SOSTENIBILITÀ: cosa significa un debito pubblico sostenibile?

<wikipedia> La sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente. [CzzC: nel seguito mi riferisco alla sostenibilità del debito pubblico; successivamente vedrò di disambiguare quando si tratti di sostenibilità ambientale, sociale, ...]

È vero che il debito pubblico si deve ponderare con criteri più complessi del debito di una famiglia o azienda, come ci ricordava Paul Krugman nel libro “Lo Stato non è un’azienda”: quel che importa (più della entità del debito o del rapporto debito/pil) è che il debito pubblico sia sostenibile [CzzC: vedi Giappone); ma chi giudica/misura se un debito pubblico è più o meno sostenibile? Conta la misura fatta dal creditore, non quella millantata dal debitore; l’indicatore primario di tale misura è il tasso di interesse pagato sul debito: più è basso il giudizio di sostenibilità, più alto sarà il tasso (e lo spread rispetto ai debiti più sostenibili), perché più alto sarà il rischio assunto dal creditore]

<stampa 2016.04> di Bernie Sanders  «Dobbiamo rigettare le fondamenta di questa economia immorale e insostenibile ... la frode a Wall Street è la norma, senza vergogna].

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 27/03/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: interessi sul debito; impennata del debito pubblico IT nei 25 anni dopo il ‘68; finanza cinica o negligente la spending review; pazienza e perseveranza, obiettivi e responsabilità, GlobalCompact, economia di Francesco

 

 

2021.03.26 Intervista sull'Economia di Francesco a Andrea Roncella, giovane ricercatore dell'Uni_Siena che collabora al progetto in titolo attraverso uno dei dodici villaggi tematici nati dall'incontro di Assisi [CzzC: appunti con key mettere al centro la persona, LaudatoSi, sostenibilità, economia e finanza, ambiente, ricchezza, finanza etica, economia di comunione, GlobalCompact, cittadinanza attiva, bene comune, solidarietà, cosa ci insegna la covid]

 

2020.08.14 <sussidiario> L’Argentina ha da poco raggiunto un accordo coi creditori per evitare il default, ma all’orizzonte incombe ancora tempo incerto. Rispetto alle entrate l'Argentina continua ad avere giganteschi livelli di spesa pubblica con circa 22 milioni di persone (sui 43 di abitanti) che vengono mantenuti dallo Stato, tra i quali oltre ai pensionati e agli impiegati della Pubblica amministrazione ci sono i 7-8 milioni di argentini che vivono di sussidi.

 

2020.04.11 inganni sottesi a certe spiegazioni come queste di A.Micalizzi additato star del sovranismo no euro, spiegazioni che in parte sono vere, il che aumenta il rischio di farsi contagiare da quelle meno vere; riassumerei alcune spiegazioni condivisibili cercando di sgamare quelle che mi paressero ingannevoli:

- la BCE non è una banca centrale; il Quantitative Easing non fa prestito agli stati, ma favorisce i prestiti interbancari;

- il MES per sua natura esige “condizionalità”; anche gli Eurobond non potrebbero essere senza condizionalità;

- mentre il debito di una famiglia va rimborsato, quello di uno Stato no, va reiterato, rinnovato, potenzialmente in eterno: [CzzC: non vedresti inganno qui? Mi parrebbe surrettizio il silenzio sugli interessi, mentre un bocconiano sa bene che, chiunque presta soldi, anche chi li presta allo stato, ne presume rimborso e il prezzo di tale prestito è inversamente proporzionale alla presunta solvibilità del debitore misurata dal prestatore; se questa è bassa, nessuno presta se non ad interessi usurai e lo stato finisce come l'Argentina].

Continua qui per altri presumibili inganni e per le voci evasori, spesa pubblica, pensioni, crisi

 

↑2019.12.13 i venerdì di Officina comune <fb> incontro al Brione su sviluppo sostenibile (ambiente, sociale, economico, istituzionale) e una rinnovata coscienza di luogo. Elia Sartori (enfant prodige): il progresso economico-tecnologico tende a polarizzare anziché a distribuire il benessere, sia perché abbisogna di meno manualità, sia perché l’impresa, scontata la legalità, prima che all’etica pensa al profitto che la fa sopravvivere. Giovanna Usvardi di Parma io ci sto e il progetto che fece vincere Parma2020 capitale cultura: non freniamoci con la scusa dell’inerzia politica, organizziamoci tra cittadini ed imprenditori; certificazione Benefit Corporation. Michele Odorizzi e il virtuoso esempio della coop Chindet di Antonio Frizzera fatturato 3M€ (appunti a richiesta).

 

↑2019.12.14 <tempi> convegno “L’uomo e il Creato: l’ecologia integrale di fronte alle sfide ambientali”.  Anche la conversione ecologica a cui chiama oggi la Chiesa cattolica altro non è che una definizione aggiornata della vita virtuosa, cioè conforme alla nostra natura creaturale ... La virtù è vita dentro ai limiti propri dell’umano, il vizio è vivere e agire secondo il principio dell’illimitatezza. Ancora oggi si sente dire che la crisi ecologica è una conseguenza dell’antropocentrismo giudaico-cristiano [CzzC: ben più calvinista che cattolico], che vede nell’uomo il vertice della creazione, a lui sottomessa («crescete e moltiplicatevi»): invece il dominare di cui si parla qui consiste nell’esercizio di un retto governo sul creato, e non nello sfruttare senza limiti. La suddetta accusa ai giudo-cristiani è un falso storico: la Rivoluzione industriale, col suo forte impatto ambientale (dai gas serra ai molti altri inquinanti) coincide con l’inizio del processo di secolarizzazione; l’impronta ecologica umana media è diventata insostenibile all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, cioè proprio quando è cominciato il declino del cristianesimo nei paesi industrializzati; e l’aggravamento di questa insostenibilità va di pari passo col declino numerico del cristianesimo nei paesi industrializzati europei e nordamericani.

 

↑2018.11.02 <da fb1,2,3> il debito pubblico segue una logica differente (nel senso che non deve essere estinto ma deve essere sostenibile) rispetto al debito di una famiglia (che invece deve essere estinto), come ci ricordava Paul Krugman nel libro “Lo Stato non è un’azienda”. [CzzC: giusto! Quel che conta è la sostenibilità (vedi Giappone); ma chi giudica/misura se un debito pubblico è più o meno sostenibile? Conta la misura fatta dal creditore, non quella millantata dal debitore; l’indicatore primario di tale misura è il tasso di interesse pagato sul debito: più è basso il giudizio di sostenibilità, più alto sarà il tasso (e lo spread rispetto ai debiti più sostenibili), perché più alto sarà il rischio assunto dal creditore. permettimi una domanda: paghiamo 65 miliardi di euro all'anno di interessi sul debito pubblico: se la prospettiva per il 2019 fosse di doverne pagare quasi 70 (+7%) e il pil crescesse meno dell'1,5% ritieni che crescerebbe o calerebbe il giudizio di sostenibilità del nostro debito da parte dei creditori?

 

2018.10.31 Newsletter: L’aumento del DEFICIT PER SPESA CORRENTE anziché per investimenti brucerebbe possibilità di lavoro dei nostri giovani, già precaria, oltre che i risparmi, aumentando il rapporto debito/pil

 

↑2015.06.15 <avvenire google> il fisico Roberto Cingolani commenta la LaudatoSi; quello che la scienza scopre diventa tecnologia e a quel punto il Papa ha ragione: non è più un oggetto neutro. La tecnologia impatta sulle abitudini, sull’economia, e genera squilibri se le sue traduzioni concrete hanno scarsa sostenibilità, il che spetta alla politica correggere. Anche noi scienziati siamo mossi da una motivazione trascendentale, che è la conoscenza; il mio concetto di trascendenza è quello di sentirsi impotentemente ignoranti di fronte a misteri che sono fuori dalla portata del nostro cervello e rispetto ai quali ciascuno trova il suo disegno del divino. Io lo trovo in questo limite, che, beninteso, è una sconfitta per chi come me crede che tutto sia nella conoscenza, ma come nanotecnologo mi impressiona l’idea di un Architetto che con sei atomi ha fatto tutto quello che c’è di organico e di biologico; se poi penso all’universo devo accettare l’esistenza di un infinito insondabile o di un vuoto - pre Big Bang - altrettanto irraggiungibile dalla mente. Non è che dobbiamo caricare la scienza di una competenza etica, ma occorre spiegare fin da bambini ai cittadini di domani quali siano i problemi e quali le conseguenze se non li si affronta in modo etico. Come fa il Papa in quest’enciclica, che mi pare molto più scientifica di quel che sembra. Alla base di questa lettera c’è l’idea che ogni azione - “ecologica” o meno - ha una conseguenza e questa non è religione: è un principio di base della fisica!

 

2014.03.07 Traggo da <Il Mondo> la popenomics di Fr1: Attualmente, ammonisce Papa Francesco I, il capitale non viene impiegato per produrre beni nell'interesse comune, un processo a medio e a lungo termine, ma per realizzare istantaneamente il massimo profitto soltanto per chi di esso dispone, ossia per giocare in Borsa o acquistare e smembrare imprese e via di seguito. Il denaro, pertanto, non crea ricchezza reale né la distribuisce gradualmente, una delle forme più elementari di solidarietà sociale, ma confluisce in sempre meno mani. Un sistema che divide, non unisce le famiglie e le imprese ... Questo sistema, prosegue il Papa, non solo contravviene ai principi morali che portano all'ascesa umana, la rende anche INSOSTENIBILE in termini economici. Quando l'individualismo, la competizione, il ricorso a qualsiasi mezzo per raggiungere il proprio fine non lasciano più spazio alla dignità dei deboli, al loro welfare o peggio alla loro sopravvivenza, una società è destinata a crollare spiritualmente materialmente e culturalmente. Il denaro, idolatrato come un dio in nome di una libertà personale che in realtà è una violazione dei diritti altrui: continua