modificato 12/07/2017

 

Libertà, liberismo, liberalismo

Correlati: Liberté di coscienza di espressione di educazione, libertà negativa sarebbe meglio della positiva? stato, anarchia, individualismo, capitalismo, capicomunismo, dittatura, socialismo, agenti della libertà di offendere

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Per libertà intenderei l’esercizio della possibilità di scegliere e proporre, nel rispetto dell’altrui libertà, strumenti e metodi che mi paressero più rispondenti all’esigenza di felicità, verità e significato della vita mia e di quella delle persone che mi sono date in responsabilità, compresa la libertà di azionare difesa mia e loro*.

* questo sarebbe l’unico caso di lecita offesa della libertà altrui (legittima ed immediata difesa da aggressione fisica), mentre in altri casi l’eventuale limitazione della libertà altrui dovrebbe essere delegata ad autorità giudiziaria in regime democratico, ancorché il principio di maggioranza non sia sufficiente a garantire giustizia.

Libertà, liberismo, liberalismo: è solo una questione di COME funziona o dobbiamo farci carico anche del PERCHÉ?

- LIBERTÀ in Wikip è un termine assai equivocato: agire senza costrizioni usando la volontà? Finisce dove comincia quella altrui? Deve essere conciliata con la responsabilità sociale? Dunque non può fare a meno di costrizioni/vincoli?

- LIBERALISMO in Wikip è la denominazione di una corrente di pensiero (filosofico) vedi Locke.

- LIBERISMO in Wikip è la teoria economica influenzata da quel pensiero: vedi Adam Smith, 1776 "La ricchezza delle nazioni".

La storia insegna quanto tiranni, dittature e ideologie abbiano castigato la libertà della persona: e oggi? Che la cultura liberale abbia difeso più di altre i diritti dell'individuo contro tutto (il potere economico ma anche lo stato) lo dice perfino un eccellente comunista come Bertinotti (vedi 31/08/2014), ma se è indubbiamente preferibile la libertà dei paesi liberali rispetto a quella di certi regimi ideologici o religiosi, la libertà e la felicità media delle persone sembra minacciata anche nei paesi cosiddetti liberi a seguito del radicalizzarsi del cinismo dei potentati (causa fra l’altro della crisi finanziaria, sfruttatori del darwinismo sociale con enfasi dell’individualismo) cui basta che un’azione sia funzionale ai loro obiettivi di breve periodo primariamente lucrativi anche a costo di incertezze sulle finalità di lungo periodo pro dignità delle persone anche non potenti. Cinismo o pragmatismo? Talvolta si arriva perfino a supporre che sia ingenuo e fallimentare pensare troppo alle finalità anziché farsi bastare la funzionalità (come se funzionalità e finalità fossero combinate in una relazione di proporzionalità inversa da uno strano principio di indeterminazione tipo Heisenberg): anche senza scomodare il Papa (ricordava che “se cadeva un mattone dalla torre era una sciagura, se cadeva un uomo, sotto un altro”), vedi il politologo ISAIAH Berlin (qui a data 04/09/2009) con la distinzione tra libertà positiva (definita dalla ragione) e libertà negativa (definita dalle passioni). Non così ragiona la dottrina sociale della Chiesa cattolica, secondo la quale le due entità possono mutuamente arricchirsi co-operando per il vero bene comune, che non corrisponde semplicemente all’interesse lucrativo immediato sublimato come un assoluto anziché come uno dei mezzi per il fine della felicità nell’umana dimora.

Al concetto di libertà della dottrina sociale cattolica si oppongono solitamente i potentati che, non a caso, scimiottano il capicomunismo cinese e, piuttosto che il cristianesimo, tifano le religioni con le quali pochi nababbi grondanti petroldollari possono tenere in sottomissione milioni di cittadini o quelle dove il darwinismo sociale è favorito dall’allineamento tra dignità umana e bestiale quantomeno col credo della reincarnazione.

Etica e solidarietà necessitano di sussidiarietà, se non ti basta lo stato come essenza dell’eticità

 

 

12/07
2017

<ansa >: Erdogan: l'UE non ci invita ai summit, ci fa perdere tempo, sarà confortante se ci dirà che non può accettare la Turchia nella Ue, allora noi cominceremo il nostro piano B e C. [CzzC: spero che i più saggi della Ue si rendano conto che il sultano ci tratta solo come ricattabili, fregandosene del rispetto di libertà e altri diritti umani]

09/05
2017

<cl>: cosa c’entra Violante con Carrón e Bersanelli? A partire dalla crisi del mondo nato dall'Illuminismo, discutono di educazione, libertà, ragione e dell’importanza di «parlare con chi è diverso da noi». Cronaca e video integrale del dialogo

27/08
2016

<stampa>: Marchionne: «Non possiamo demandare al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa» perché «non hanno coscienza, non hanno morale, non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è ... L’efficienza non è e non può essere l’unico elemento che regola la vita. C’è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza». [CzzC: detto da lui, fa scena, ma è da secoli che ciò dice la DsC; aggiungo che tale dovere sarebbe ancora più cogente per chi, eletto a governare, ha il potere di regolare le leggi di mercato]

06/07
2016

<fattoq>: L’Europa del futuro deve liberarsi della Nato e del neoliberismo. Con Europa si dovrebbe intendere l’ideale di unità e fratellanza fra popoli, che però in questi decenni è stato adoperato per realizzare un golpe da parte di un’élite di burocrati che hanno reso l’Europa un lager economico finanziario, in collusione con gran parte della sinistra europea. [CzzC: liberarsi dalla Nato sarebbe un’opportunità a portata di mano, costruire un’Europa su valori culturali e di solidarietà è impossibile rescindendo le radici di liberté egalité fraternité che sono cristiane più che masso-giacobine]

07/02
2016

Le nuove tecnologie ci hanno dato la libertà di non dover scegliere? Trovate l'errore e poi ditevi: per fortuna sono ancora vigile. [CzzC: ho imparato ad amare la libertà, riconoscendola a partire dalla libertà di scelta intelligente ... continua]

09/01
2016

[CzzC: non vedo contraddizione in questa libertà di Obama di opporsi alla libertà dello scriteriato commercio delle armi a casa sua: non a caso una delle catechesi più confusionarie che contestai a Galantino è quella per cui si permise di sermonare così: "il solo opporsi è sbagliato, non importa contro chi o cosa".]

24/09
2015

Dopo aver letto [infoconsapevole, tempi, beppegrillo, giornale], che stanno mandando un rappresentante dell’Arabia Saudita al vertice del Gruppo Consultivo di UNHRC (Commissione ONU per i diritti umani), ti inviterei a leggere ed eventualmente condividere e diffondere questo appello: «al vertice di UNHRC possano accedere solo rappresentanti di Paesi che hanno sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani»

03/04
2015

<tempi>: Francia, integralismo laicista. Sui manifesti non si può scrivere che si fanno concerti per «i cristiani d’Oriente». Il cartello che segnalava che i proventi sarebbero stati devoluti in beneficenza per i cristiani perseguitati è stato emendato in nome della laicità.

25/03
2015

<tempi p13>: Il nemico è il fanatismo, scrive Gopnik sul New Yorker un mese fa: «Il fanatismo è la convinzione che un’unica religione o ideologia contenga tutta la verità del mondo, e che le altre religioni debbano essere, al massimo, tollerate». L’antidoto, invece, è il liberalismo, inteso come la visione “liberal” americana, ossia «la credenza che la tolleranza non sia sufficiente, che un pluralismo attivo e assertivo sia fondamentale per una società sana». Al netto del richiamo un po’ ipocrita a tolleranza e pluralismo, il bersaglio è chiarissimo. Nel moderno eden liberale tutti sono i benvenuti, tranne chi intende offriretutta la verità del mondo”, perché in lui è il seme della violenza fanatica. [CzzC: anche se dimostrasse di sapersi sacrificare piuttosto che fare del male fisico ad inermi? Non ti pare che la violenza sia inseminata anche nel fondamentalismo laicista, non solo nel jihadismo terrorista?]

31/10
2014

Freedom House, associazione non governativa americana fondata nel 1941 da Eleanor Roosevelt (moglie del massone F.D. Roosvelt): conduce attività di ricerca e sensibilizzazione su democrazia, libertà politiche, e diritti umani e pubblica un rapporto annuale che valuta il grado di libertà democratiche percepite in ciascun paese; secondo il rapporto 2014 di FH, l'Italia è al 64º posto nella classifica della libertà di informazione, essendo un Paese giudicato semi-libero. [CzzC: da sproporzioni ed omissioni che noto nella classifica del suo rapporto, FH mi parrebbe non insensibile all’influenza di potentati]

31/08
2014

Trovo magistrale quest’analisi di Bertinotti < youtube; qui trascrizione>:

- io appartengo a una cultura (certo, faccio fatica a dirlo) che ha pensato che si potessero comprimere, almeno per un certo periodo, dei diritti individuali in nome di una causa di liberazione (per cui, va beh, se dobbiamo in un certo periodo mettere la mordacchia al dissenso, ragazzi miei, per la rivoluzione)....

- ma per intraprendere un nuovo cammino di liberazione è indispensabile riprendere il buono di liberalismo e cattoliocesimo a partire alla difesa dei diritti della persona;

- non a caso delle tre grandi componenti, liberale, comunista e cattolica, quest’ultima sembra essere l'unica  che abbia riacquistato una grande vitalità e sentire papa Francesco sembra di assistere alla presenza sulla scena del mondo di una parola profetica

20/02
2014

CMC Milano: democrazia e autonomia della politicaa: “La libertà non è garantita dalle regole ma da un popolo educato” A. de Tocqueville

04/09
2009

FUNZIONALITÀ meglio che FINALITÀ? Scientismo meglio che ragione? Libertà negativa meglio di libertà positiva? Secondo il  pensiero del politologo ISAIAH BERLIN, il metodo empirico si chiede «COME» stanno le cose, e la risposta è osservabile e misurabile; il metodo filosofico si chiede il «PERCHÉ'» e la sua risposta non sarebbe altrettanto verificabile nella realtà

- Il LIBERALISMO ha incrociato lo SCIENTISMO come «metodo», ma non il RAZIONALISMO, perché ritiene che siano le PASSIONI a muovere la RAGIONE (LIBERTA' NEGATIVA, ritenuta preferibile) e non viceversa (LIBERTA' POSITIVA, ritenuta foriera di totalitarismi e di stato etico), e che i VALORI si fondano sulla COSCIENZA INDIVIDUALE e non sulla Ragione o sulla Scienza.

- La LIBERTA' POSITIVA indurrebbe la politica a trasformare i desideri personali in diritti universali, inflazionando questi ultimi; trasformerebbe la fiscalità in redistributore di ricchezza, non come contropartita di beni e servizi erogati dallo stato, con utopia e sprechi; chi sacrifica un po' di libertà positiva, come la Cina, sta sollevando la miseria di milioni di persone, mentre gli anti-global non riescono a combattere efficacemente la povertà. [CzzC: leggi i miei commenti al riguardo di questa raggelante affermazione, che surrettiziamente attribuisce benemerenza a crudeli sacrifici della libertà e dignità della persona umana immolate sull’altare dei risultati economici, con la distratta tolleranza anche di potenti labari nostrani che battagliano imperiosamente per presunte violazioni dei diritti umani di ben altra priorità, fino a stravolgere il significato del termine famiglia come inteso da millenni inequivocabilmente nell’umana dimora].

03/10
2009

Prima ed oltre l'ECONOMIA POLITICA di Adam Smith c'era e c'è l'ECONOMIA CIVILE, di matrice italiana e in larga misura cattolica. Il termine appare per la prima volta nel 1754, con l'abate Antonio Genovesi, che lo sviluppò nell'opera "Lezioni di economia civile". Mentre l'economia politica si fonda su 2 capisaldi: il principio dello scambio di equivalenti (EFFICIENZA) e il principio della ridistribuzione (EQUITA'), l'economia civile aggiunge il principio della RECIPROCITA': vedi Luigi Einaudi a differenza della tradizione anglosassone guidata dal motto "business is business"; vedi anche la dottrina sociale della Chiesa cattolica.

19xx

Apprezzo questa citazione di Sandro Pertini su libertà e giustizia:Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io