NATALIA GINZBURG su l’Unità 1988.03.22 scrisse: se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato il crocifisso: è l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha cambiato il mondo

Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule della Scuola .. A me dispiace che il crocefisso scompaia ... Mi sembra una perdita. Se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato... II crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Testimonianza ricordata anche in <vita, libero, ilfattoq uccr riscossac>

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Pagine correlate: crocifissi nei luoghi pubblici; religione e laicità; radici cristiane; laicismo; in Uk ammessi tribunali islamici e velo ma vietato crocifisso al collo; presepefobia

 

↑2009.11.05 <fattoq> Marco Travaglio:  dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano ... Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. Da duemila anni è uno “scandalo”, l’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”). Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. ...  vedi sommario

 

↑2009.11.05 <libero>: Il Crocifisso rappresenta tutti: a lezione da Natalia. Ieri, approfittando di un viaggio a Roma ho avuto modo di leggere il testo integrale della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l'esposizione del crocifisso in classe è atto discriminante e violento. La sentenza la trovate qui, leggetela, vi renderete conto della pochezza intellettuale e morale delle 15 paginette firmate da Sally Dollé Francoise Tulkens. Anche il dibattito che è seguito alla decisione della Corte non è stato esaltante e alto ...

 

↑2009.11.02 Per la CEDU, Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, la presenza dei CROCIFISSI nelle aule scolastiche costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni". Il Governo presenta ricorso e la vincerà vedi 18/03/2011. BERSANI: «Penso che in questo delicato campo il buon senso finisce per essere vittima del diritto ... e che un'antica tradizione come quella del crocifisso non possa essere offensiva per nessuno».