ultima modifica il 24/11/2017

 

Letteralismo: Littera enim occidit, spiritus autem vivificat

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<treccani pensieri dizionar>: (lat. «infatti la lettera uccide, lo spirito invece vivifica»). – Parole di s. Paolo, nella 2ª lettera ai Corinzî con le quali egli intendeva affermare la superiorità del messaggio di Cristo (fondato sullo spirito, che è vita) rispetto alla legge giudaica (che è lettera scritta e cioè formulazione esteriore). La frase è talora ripetuta per contrapporre all’interpretazione letterale di un testo (norme, leggi, precetti, ...), ritenuta iperbolica e/o metaforica e/o anacronistica, l’interpretazione dell’intenzione più sensata dell’autore o un nuovo intendimento rapportato, dopo secoli, alle mutate conoscenze scientifiche e relazionali dell’odierna umana esistenza.

[CzzC: a differenza di ancora troppi islamici renitenti alla reinterpretazione moderna dei loro testi sacri, noi cristiani (e un po' anche gli ebrei) abbiamo reinterpretato la parte antica della Bibbia che, se presa alla lettera, ci presenterebbe un Dio degli eserciti tutt'altro che mite, diremmo spietato contro infedeli, dissoluti e perfino contro i loro inermi innocenti pargoletti: quasi ispirazione per Isis. Ma siccome c’è chi ancora considera alcuni cristiani come fossero dei talebani o come se tifassero ecumenismo dell’odio, potremmo cominciare a ripulire le nostre invocazioni e preghiere (anche come incoraggiamento di riforma ai fratelli islamici) da quelle espressioni tipo “Dio degli eserciti” che abbondano ad esempio nella Liturgia delle Ore: o sbaglio?]

 

 

10/02
2013

<aleteia>: perché la Bibbia non va interpretata alla lettera? Se è realmente ispirata da Dio perché non va compresa e quindi applicata così com'è? La Bibbia è una comunicazione divina, in una espressione umana, secondo quindi un linguaggio, generi letterari ed esperienze storiche profondamente connessi ad autori legati al tempo e allo spazio. Una interpretazione che si concentri solo ed esclusivamente sull’aspetto letterale del testo sacro non solo snatura questa duplicità, ma paradossalmente può giungere a esiti opposti.