MACHIAVELLICO: il fine giustifica i mezzi? Il nemico del mio nemico è mio amico? Cinica amoralità?

tener conto di ciò che gli uomini fanno e non di ciò che dovrebbero fare, privilegiando empirismo e principio di causa-effetto nei rapporti di forza, piuttosto che principi morali.

Prima del «Principe» di Nicolò Machiavelli i trattati sulla politica erano una sequenza di buoni precetti in cui dovevano riflettersi le azioni di chi deteneva il potere. Machiavelli insegnò, per usare le parole di Francesco Bacone, a tener conto di ciò che gli uomini fanno e non di ciò che dovrebbero fare, privilegiando l'osservazione empirica, fu un successo di scandalo. Per avere separato la politica dalla morale, il trattato (e il suo autore) divennero oggetto di obbrobrio. Vere o false che fossero le accuse, mezza Europa si strappò le vesti coprendosi gli occhi: specialmente al Nord dove, ci si riteneva più virtuosi, La singola storia del «Principe» scandaloso e di “Machiavelli mezzo Satana” è raccontata da Luigi Sampietro con la sua solita, brillante, ironia: ecco una scelta per i lettori del Sole 24 Ore della domenica <sole24h 2018.06.24>

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/09/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: moralità e moralismo; moralità su verità, reato-peccato, coscienza; il fine giustifica i mezzi?; il nemico del mio nemico; nell’individuazione del nemico l’ABC della politica, cinismo; male minore

 

↑2016.08.01 [CzzC: sarebbe machiavellico dire che è meglio una bugia al momento giusto che la verità al momento sbagliato, anche se talvolta è vero, ma è cristiano il criterio del male minore, per cui può essere meglio una mezza verità al momento giusto che la piena verità al momento sbagliato. Così comprendo il Papa che dice "se parlassi di violenza islamica dovrei parlare anche di violenza cattolica, di cattolici battezzati" ... Il Papa non può oggi dire in pubblico certe verità; noi ancora sì: spiego perché]