IL FISCO, la fiscalità pro bene comune non pro statalismo

Equità, salvaguardia delle priorità e della sussidiarietà, contrastare evasione, evitare gli eccessi dello statalismo ipertrofico ed invadente, che porta ad invocare «più società meno stato».

L'equità fiscale invocata dalle costituzioni dei paesi liberi sarebbe parola vuota se ...

SE le USCITE dello stato per la P.A. e l’welfare non venissero largamente percepite come ben impiegate per il BENE COMUNE, ovvero se venissero percepite così male per tale intento da lasciare nella maggior parte dei cittadini la sensazione che l’evasore farebbe fruttare l’importo evaso per il bene comune meglio di quanto potrebbe fare la P.A. recuperandolo.

SE i CRITERI DI RACCOLTA delle entrate non fossero percepiti come "GIUSTI" in rapporto alle capacità contributive reali dei singoli cittadini e settori produttivi;

SE l'EVASIONE FISCALE (pur mai del tutto eliminabile) fosse troppo elevata in rapporto alla raccolta.

Vedi più avanti la declinazione dei suddetti tre SE

Links utili: www.agenziaentrate.it, www.ancicnc.it, www.fisco.it, www.fiscoetasse.com, www.ilsole24ore.it, www.ipsoa.it, www.italiaoggi.it, www.consultacaf.it, www.lavoce.info

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 09/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: economia e finanza; paradisi fiscali, nerofilia/evasione

 

"IL PRIMO SE" induce una grande responsabilità di efficacia ed efficienza del lavoro "statale e parastatale" (la P.A. in IT costa 12% PIL contro 9% della Germania),

- sia in capo ai manager della P.A. sia in capo ai lavoratori pagati direttamente o indirettamente dalla P.A.,

- sia in capo agli assistiti dall’welfare state (che talvolta ne abusano)

- sia in capo all'esecutivo che non deve sforare bilanci sproporzionando il debito pubblico su PIL e dunque sciupando la raccolta in pagamento di troppi interessi sul debito

"IL SECONDO SE" induce sul legislatore e sui governi la responsabilità di configurare i criteri di raccolta con

- congruo raccordo alla effettiva capacità dei cittadini e imprese di pagare le tasse (ad esempio, anziché eliminare l’IMU sulla prima casa per tutti, basterebbe alzare la quota esente, eliminandola per il 70% dei proprietari, quelli meno abbienti)

- congruo raccordo al patrimonio valoriale/educativo che informa il sistema di raccolta/redistribuzione (sistema premiante e gravante); spiego con esempi:

   - in IT il fisco neglige le esigenze genitoriali rispetto a Germania e Francia e mantiene una ridondante e mediamente poco efficiente pubblica dipendenza: ne va della sua credibilità valoriale ed educativa;

   - il sistema fiscale potrebbe diventare liberticida e diseducativo se non sostenesse primariamente la difesa dei diritti della persona, in primis della LIBERTA' (di parole, opere, legami finalizzati alla solidarietà).

Perché temerei che la "potenza fiscale" dello stato possa insidiare tali libertà?

Perché tali principi/diritti non sono fondati con riparo dai capricci di eventuali maggioranze individualiste; spiego meglio:

- se i suddetti principi non fossero difesi con ancoraggio invariante rispetto alle mutevoli opzioni di maggioranze più o meno trasparentemente espresse, tali maggioranze potrebbero arrivare a decidere di penalizzare fiscalmente anche le offerte liberali e i legami (elemosine, donazioni, famiglie, associazioni, confessioni religiose) a privilegio dell'ideologia individualistica (rapporto stato-individuo);

- se l'ideologia individualista divenisse maggioritaria

   - potrebbe arrivare ad asfissiare la libera sussidiarietà orizzontale, (ancorché facesse risparmiare denaro pubblico, come ad esempio le scuole paritarie dove un alunno costa allo stato 4 volte meno del coetaneo nella scuola di stato);

   - potrebbe arrivare a tassare le famiglie e le associazioni che si aiutassero nella risposta ai bisogni sociali, per "perequare" il disagio che gli individualisti venissero a patire "da grandi" rimasti senza legami, ancorché proprio per aver scialacquato cicalamente tempo e risorse mentre altri cittadini, per il BENE COMUNE, le investivano in famiglia, volontariato, associazionismo solidale, chiesa: in tal caso solo un principio sovra-maggioritario attinto dal patrimonio valoriale/educativo della nazione potrebbe contrastare capricciose pretese maggioritarie incuranti delle conseguenze sulle generazioni successive come quando inventarono le baby-pensioni per le 30enni solo se dipendenti della P.A.

Per ora la costituzione dissuade dal tartassare il libero e sussidiario associazionismo solidaristico, ma fu scritta quando la mentalità individualistica era molto meno diffusa di oggi e i tifosi dell’interpretazione letterale dell’art. 33 hanno certe facce ...

- congruo rispetto del diritto all’obiezione di coscienza sulle questioni sensibili: se una voce di spesa venisse percepita da significativi strati della popolazione come lesiva del suddetto diritto (ad esempio spesa per armamenti, per aborti, per dare bimbi in adozione ai gay, per le trasfusioni di sangue), lo stato potrebbe decidere, invece che secondo la logica del tutto o niente, di partecipare alla relativa voce di spesa in proporzione ad un voto espresso nella dichiarazione dei redditi, facendo coprire il complemento dalla contribuzione volontaria, fatta salva la segretezza del referendum; ad esempio io ho un’assicurazione sanitaria che non copre le spese per aborto, ma il presidente Obama imporrebbe l’onere di tale assicurazione anche a chi ritenesse il libero aborto un omicidio.

"IL TERZO SE" induce sui contribuenti il dovere costituzionale di pagare le tasse, e sulla P.A. il dovere di contrastare con norme e vigilanza la relative trasgressioni.

Ma ai paradisi fiscali sono risparmiati i bombardamenti da destra e da sinistra perfino durante le guerre e in Svizzera tra i finanzieri che lucravano sui depositi dei nazisti alimentati dalla spogliazione dei deportati ebrei, non erano rari quelli con knaitesh o kippah.

Ma anche nel piccolo: ti par giusto il canone Rai se metà italiani lo evade impunemente?

21/01/2011 ciò premesso, mi parrebbe che si potrebbe …

- Fare GUERRA economica ai PARADISI FISCALI: auspicheremmo che l'ONU li mettesse al bando obbligando tutte le nazioni al boicottaggio economico dei paesi che ospitassero filiali di Banche notoriamente transanti con i paradisi fiscali, fosse anche il Vaticano/IOR; perfino ai fini della sicurezza antiterrorismo tale boicottaggio sarebbe più efficace delle guerre anti terrorismo.

- RIDURRE I PAGAMENTI IN CONTANTI, principale mezzo di evasione e di pagamenti criminali; allo scopo si potrebbe fra l'altro:

   - ridurre l'importo massimo pagabile in contanti (in FR è < che in IT)[1] ed eliminare le banconote di taglio alto (ad es > 100 € come per i dollari);

   - sviluppare e promuovere i borsellini elettronici traccianti;

   - obbligare ogni percettore di emolumenti periodici ad incassarli tramite conto corrente (eventualmente cc gratis per i meno abbienti);

   - obbligare le banche a pagare una commissione percentuale su tutti i prelievi per cassa (non ATM); in gen 2012 leggo la buona notizia.

 

2018.05.05 <tempi> Ora gli eroi anticasta invocano i costi standard, ma sono loro che li hanno affossati; il Corriere e Gian Antonio Stella hanno passato anni a demolire il federalismo fiscale e ora restano a bocca aperta davanti alla “babele dei costi negli ospedali - da 7 a 18 euro per lo stesso menu

 

↑2017.10.27 <report.rai>: Dai Panama Papers ai MaltaFiles: migliaia di miliardi di euro mancano all'appello; dopo oltre trent’anni di guerra dichiarata ai paradisi fiscali, ogni giorno miliardi di euro continuano ancora a sparire in Paesi che non fanno troppe domande sui soldi che arrivano. È tutto molto semplice e comodo: basta un click e i soldi scompaiono agli occhi del Fisco.

 

↑2017.09.18 <sole24h>: l’Italia ha il record della onerosità degli adempimenti fiscali che, non raramente, riescono ad avere un costo che rischia di superare la redditività del fatto economico di cui si chiede una rilevazione, e non aiutano la vera lotta all’evasione.

 

↑2017.09.13 <sole24h>: La Ue: persi 5,4 miliardi di tasse da Google e Facebook: facciamo la web tax europea? Ci sarà il “niet” dei paradisi intra Ue per i quali questa materia sarebbe da votare non a maggioranza qualificata ma all’unanimità [CzzC: se di fronte ai miliardari dei big data la politica è in ritardo anche sulla fiscalità rimettendoci miliardi, figurarsi come possa essere in ritardo con la normativa a tutela della nostra privacy, notoriamente invisa alla dea pecunia]

 

↑2017.09.08 <corriere>: Dopo Apple, Amazon. La guerra fiscale Ue contro i giganti del web. Difficoltà tecniche; Bruxelles non ha competenze su materie fiscali [CzzC: ma che guerra? È incapacità di adeguare le leggi a proteggere il bene comune dal cinismo sia degli e-innovatori, sia di Paesi come Irlanda e Lussemburgo, che con dumping fiscale facilitano elusione pro astronomici guadagni di pochi e detrimento al bene comune]

 

↑2017.09.05 Econom&fin <corriere>: La Cina «sgonfia» la bolla dei bitcoin. E la moneta virtuale crolla in Borsa. Tanti e irrisolti i misteri sui bitcoin, pochi ma corposi gli scandali. Chi si nasconde dietro quell'algoritmo monetario e il nickname Satoshi Nakamoto? Chi ci guadagna? [CzzC: perché gli stati non modificano le leggi, almeno quelle fiscali <corriere 08/09>, per non farsi fregare dai nuovi e-gnomi con transazioni web che approfittano delle fessure nelle maglie di una legislazione ignara della loro novità?]

 

↑2017.03.26 Perché un cattolico che protestasse contro le troppe tasse farebbe più bene che male? Un articolo di Massimo Introvigne "Fisco: libertà e morale sociale" <academia.edu> non ha perso di attualità ancorché scritto nel 1984: «I principi della dottrina sociale della Chiesa come categorie per giudicare, affrontare e superare senza demagogia lo statalismo ipertrofico e invadente e la sua espressione fiscale».

 

↑2015.07.23 <fb> Milton Friedman 1912-2006, Nobel economia 1976: «se tu paghi la gente quando non lavora e la tassi quando lavora, non essere sorpreso se produci disoccupazione» [CzzC: è inevitabile tassare i guadagni perché il nostro stato è troppo costoso per sostenersi solo con tasse sui consumi; ma occorre più giustizia per incentivare i produttori di reddito reale, scoraggiare i cultori del parassitismo, vaccinarsi contro la sessantonite che odia le partite iva tifando pletorica pubblica dipendenza]

 

↑2015.04.15 <sole24h>: Tassazione sempre più pesante sui salari in Italia. Secondo il rapporto Taxing Wages dell'Ocse, il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti italiani supera di oltre 12 punti la media Ocse che è del 36% . Siamo al 6° posto tra i 34 Paesi Ocse per il prelievo complessivo sui salari: 1° Belgio/55,6%, 2° Austria/49,4%, 3° Germania/49,3%, 4° Ungheria/49%, 5° Francia/ 48,4%, 6° Italia/48,2%, 7° Finlandia/43,9; ..., Usa/31,5%, Svizzera/22,2% [CzzC: la qualità media dei servizi resi dalla P.A. italiana è ampiamente inferiore a quella di Paesi come Finlandia e Svizzera che succhiano assai meno tasse]

 

↑2014.10.14 L'Ecofin, che raccoglie i ministri delle finanze della Ue, ha raggiunto un'intesa a 27 sullo scambio automatico di informazioni fiscali anti-evasione dal 2016. Al momento manca solo l'Austria che ha chiesto un anno in più per adeguarsi.

 

↑2014.07.29 Scrivo su ilSole24h/tributi: Max100€/banconota, max1000€/pagam.contanti: 1000 euro sono anche troppi per il limite di pagamento in contanti, e la massima banconota in euro basterebbe da 100, visto che varrebbe di più della massima banconota in dollari (100$).

 

↑2014.04.05 La mappa dell’evasione fiscale in Italia: l’Agenzia delle Entrate divide il Paese in 8 aree: da “rischio totale” a “tutti bene”. Nell’area a massimo rischio abbiamo le Province di Agrigento, Brindisi, Caltanissetta, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Foggia, Frosinone, Lecce, Napoli, Ragusa, Reggio, Calabria, Salerno ...

 

↑2014.03.25 Maxi frode fiscale trentina: i Rigotti patteggiano e risarciscono; la Finanza e la Procura hanno recuperato quasi 8 milioni.

 

↑2013.11.12 Ecco come gli italiani evadono le tasse (per 130M€/anno?): utilizzo di conti correnti personali per veicolare movimentazioni aziendali, valzer di denaro fra persone fisiche e giuridiche, prestanome, falsa fatturazione per prestazioni mai eseguite (intrecci commerciali con controparti basate in paradisi fiscali), carte elettroniche utilizzate per aggirare il limite all'uso del contante (999,99 euro): esistono prestanome professionisti intestatari di centinaia di carte prepagate.

13/11 dalle Cayman alle carte prepagate, le sei scappatoie più usate per non pagare le tasse: Evergreen come le frodi carosello. Vendite fatturate meno del dovuto o non fatturate proprio. Fondi trasferiti in paradisi fiscali.

 

↑2012.07.31 EVASIONE FISCALE in IT: il 38% degli scontrini è irregolare e gli uomini delle Fiamme Gialle dall'inizio dell'anno hanno sequestrato oltre 4 milioni di prodotti falsi: 1/3 degli oltre 20mila controllati ha evaso il fisco.

 

↑2012.01.11 Anche in Trentino aumenta l’evasione fiscale (+13%)

 



[1] tra le malefatte del governo Berlusconi annoterei la rimozione della soglia introdotta da Prodi: rendiamo grazie a Monti che la ripristinò, ma si dovrebbe abbassarla ulteriormente ed eliminare dalla circolazione le banconote da 500 euro: servono assai più ai disonesti e ai criminali che agli onesti e, prima della loro messa al bando, perché non applicare una commissione del 10% per la loro negoziazione in # pezzi >1?
 Nel 2015 annoto la malefatta del governo Renzi che alza da 1000 a 3000 la soglia del contante