebre saggio "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo" Max Weber identificò nel lavoro quale valore in sé, l'essenza stessa e lo spirito originario del capitalismo, da ricondurre all'etica protestante, nella fattispecie all'etica calvinista del lavoro ... La mentalità calvinista costituì un fattore culturale insito e diffuso che svolse una funzione quasi propedeutica alla formazione della mentalità capitalistica, ovvero della razionalità di matrice economica ed utilitaristica.