Amicizia: idem velle atque idem nolle? Non mi basta. Preferirei una compagnia guidata al destino.

Dalla vasta pubblicistica sul significato della parola amicizia potremmo dedurre che amico/a possa essere chi mi fosse simile o mi facesse diventare simile a lui/lei con un legame condito da affetto reciproco; ma questa simmetria, seppur ottima, mi parrebbe una condizione non necessaria né sufficiente per ciò che più ci preme nella vita:

- perché non sufficiente? La storia di fidanzati e sposati è piena di casi partiti così e finiti in dolorose e odiose lacerazioni;

- perché non necessaria? Il mio migliore amico potrebbe essere chi è capace di salvaguardare il mio vero bene e minimizzare il male che mi capitasse ancorché io nutrissi per lui avversione; esempi? Tanti genitori verso i figli, o tanti innamorati verso il coniuge traditore o tanti perseguitati che guardano i loro aguzzini come insegnò un certo Gesù “amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano”.

Mi dirai che questa non sarebbe amicizia, ma, semmai, amore asimmetrico; sarà che io non riesco a concepire una vera amicizia senza amore, e convengo che, così intesa, l'amicizia sia ben più di quanto inteso mediamente dal mondo: forse non a caso ci è stata insegnata da uno che si palesò dell’altro mondo e si lasciò crocifiggere pro nobis benedicendo anziché maledicendo. Per questo preferisco il termine COMPAGNIA, quella però di un cammino guidato al nostro destino di bene.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 08/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: amore-carità, significato delle parole; conta più il cammino o la meta?

 

↑2015.02.11 creo questa pagina rispondendo ad un amico su facebook: la condizione di simmetria motivata in sottotitolo non mi pare né necessaria né sufficiente; egli mi invita a leggere libro di Giorgio Maria Carbone Ma la più grande di tutte è la carità, ESD.

 

↑2012.06.15 testimonianza da una terremotata: «Signore si è reso presente subito attraverso una compagnia di amici».

 

↑2011.11.07 <atempodiblog>: L’amicizia è una compagnia guidata al destino.

Bisogna cercare questa amicizia.

L’amicizia non è la possibilità di sfogarsi vicendevolmente.

L’amicizia è possedere in comune qualcosa di grande.

L’amicizia è tanto più grande quanto più è grande ciò che si possiede in comune.

Perciò la più grande amicizia è possedere in comune il destino.

Una compagnia guidata al destino.

Vedi anche  <tu, o dell’amicizia>:

 

↑2011.01.09 <sole24h> studia la Chiesa, scoprirai l’umanità. La categoria sottesa a questo vocabolo di matrice greca, ekklesía, è quella della "convocazione", certo di taglio sacrale e trascendente, ma che rimanda anche a un incontro sociale. Risaliamo, così, alle radici stesse dell'antropologia che non si accontenta di aggregazioni genetiche (famiglia, clan), ma segnala l'anelito a congregazioni di altra impronta, più civile e culturale (popolo, nazione), o corporativa (associazioni, ordini) o infine spirituale e simbolica. Ecco, allora, entrare in scena la Chiesa con le sue sotto-categorie (pensiamo alle comunità monastiche).

 

↑2010.04.26 [CzzC: quando un’immagine mi paresse riduttiva per esprimere il significato di una parola importante, anche se la ricevessi da amici mi permetterei di discernere, come qui sull’immagine (un barbone col suo cane ai piedi) del “miglior amico”: è notorio che i cani ben allevati sappiano mediamente essere amici dell’uomo, e forse per questo barbone non restano tanti altri amici oltre il cane, e forse questo barbone è il miglior amico del cane; ma se chi ha redatto questa sequenza di immagini volesse farti intendere che il miglior amico di quel barbone sia un cane e non una o più persone solidali che gli fanno trovare un letto, cibo e vestiario, potresti anche supporre che sia un promoter dell’ideologia dell’antispecismo