modificato 04/10/2016

 

Non confondere condizione necessaria con sufficiente

Correlati: conoscenzaverità; inganni dialettici

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

Che un numero sia divisibile per 4 è condizione sufficiente per dire che sia pari, ma non è una condizione necessaria. Lasciare intendere indifferenza al riguardo sarebbe un grave errore in logica matematica, ma l’equivoco tra condizione necessaria e sufficiente viene talvolta usato come trucco dialettico nell’arte sleale di avere ragione: vedi esempio al 06/06/2011.

 

 

01/02
2016

2 inganni retorici in questo giudizio di <pietroichino> sulla stepchild adoption: ci sono coppie inadatte all’allevamento dei figli tra gli etero quanto tra gli omosessuali: la cautela sull’adozione del figlio di un partner da parte dell’altro (stepchild adoption) è opportuna in entrambi i casi (1di2) – ma (2di2) per migliorare il ddl Cirinnà non si deve metterne a rischio l’approvazione [CzzC: caro Ichino, concedimi discernimento critico del tuo argomentare ... continua]

21/03
2015

Un esempio di condizione necessaria anche se non sufficiente: <giornalettismo> 5 ragioni per cui fallirà ISIS, elencate dal quotidiano Die Welt:  isolamento internazionale, debolezza militare, gli alleati scappano via, conflitti interni, follia religiosa. [CzzC: Die Welt non dice quando Isis fallirà, né dice se finirà il terrorismo di matrice islamista, posto che scompaia l’Isis: contro Bin Laden si scatenò la forza di mezzo mondo in Afganistan, eppure ... Finché l’islam non metterà fuori legge il comminare male fisico ad inermi per abiura o blasfemia, il terrorismo di matrice islamica tormenterà il mondo: se l’islam cessasse di perseguitare abiuri e supposti blasfemi cesserebbe il terrorismo di sua matrice? Non sarebbe una condizione sufficiente per farlo cessare, ma necessaria sì.]

22/04
2014

Luterani banalizzano successione apostolica e chiesa [CzzC: condivido che sia condizione necessaria “che due o tre siano riuniti nel mio nome”, ma dubito che sia condizione sufficiente; passi la buona fede dei fratelli luterani che hanno bisogno di giustificare le loro riduzioni “sola fide ... sola scriptura ...”, ma ... continua]

06/06
2011

Se un insigne cattedrattico dell’ISR-FBK affermasse che «Un medesimo sentire di fede (condizione A) non garantisce automaticamente un’unità di vedute nelle questioni morali (condizione B)», ci verrebbe da dirgli che sta affermando una tale ovvietà da apparire banale: essendo ovvio che una fede può essere tradita dall’errore/peccato, l’avere una stessa fede (condizione A) non è una condizione sufficiente per garantire che quei fedeli abbiano tutti le stesse vedute nelle questioni morali (condizione B). Ma il prof in parola è tutt’altro che banale, e, dunque, ci chiediamo perché si prodighi in apparente banalità: non sarebbe del tutto infondata l’ipotesi che egli intenda far intendere all’uditore che «vedute diverse nelle questioni morali (B) sono assolutamente lecite nell’ambito di una stessa fede (A)» avallando il relativismo. Dove starebbe l’inganno? Lasciare intendere che se una condizione A non è sufficiente per determinare B, la condizione B non sia necessaria per la A ovvero che la condizione non_B sia assolutamente lecita per la A. Nella fattispecie non sorprende il plauso che il relativismo protestante tributa al nostromo, ma qualche discernimento sarebbe utile in casa cattolica, soprattutto quando fosse ivi alimentato.