ultima modifica il 12/01/2018

 

Moda: dalla piacevole innocuità alla dannosa dipendenza o imposizione

Correlati: comunicazione, cultura dominante, vietato vietare, minigonne e donna nell’islam

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<wikipedia>: Il termine indica uno o più comportamenti collettivi, spesso correlati al modo di abbigliarsi, di presentarsi, come una forma di comunicazione identitaria attrattiva di simpatici e/o repulsiva di antipatici. Scontato che l’abito non fa il monaco (ma i monaci han perso numeri e significanza da quando hanno smesso l’abito specifico, anche se non solo per questo; mentre i generali si esibiscono in divisa, nell’islam le donne col velo, i maschi col kefiah, altri con vari turbanti, sari, pugnali, ...), la cultura dominante e il pecunia non olet sovente condizionano e trasformano l’innato bisogno di questa forma di comunicazione in un colossale volume di affari (passi), ma anche talvolta in uno strumento di pilotaggio del consenso e del dissenso, dell’inclusione e dell’esclusione, dell’individuazione dell’amico-nemico, fino a ledere salute e pace: ad esempio? Vedi: esagerazioni in piercing, tatuaggi, emo-cutting, fumo, ... imposizione di oscuramento alle donne islamiche, ..., ... Ricordo anni 70 l’innocua ma molto significativa moda dell’eskimo.

 

 

12/09
2017

<fattoq>: Tatuaggi, il viaggio della nanoparticelle di inchiostro nel corpo fino ai linfonodi fotografato da un team di scienziati tedeschi e dell’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble (Francia), in uno studio pubblicato su Scientific Reports (Nature), che getta un’ombra su possibili rischi non ancora indagati. [CzzC: mi parrebbe anche questo un ambito in cui esercitare il principio di precauzione]

26/02
2014

<tempi>: È scoppiata al moda di fumare il narghilè tra i giovani, strumento affascinante e scenografico. Ma a quanto pare più tossico delle sigarette. Uno studio pubblicato dalla Universidad Anahuac di Huixquilucan, in Messico ...

12/03
2012

<corriere>: Iraq, rappresaglie contro la musica «emo», perfino lapidazioni. «Abitudini oscene, sarete puniti». Ma le autorità ufficiali smentiscono