Perché la Germania non ci consente gli EUROBOND? Dialogo con interlocutori in emergenza coronavirus

solo perché sono egoisti loro o anche perché noi ... ?

Newsletter 2020.03.31 al gruppo di mini rassegna stampa per amici.org; in date successive aggiungo altre informazioni sugli eurobond

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/05/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: interessi sul debito, sostenibilità, deficit, spread, MES, Recovery Fund, latrocinio generazionale, padri fondatori dell'Europa; crisi

 

2020.05.22 annoto quest’<ansa> di Soros perché spiega come la Ue possa mantenere il suo rating AAA e emettere perpetual bond, conosciuti come Consol in Gran Bretagna e negli Stati Uniti: i perpetual bond non vanno confusi con i Corona Bond, che sono già stati rifiutati in modo deciso. Il capitale dei Consol non verrà mai ripagato, verrebbero pagati solo gli interessi ad un tasso basso. I Consol, inoltre, non devono essere distribuiti in proporzione alla raccolta, ma possono essere allocati a chi ne ha maggiore necessità [CzzC: temo invece che “i duri” pretenderanno che almeno in parte viga la proporzionalità/fiscalità]

 

2020.04.15 <startmag> i motivi del no della Germania agli Eurobond e all’Italia: articolo di Tino Oldani per <italiaoggi> in Germania dicono che il patrimonio delle famiglie italiane è il doppio di quelle tedesche, da qui il «Nein!» [CzzC: e non solo per questo; credo che l'atteggiamento dei nordici sarebbe stato diverso se avessimo accettato un minimo di condizionalità, il che avrebbe potuto essere anche l'occasione per riparare il nostro latrocinio intergenerazionale ...].

 

2020.04.11 inganni sottesi a certe spiegazioni come queste di A.Micalizzi additato star del sovranismo no euro, spiegazioni che in parte sono vere, il che aumenta il rischio di farsi contagiare da quelle meno vere; riassumerei alcune spiegazioni condivisibili cercando di sgamare quelle che mi paressero ingannevoli:

- la BCE non è una banca centrale; il Quantitative Easing non fa prestito agli stati, ma favorisce i prestiti interbancari;

- il MES per sua natura esige “condizionalità”; anche gli Eurobond non potrebbero essere senza condizionalità;

- mentre il debito di una famiglia va rimborsato, quello di uno Stato no, va reiterato, rinnovato, potenzialmente in eterno: [CzzC: non vedresti inganno qui? Mi parrebbe surrettizio il silenzio sugli interessi, mentre un bocconiano sa bene che, chiunque presta soldi, anche chi li presta allo stato, ne presume rimborso e il prezzo di tale prestito è inversamente proporzionale alla presunta solvibilità del debitore misurata dal prestatore; se questa è bassa, nessuno presta se non ad interessi usurai e lo stato finisce come l'Argentina].

Continua qui per altri presumibili inganni e per le voci evasori, spesa pubblica, pensioni, crisi

 

2020.04.11 capire le decisioni Eurogruppo/UE <fb> numeri e fatti della finanza euro anti Covid: spiega chiaramente deicit, spread, interessi, coronabond, uso flessibile del MES (prestatore) con condizionalità se non spesi per la sanità, BCE (compratore). [CzzC: per affrontare la crisi occorre la conoscenza corretta dei fenomeni e dei rapporti di causa-effetto, non con i paraocchi ideologici]

 

2020.03.26 h21:14 newsletter 31 marzo<NC> mi domanda: "perché la Germania non ci consente gli eurobond? Stiamo stanziando miliardi per affrontare il virus in Italia, ma chi ce li dà? E come restituirli a chi ce li prestasse?"

Risp h22:43: premetto che da italiano non potrei che auspicare gli eurobond, perché sarebbero un gran passo verso una Europa più unita, un'Europa federale che auspicherei. Ma ...

Finché il debito pubblico di un singolo stato europeo restasse affare suo, questo pagherebbe di tasca propria i maggiori interessi dovuti per eventuale carenza di sostenibilità, e, in caso di svalutazione del debito, pagherebbe chi si fosse fidato a prestare soldi a quello stato, mentre non pagherebbe chi non si fosse implicato con tale prestito fiduciario. Gli Eurobond avvierebbero la collettivizzazione dei debiti pubblici nazionali, migrandoli verso un debito pubblico europeo.

Far nascere un debito pubblico europeo basato su eurobond sarebbe una novità tutta da esplorare perché non siamo uno stato federale come la Svizzera o come gli Stati Uniti, siamo una poliarchia senza Costituzione e senza banca centrale (la BCE non è la Banca Centrale di uno stato sovrano come la Federal Reserve - non ti far ingannare dal nome - ma è una convenzione tra banche di stati sovrani, una'alchimia di regole senza il potere impositivo che invece avrebbe uno stato normale con la sua polizia e la sua magistratura; è il monopolio della forza che costituisce l’essenza di qualsiasi Stato, ma l’Ue non è uno Stato, è un insieme di trattati tra Stati).

Siamo DIVISI come lo sono tutti gli stati indipendenti, anche se qui in Europa abbiamo alcune convenzioni per fare alcune cose in comune.

Proviamo ad immaginare di inventare gli eurobond: scontato che ne sia libero il mercato, chiediamoci: "con quali regole si impiegherebbero quei prestiti verso gli stati?". Ad esempio, si impiegherebbero in proporzione alla raccolta o in proporzione al fabbisogno? In uno stato sovrano il problema non si porrebbe perché la Costituzione, imponendo uguaglianza dei cittadini, farebbe prendere dove c'è (fisco) e mettere dove manca (assistenza). Se si inventassero gli eurobond decidendo di distribuire in base al fabbisogno degli stati, prova ad immaginare che nessuno comperasse più BOT italiani e tutti si buttassero sugli eurobond: il debito pubblico italiano diverrebbe insostenibile, l'Italia cadrebbe come l'Argentina o dovrebbe interviene l'Europa comperando BOT contro eurobond, ma così il debito pubblico italiano andrebbe in groppa agli altri stati.

Un po' così è già stato fatto col QE di Draghi (ed infatti Jens Weidmann della Bundesbank era in polemica con Draghi), ma, almeno, il QE lascia il manico del coltello in mano della BCE, mentre con gli eurobond il manico sarebbe in mano al mercato.

Guarda caso in questa contesa sud-nord Europa la Francia è stata inizialmente dalla nostra parte, perché il suo rapporto debito/pil sta superando il 100%, ma la Fr vuole stare coi forti e così, guarda caso, alla fine ha votato assieme alla Germania per un rinvio della surriscaldata teleconferenza dei 27 capi di Stato e di governo.

Vedo difficile che gli stati europei si accordino sugli eurobond, perché il grosso problema è quello di mettersi d'accordo sulle REGOLE della loro raccolta/impieghi:

- se si facessero regole cautelative degli interessi dei paesi con basso rapporto debito/pil, tali paesi (Germania in testa) accetterebbero l'introduzione degli eurobond, ma così servirebbero poco all'Italia che non volesse fare i sacrifici previsti dalle suddette regole;

- se noi volessimo regole per cui gli eurobond possano alleviare il peso del debito dei paesi come il nostro con alto rapporto debito/pil, senza costringerli a ristrutturarlo, i forti non farebbero nascere gli eurobond.

Non riusciamo a metterci d'accordo nemmeno sul MES che è già praticamente firmato; vedo difficile inventare gli eurobond sui quali non è ancora stata nemmeno iniziata la stesura di una bozza di regole di funzionamento.

L'Europa nacque subito dopo la guerra, nacque con la CECA per un accordo win-win tra il carbone tedesco e l'acciaio francese; ma qui con gli eurobond è difficile vedere win-win, occorrerebbe che i virtuosi si sacrificassero un po' per i meno virtuosi in nome di una unità europea che ci permetta di competere con Usa e Cina.

Potrebbe anche accadere il miracolo, che la batosta coronavirus (come fu con la 2ª guerra mondiale) spinga ad unirci, lo vorrei sperare, ma occorre + spirito e + altruismo, mentre in questi decenni ho visto tanti esempi di nazionalismo (vedi anche trattato di Dublino sugli immigrati).

Solo uno stato federale potrebbe in maniera collaudata avere i suoi eurobond; Euro/BCE sono convenzioni basate su trattati, che potrebbero sopravvivere in via transitoria in vista di uno stato federale, ma difficilmente a mio avviso sono sostenibili a lungo termine con il rigurgito dei nazionalismi, il dumping fiscale, il progressivo distanziarsi delle economie forti dalle economie deboli.

   Comunque ripeto: la speranza è l'ultima a morire, sia pro eurobond, sia contro il coronavirus.

NC: come lo facciamo noi per certe regioni italiane più deboli, non potrebbe anche l'Europa dire, "ci mettiamo assieme dando una mano a chi corre di meno per competere di più assieme"? Ricordo quando a scuola facevamo gruppi di studio dove chi più sapeva aiutava chi era più indietro ...

Risp. h23:14: hai centrato il problema, hai fatto il paragone giusto: la Germania stia all'Italia come il LombardoVeneto sta al Mezzogiorno; ma i Lombardi non fanno questo per spirito di altruismo, lo fanno per la forza della Costituzione dello stato Italiano; chiediamoci: c'è la forza e lo spirito di fare uno stato federale europeo?

Ognuno cerca di difendere i propri privilegi e solo la forza di uno stato può obbligarci a fare redistribuzione della ricchezza (vedi suddette fiscalità e welfare); lo stesso discorso di invito all'altruismo che vorremmo fare alla Germania, prova a farlo a noi Trentini: abbiamo un pil pro capite analogo ai Lombardi, ma non siamo disposti a rinunciare ai privilegi della nostra autonomia, non siamo disposti ad accettare che per la spesa pubblica locale si impieghi solo il 65% della raccolta fiscale (come avviene in Lombardia), vogliamo che si impieghi il 90%.

Per fare solidarietà oltre gli interessi particolari occorrono grandi animi, grandi ideali, sguardi e intelligenze che avevano i padri fondatori dell'Europa e che oggi scarseggiano.

Ma ripeto: mai mollare la speranza; preghiamo anche per questi obiettivi: i citati padri fondatori erano grandi uomini di fede: sto leggendo un fantastico libro su Robert Schuman.

NC: ma quando siamo in un gruppo e vedi che uno è in difficoltà non per negligenza, ma pieno di buona volontà, come lo facciamo noi tra Regioni, non dovremmo aiutarci? Non dovrebbe essere questo lo spirito europeo?

Risp.h23:53. sento molta idealità nel tuo animo, ma purtroppo il mondo del mercato si muove per interessi pianificati da budget dove la componente socio-ideale, se non fosse imposta, verrebbe saltata (vedi norme di sicurezza sul lavoro, di antinquinamento, regole sindacali, ... ).

   Plaudo alla moral suasion, io e tu vorremmo che si affermasse idealità in ogni ambito socio-economico, ma, a prescindere dal fatto che, rispetto all'epoca dei padri fondatori dell'Europa, oggi l'etica si intende senza trascendenza, tu hai citato tre ambiti che hanno ben diverse condizioni al contorno: la SCUOLA, le REGIONI d'Italia, gli STATI europei.

Nella SCUOLA non c'è competizione monetaria, si è giovani, sensibilizzati da insegnanti e da preti alla collaborazione e alla solidarietà: è facile fare gruppi di mutuo aiuto se si trova uno bravo disponibile, come fosti tu.

Già all'università vedesti calare quello spirito (ti ricordi il caso di quel collega ... ?) e poi nel lavoro la competizione e il carrierismo fan fare certi sgambetti e fregature ... "Mica è una famiglia l'azienda", mi diceva un mio capo area, redarguendomi, quando ad inizio carriera aziendale usavo - troppo a suo avviso - un approccio scolastico e familiare; e ciò diceva anche se ci mandava a frequentare corsi di smile manager per fare squadra e spirito di gruppo coi collaboratori.

Tra le REGIONI italiane messe assieme da un secolo di guerre vedi oggi che le ricche vogliono autonomia simile al Trentino, e non per egoismo, ma perché convinte che i soldi gestiti da loro rendono allo stato nazionale più e meglio di quelli buttati nel colabrodo del Mezzogiorno con le inefficienze e gli sprechi dalla Sicilia in su. Porta queste stesse considerazioni in proporzione tra Europa ed Italia e capirai l'irritazione dell'Europa quando han visto l'Italia, già gravata da immane spesa pensionistica, inventare quota 100 nel 2018 mentre i tedeschi vanno in pensione a 67 anni.

Tra STATI che 80 anni fa si scannavano in guerra, questo spirito di competizione tra virtuosi da un lato e disorganizzati accusati di parassitismo dall'altro è ancora più forte: se Bossi dice Roma ladrona, qualcuno del NordEuropa 2 settimane fa diceva che gli italiani messi in quarantena ne approfittano per fare la siesta. Poi si è scusato, ma, tanti la pensano come lui sopra la nostra latitudine, anche se magari additano soprattutto latitudini inferiori al LombardoVeneto.

Magari gli europei pensassero con lo spirito tuo (e mio)! E lo dico non perché temo che ci diano degli ingenui, ma perché sarei convinto che, per competere con Usa e Cina, occorre unione che fa la forza (e non a caso Trump tenta di dividerci).

I have a dream: spero in un miracolo, un colpo di reni un salto inaspettato che ci faccia rinunciare alle sovranità nazionali per fare un'Europa federale; ho detto miracolo e coi tempi che corrono, servono miracoli sia per la salute fisica sia per la salute politica.

NC: ineccepibile quello che dici: noi per la nostra formazione siamo portati ... perfino ad intendere il posto di lavoro come una famiglia, mentre nella maggior parte dei casi è alimentato da ben altro motore egoistico-individualista. Però vorrei ragionare con te su questo video: il vaso metafora della vita.

Risp: ven27Marh7:43 Significativa la parabola del vaso con varie misure di sfere. Come tutti i paragoni si tratta di analogie, metafore, non identità verso una realtà che è sempre molto più complessa, ma sono grandi strumenti per insegnare; anche Gesù usava le parabole. A proposito di idealità, ingenuità, utopia, ... ne ho azzardata una anch'io qui.

Il 2020.03.28  h16:12 all'amico NY che, interrogandosi analogamente, mi chiede parere su questa prolusione di <TullioSolenghi.yt> contro i tedeschi che ci negano gli eurobond, rispondo inviando il suddetto dialogo.

Avremmo potuto obiettare al Solenghi che anche all'Italia fu abbuonato il pagamento dei danni di guerra; avremmo potuto chiedergli se fosse disposto a tagliare in Italia le pensioni di entità esorbitante rispetto ai contributi versati, adottando il criterio tedesco basato solo sui contributi (i tedeschi separano la assistenza dalle pensioni, l'assistenza da loro non è a carico dell'INPS), ma non è il caso di discutere con chi blatera così, incazzandosi per captare il consenso degli incazzati.

Sarà difficile che i miei nipoti possano vedere un'Italia uscita dalla crisi senza che sia sanata l'ingiustizia generazionale che ci ha portato così diversi dagli stati migliori d'Europa, mentre negli anni 50-60 era minore la differenza con loro: abbiamo due grandi latrocini intergenerazionali da sanare: le pensioni esorbitanti rispetto ai contributi (sono da ristrutturare ad esempio così) e il debito pubblico (da ristrutturare con svalutazione o con svendita dei gioielli di famiglia).

Se saremo disposti a fare sacrifici anche di questo tipo, forse daremo una spinta al processo di Europa federale; se non li faremo, sarà tanto peggio per i nostri nipoti.