False flag opportunista: far sfogare l’avversa presunta reazione su finto bersaglio

Sarebbe lecito usare anche trucchi ingannevoli per depistare o depotenziare il danno che potrebbe arrivare dallo sfogo reattivo di un pericoloso avversario? In certi contesti direi sì, senza far male fisico, per legittima difesa, per il male minore. Quasi come dire “meglio una mezza bugia al momento giusto che tutta la verità al momento sbagliato”.

Il che non significa legittimare il false flag criminale, quello troppo spesso usato cinicamente per attribuire ad un avversario anche colpe che non ha, pur di renderlo tanto criminale agli occhi dell’opinione pubblica da far apparire la sua eliminazione legittima perfino se generasse massacro di inermi.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 17/04/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: dissimulazione; providet qui praevidet, legittima difesa, male minore; il fine giustifica i mezzi?

 

↑2016.08.01 [CzzC: sarebbe machiavellico dire che è meglio una bugia al momento giusto che la verità al momento sbagliato, anche se talvolta è vero, ma è cristiano il criterio del male minore, per cui può essere meglio una mezza verità al momento giusto che la piena verità al momento sbagliato. Così comprendo il Papa che dice "se parlassi di violenza islamica dovrei parlare anche di violenza cattolica, di cattolici battezzati" ... Il Papa non può oggi dire in pubblico certe verità; noi ancora sì: spiego perché]

 

↑200a.mm.gg C’è chi mi ringrazia per qualche tentativo di correzione fraterna; c’è invece chi percepisce come ostilità polemica le domande che pongo all’autore: in tal caso suppongo che l’irritato troverebbe piacevole sfogo irridermi coi quelli del suo “comune sentire” per qualche risibile errore contenuto nel mio scritto: quello sfogo depotenzierebbe la reazione diretta nei miei confronti; eccolo allora servito con pietrino al posto di petrino.

 

↑198a.mm.gg [CzzC: conoscendo il Gantt, lo si può usare anche per difendere la realizzazione di un progetto da chi avrebbe potuto avere interesse a farlo abortire. In un’azienda degli anni ’80 conobbi un funzionario F che aveva la responsabilità di un progetto importante che il suo capo-area C condivideva, ma che al suo diretto capo H non piaceva perché avrebbe preferito una soluzione/fornitore diversi; F concordò con il suo più fidato collaboratore di annotare in ritardo gli stati di avanzamento sul diagramma di Gantt del progetto (aveva un foglio appeso alla parete in bella mostra dove si coloravano le attività completate), così il suo capo H si illuse che i tempi concessi per la realizzazione non sarebbero bastati a concluderlo e, quindi, non intraprese particolari azioni di contrasto (buca di potenziale); trascorso l’80% del tempo previsto, sul Gantt le attività spuntate come concluse erano meno della metà e figurava più di una mailstone non raggiunta; F fintava preoccupazione e scoramento, mentre il suo capo H felicemente lo consolava; a due giorni dalla scadenza F chiamò i capi C ed H per la dimostrazione finale di collaudo: amara sorpresa per il capo H, che si imbufalì urlando contro alcune anomalie residue evidenziate dal collaudo sulla 4720, ma il capo area C capì che si trattava di aspetti marginali e che l’obiettivo era stato raggiunto. Il progetto si chiamò EP3 e fu il primo personal computer bancario multifunzione (con due Lu2 ed una Lu1 in context switching) pur con un sistema operativo monotasking come l’MS-DOS].

 

↑196a.mm.gg Mi raccontava mio nonno che tra il 1943 e il 1945 i bombardamenti alleati sulla nostra valle erano quasi quotidiani: la gente fuggiva nei rifugi e le bombe della contraerea facevano diventare il cielo nero. Chiesi al nonno se quella contraerea colpiva qualche aereo e se gli aerei non bombardassero le batterie della contraerea. Il nonno mi raccontò che erano rari gli aerei che venivano colpiti (ad esempio quello che cadde a La Rocca) e che la contraerea, per non farsi individuare, faceva esplodere dei fumi lontano dalle batterie, per attrarre là la reazione distruttiva delle fortezze volanti.