Pene HADD nel diritto musulmano, lapidare, impiccare, decapitare, frustare ...

Per alcuni reati nella giurisdizione islamica è prevista l'applicazione di una delle pene-HADD (la parola hadd sta a indicare il "limite, confine" imposto da Allah all'operato umano).

Attenzione però: il Corano non prevede né l’uccisione dell’abiuro né la lapidazione dell’adultera: sono previste nella Sunna.

<wikipedia>: Il fiqh è la giurisprudenza islamica, cioè il diritto musulmano, che deriva dalla sharia, cioè con l’intento di fare leggi conformi agli insegnanti del Corano e del profeta Muhammad, raccogliendo tutti i detti ed i fatti autentici attribuiti al Profeta Muhammad e fare leggi in base alla loro attendibilità. Lo storico Ibn Khaldun definisce il fiqh come la "conoscenza dei comandamenti di Dio che concernono le azioni, qualificate come wājib (obbligatorie), ḥarām (vietate), mandūb (raccomandate), makrūḥ (disapprovate) o mubāḥ (indifferenti)".

<dirittoMusulmano>: lHADD (singolare di huddud) è un diritto o rivendicazione di Allāh, per cui, salvo ritrattazione, non è possibile alcun perdono o alcuna composizione pacifica della controversia, possibili, invece, per le altre categorie di pene. Le fattispecie punite con le huddud comprendono: l’adulterio (zina); la falsa accusa di aver commesso adulterio (qadhf); il bere vino (shurb al-khamr); il furto (sariqa); la rapina (kat’altarīk); l’apostasia (riddah); la ribellione (baghi). Tutte le pene huddud sono frutto di elaborazione successiva di pene già esistenti durante la fase pre-islamica. Per quanto concerne le punizioni previste per le offese in esame, queste consistono nella pena capitale a mezzo di lapidazione o decapitazione, il taglio delle mani o altre parti del corpo e le frustate.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 21/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: l’islam si riformi e cancelli il reato di abiura e blasfemia;

 

2018.01.29 <samnytt.se cruna> rischia il carcere in Svezia chi critica le radici della violenza islamista: Abrahamsson aveva scritto che “per comprendere la mentalità degli stupratori musulmani è necessario studiare l’Islam” perché i responsabili di questi atti talvolta ridono dicendo che è un diritto contemplato nei loro testi sacri come perseguitare gli infedeli. Abrahamsson non lesinava critiche nemmeno ai testi sacri ebraici e cristiani, pure duri contro gli infedeli, ma questi non “lapidano o uccidono alcuno” a differenza dei musulmani che ritengono i loro testi validi ora quanto lo erano 1400 anni fa.

 

↑2017.10.22 <Rai/fb Porta a Porta> «lei trova giusto che venga lapidata un’adultera?» Vedi come reagisce questa musulmana ben rosa velata. [CzzC: donna nell’islam, pene hadd, submission, male fisico mandatorio, violenza malattia dell’islam, ma ancor peggio è la persecuzione e uccisione dell’abiuro, che demolisce il pilastro della nostra dichiarazione universale dei diritti umani, art 18, diversa da quella islamica; non sia mai che io contraddica il profeta]

 

↑2017.10.03 <tempi>: Bernard Ravet e la sharia in classe: ateo e di sinistra, da 15 anni dirigente scuola media nelle banlieue di Marsiglia, alle prese con la montante islamizzazione: Mustapha, 15 anni, ... ha arringato tutta la classe dicendo che «le donne sono inferiori agli uomini, le adultere vanno lapidate, ai ladri ...». E la legge francese? «Chi segue un’altra legge rispetto a quella di Allah è un infedele». [CzzC: integrazione?]

 

↑2017.02.08 <ecn>: Il diritto islamico è il terzo grande sistema giuridico mondiale: poiché Islam significa totale sottomissione a Dio, il diritto islamico non si sottrae a questa sottomissione. Inoltre, richiamandosi nei vari a scuole o riti diversi, spesso presenti in varia proporzione nella medesima nazione, non è unitario.

Nella Sharia convivono regole teologiche, morali, rituali e quelle che noi chiameremmo norme di diritto privato, affiancate da norme fiscali, penali, processuali e di diritto bellico. Sharia significa, alla lettera, "la via da seguire", ma si può anche tradurre con "Legge divina".

Le fonti del diritto islamico sono quattro: il Corano, la tradizione sacra (sunna), l'opinione concorde e l'interpretazione analogica. A queste si aggiungono alcune fonti non canoniche, usate però di fatto nella vita giuridica degli stati islamici e sono: la consuetudine ("urf"), le decisioni giudiziarie, il decreto del sovrano ("qanun") e il pubblico interesse ("maslaba")

 

↑2006.04.14 <asianews>: Circa il 50% degli opinion leaders islamici afferma che un APOSTATA dovrebbe essere ucciso perché così è la sharia. Il tema della fitna è coranico e spesso giustifica la violenza. Ma una minoranza di circa il 15%, dice che non è giusto uccidere Rahman (afgano convertito al cristianesimo), perché a loro avviso il Corano non direbbe nulla a riguardo [CzzC: ma al tavolo trentino delle appartenenze religiose uno mi dice che non è il caso di far proclami contro questo tipo di persecuzioni].