MORALITÀ, etica, moralismo, fariseismo

Qual è la differenza fra moralismo e moralità?

- Mi piacque il libro “Moralità: memoria e desiderio” secondo cui «La moralità nella sua essenza è l'atteggiamento giusto di fronte al reale», guarda caso collimante con Antonio Rosmini «Vuogli, o sia ama l'essere ovunque lo conosci, in quell'ordine ch'egli presenta alla tua intelligenza». Vedi anche adequatio rei et intellectus valorizzato anche da S.Tommaso.

- Quando da ragazzo studiavo i Promessi sposi, discutevo coi compagni sull’idoneità di un educatore non perfettamente coerente: per quanto la coerenza aiuti molto l’educatore, la sua assenza non lo deve ammutolire: diceva il cardinal Federigo Ma guai s'io dovessi prender la mia debolezza per misura del dovere altrui, per norma del mio insegnamento!”. Vedi anche qui alla data 2009.06.28

- Il concetto di moralità interseca quello di coscienza individuale.

- «humani nihil a me alienum puto» mentre se il cristianesimo diventa ideologia, diventa malattia

Etica e solidarietà necessitano di sussidiarietà, se non ti basta lo stato come essenza dell’eticità.

- Condivido con <wikipedia> che i valori morali costituiscono l’oggetto dell’etica, la quale indica i criteri che permettano all'uomo di giudicare i comportamenti propri e altrui, ma intenderei la Moralità non riducibile a quella morale che considera come dati di fatto le norme e i valori, perché intendo la Moralità così connessa col reale, che, abbracciandolo, può arrivare a trasgredire apparentemente norme e valori come Gesù scandalizzò i farisei incontrando pubblicani prostitute e lebbrosi, ieri come oggi nell’ospedale da campo.

- Un esempio di amoralità? Che non sia quella scontata dei genocidi tipo Shoah? Accennerei a quella sublimata da George Soros così...; ma anche chi sublima lo stato come essenza dell’eticità dovrebbe ripensarsi osservando il consenso esibito non solo dallo stato Hitleriano, ma anche da quello Cubano, NordCoreano, Sudanese ..., fulgidi esempi di “eticità”; o sbaglio?

- Sull’argomento in titolo non mi bastano le variegate opinioni/web, ad es. queste, né la minacciosa morale dei bacati da bestialite, ancorché io sostenga per gli animali un rispetto analogo a quello di S. Francesco, pur senza averne studiata la teologia.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 30/07/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: valori, dignità umana, diritti umani, il cuore dell'uomo, Fede e ragione, moralità basata sulla verità; eresie farisaiche; coerenza, comunità educante; libertà di educazione; morale laicista imposta a scuola; legale=lecito? Il fine giustifica i mezzi? Reato-Peccato

 

2018.02.11 <youtube, fb> intolleranza islamista in TV: un giovane egiziano viene umiliato come demente, fomentatore di idee distruttive e cacciato dallo studio TV perché aveva osato dire che «non ho bisogno della religione per avere valori morali o per essere un produttivo membro della società» [CzzC: cari atei: bastonate il cristianesimo, ancorché abbia fondato la separazione tra Cesare e Dio e protegga la libertà di coscienza, che vorreste abolire, ma non sentiamo la vostra flebile voce di fronte a milioni di casi come questo e peggio, indicatori di uno scontro di civiltà: anche voi in opportunistica arrendevolezza come quelli di CH?]

 

↑2016.03.23 Il vietato vietare sottende la bulimia dei diritti individuali <asianews>: il Patriarca Kirill denuncia i tentativi a livello mondiale di approvare leggi che garantiscano all’uomo il “diritto di qualsiasi scelta, compresa quella del peccato”. “Le conseguenze possono essere apocalittiche”, ha avvertito. [CzzC: non perché Dio sia contro i diritti dell’uomo, ma perché si ritorce contro l’uomo il fregarsene di lui, fino a sublimare capricci individuali col diritto della forza contro indifese creature di Dio, ad esempio strappandole dal seno della mamma per darle a due gay. E’ un mistero il perché il limite indicato da Dio (vedi l’albero vietato ad Adamo ed Eva) appaia a volte riducente la libertà dell’adulto self made, ma intuisco opportunità di fidarsi di Dio piuttosto che del 68ttino vietato vietare. Articolo pubblicato]

 

↑2016.03.21 <tempi>: LiberalizeIt: sarebbe illogico stabilire una relazione di causa/effetto fra la permissività droghe maggiorata il 2014.03 e le atrocità del delitto Varani, ma è certo che personalità deviate esplodano dopo l’assunzione di droghe; è certo che la droga, grazie al contesto in senso lato culturale condizionato da leggi permissive, ha perso connotazioni negative e timori di punizioni. E stiamo procedendo verso un’autentica legalizzazione. Andrebbe aggiornato l’insegnamento di Nigel Walker, criminologo scomparso da poco all’età di quasi cento anni, già docente a Yale di Hillary Clinton, il quale era solito ricordare che «la legislazione di una generazione diventa la morale della generazione successiva». [CzzC: la mala equazione legale=lecito si accoppia con una mala disequazione: se per l’omicidio stradale è aggravante il fatto che l’investitore sia drogato, perché qualche magistrato illuminato tenta di brandire la droga come attenuante la responsabilità dell’efferatezza dei suddetti mostri?]

 

↑2014.12.17 <corsodireligione>: Quale etica ? E' possibile in una società democratica , laica e plurale, dire in modo assoluto che cosa è bene e che cosa è male? E chi lo può dire? Etica e Morale, discernimento morale, responsabilità morale, dialogo etico, fondamentalismo-tradizionalismo integralismo-integrismo, gerarchie di valori personali e sociali, sistemi etici, ordine morale ed ordine giuridico, legge morale naturale e Diritto. [CzzC: scontato il pluralismo, occorre concentrarsi sull’estrema linea di difesa dei diritti umani, art 18, 19 e 26,3 della dichiarazione universale con la precisazione di Benedetto XVI sulla necessità di fondare il rispetto della dignità umana al riparo del criterio di maggioranza]

 

↑2014.04.07 <Rosmini verità e moralità>: C’è il pericolo, secondo Rosmini, di sostituire l'essere con una nostra finzione: "è dunque manifesto, che la verità è il principio della morale: e che il riconoscimento della verità è il sommo genere dei doveri.

 

↑2014.01.17 La rivoluzione della misericordia anche verso la rivoluzione sessuale: praticare la misericordia di Dio anche nei confronti delle situazioni nuove e controverse nate dalla rivoluzione sessuale, a partire proprio dalle situazioni di sofferenza che tale rivoluzione morale ha creato, dai tanti fallimenti di questa utopia: solo medicando le ferite di questo ospedale da campo si può aprire la possibilità di una nuova accezione della morale cattolica per il bene comune, altrimenti archiviata come inutilità

 

↑2013.12.03 La moralità degli atti umani, intenzione, coscienza e responsabilità: trovo aiuto al discernimento leggendo questa pagina su moralità degli atti umani, l’oggetto morale, l’intenzione (volontarietà diretta e indiretta), le circostanze, la responsabilità (in negativo e in positivo/merito). Ma trovo che alcune definizioni non siano sufficientemente normalizzate e mi lasciano aperti dei punti di domanda: preferirei la formulazione rosminiana di moralità, coscienza, responsabilità.

 

2013.07.19 senti che teoglibone parole di pace dal gesuita Padre Dall'Oglio che prende premi di pace sinistramente illuminati: <huff> «Quando dieci mesi fa il Papa Benedetto visitò il Libano disse, sicuramente per effetto delle opinioni dei prelati mediorientali favorevoli al regime del clan Assad, che era peccato mortale vendere le armi ai contendenti nella guerra intestina siriana. In quell'occasione twittai che se era peccato vendercele, allora bisognava darcele gratis!  ... Ammettiamo per un istante che ci fossimo appropriati di armi chimiche sottratte agli arsenali di regime conquistati eroicamente. Immaginiamo di avere la capacità di usarle contro le forze armate del regime per risolvere il conflitto a nostro favore e salvare il nostro popolo da morte certa. Cosa ci sarebbe d'immorale?».

 

↑2011.11.09 <avvenire>: La morale? Non è figlia dei neuroni: dalle neuroscienze che rischiano di annullare la spiritualità all’elemento del Maligno che si nasconde dietro alla disintegrazione dell’umano: parla l’80enne teologo Klaus Demmer.

 

↑2011.04.15 Etica: controversia sull'Etica tra P. Flores d'Arcais e Roberta de Monticelli.

 

↑2011.02.21 Lettera di Carlo Bellieni, docente di Terapia intensiva neonatale all'Università di Siena: i moralisti di oggi sono quei libertini che ieri hanno rovinato i nostri figli? Eppure erano usciti libri come ... che lanciava un allarme forte e chiaro da vera femminista verso la diffusione dell’indecenza tra i minori ... o altra voce del femminismo (Ariel Levy) che denuncia le contraddizioni, l’ambiguità e l’incongruenza di quello che viene spacciato per il “nuovo potere delle donne”. Ma finora i guru progressisti non sembravano né averli letti, né aver preso coscienza dell’orrore.

 

↑2009.09.22 Di O.Giannino: Per Kant è la ragion pura a dare all’uomo la legge morale. Per J.Bentham la morale è la regolarizzazione dell’egoismo.

L’etica kantiana ipotizza uomini buoni in sé e per sé, per fondamento su null’altro centrato che la ragione naturale umana. Per i seguaci di Gesù il problema era con quale metro giudicare l’imperatore idolatra e spesso sanguinario omicida, se pagargli le tasse, se rispettare le sue leggi, se servire nelle sue legioni. La disputa fu risolta separando nettamente la coerenza dei fedeli dal rispetto per l’ordinamento costituito. Il cattolico ieri come oggi non sostiene il politico immorale, ma calibra il giudizio sul suo concreto operato di politico più che sul suo privato rispetto dei precetti di fede.

 

2009.06.28 Mons. M.Pennisi: intervista rilasciata dal vescovo di Piazza Armerina a Giuseppe Di Fazio. La morale è una coerenza? La moralità non consiste in uno sforzo improbo di coerenza con princìpi astratti, ma è desiderio e tensione continua verso il bene che non si scandalizza della propria e altrui fragilità perché scaturisce dalla riconoscenza per l’esperienza di un amore gratuito. A partire dalla presenza di Gesù Cristo nella propria esistenza si deve tendere alla coerenza fra fede e vita, ricordando che il santo non è colui che non cade mai ma colui che dopo essere caduto si rialza perché Qualcuno gli tende misericordiosamente la mano. Il moralismo è invece osservare delle regole astratte per se stesse e può degenerare nel fariseismo nella misura in cui è la persona a stabilire il criterio del bene e del male[CzzC: e qui si inserisce il concetto di primato della coscienza individuale che a mio avviso non è quella formata nel confronto con la comunità ma quella formata nel confronto con un Magistero autorevole e responsabile la cui efficacia per il bene comune sia stata provata da milioni di santi in secoli di storia; anche le SS o i Kmer rossi avevano una coscienza formata nel confronto con la comunità] con il quale generalmente assolve se stessa e condanna gli altri, dimenticando il monito evangelico di togliere la trave dai propri occhi prima di pretendere di togliere la pagliuzza da quelli altrui. È l’atteggiamento di chi pensa di avere le mani pulite, ma non si accorge di avere il cuore sporco.