modificato 05/12/2016

 

Soffrire e tacere non è sempre remissività ma anche saggio perseguimento della verità evitando il peggio

Correlati: conoscenza della verità con carità in dialogo con misericordia e perdono

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Dal magistero cristiano imparai la saggezza e l’opportunità del comportamento in titolo, una parte del quale oggi la psicologia (come se avesse scoperto l’acqua calda) sublima con parolone del tipo one down position, come mi spiegò un bravo docente all’UEL. Ma soffrire e tacere è una metodologia più articolata e di più vasto orizzonte applicativo rispetto a quella del suddetto inglesismo: ricordo che coraggio ebbe Rosmini di parlar chiaro, di usare rigorosamente il significato delle parole, eppure quando morì il 01/07/1855 sul letto di morte aveva lasciato all'amico Alessandro Manzoni il testamento spirituale “Adorare, Tacere, Godere”.

Annotai questa pagina negli stessi giorni della “tra il dire e il fare c’è di mezzo il domandare” e per lo stesso motivo: non paia una contraddizione.