MES, fondo salva stati

segnalo questo articolo di <internazionale> pere capire cosa sia la riforma del MES che sarà firmata nel 2020, quali opportunità e rischi sottenda per l’Italia. La riforma prevede che l’accesso a una prima forma di linea di credito sia possibile senza Mou (memorandum d’intesa in cui vengono poste delle condizioni – di solito riforme e misure correttive dei conti pubblici) per i paesi che risultano in regola con i parametri di finanza pubblica, mentre per gli altri Paesi c’è la Enhanced conditioned credit line (Eccl), che invece richiede il Mou: la riforma favorisce un numero ristretto di paesi, di cui senza dubbio non fa parte l’Italia.

Un’eventuale ristrutturazione del debito dovrebbe essere decisa solo dopo una valutazione negativa della sostenibilità del debito di un paese che ha chiesto aiuto al fondo. Per ristrutturazione si intende un accordo con i creditori per rimborsare solo una parte del debito. La riforma cerca di facilitare la ristrutturazione introducendo le clausole di azione collettiva (Cacs) single-limb, cioè la possibilità di ristrutturare l’intero debito con l’approvazione di una maggioranza qualificata di tutti i creditori, mentre attualmente (prima della riforma) il Mes richiede invece due maggioranze (le Cacs double-limb, una per la totalità dei creditori e una per ogni serie di titoli emessi), che in sostanza permettono a piccoli gruppi di creditori o a un creditore che possiede molti titoli di stato di bloccare ogni ristrutturazione (fattore che ha reso molto difficile la ristrutturazione del debito greco).

Secondo alcuni, le nuove Cacs spingeranno molti investitori a non prestare più soldi ai paesi dell’eurozona conti in rosso come l’Italia, facendo aumentare gli interessi dei titoli di stato e quindi scatenando davvero una crisi di liquidità, ma come ha spiegato il governatore della Banca d’Italia, Vincenzo Visco, il Mes è guidato da un consiglio dei governatori, composto dai ministri delle finanze dell’eurozona, che assume all’unanimità le principali decisioni. Inoltre, nel consiglio la Germania, la Francia e l’Italia hanno quote superiori al 15 per cento e quindi possono porre il loro veto anche sulle decisioni prese in condizioni d’urgenza.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 07/12/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2019.12.06 indico questo articolo di <internazionale> pere capire cosa sia la riforma del MES che sarà firmata nel 2020, quali opportunità e rischi sottenda per l’Italia. Il MES è un prestatore di ultima istanza per i governi dell’euro, un fondo di 700G€ di cui 80 già versati (26,9% da Germania, 17,8 da Italia, ...). vedi anche Euro, Europa, debito pubblico; continua