Ricatti sessuali 1: prestazioni sessuali estorte sul bisogno della vittima

Sganciato il sesso dall’amore, resta poco più che il diritto della forza. L’X intentato a raggiungere un obiettivo avvalendosi di Y sa che per ottenere la prestazione attesa da Y solitamente funziona più la dissuasione (ricatto) che la persuasione: quello sessuale è uno dei contesti più frequentati dai ricattatori: in questa pagina annoto la prima delle due forme di estorsioni in ambito sessuale, mentre rimando ad altra pagina il ricatto sessuale configurato da estorsioni montate su prestazioni truffaldine.

Il bisogno dell’estorto sfruttato dall’estorsore insorge per lo più nei casi di indigenza della vittima (esigenze di sostentamento per sé o per i propri cari, dipendenze da droga, azzardopatia, debiti, schiavismo), ma talvolta anche qualcuna/o tutt’altro che indigente può cedere all’estorsione in titolo come ascensore di carriera (vedi ad esempio ambito cinematografico) e la cosa passa ormai per quasi scontata: vedo il TG 13/10/2017 h20,30 dissertare sul caso Weinstein e storie simili commentandole ripetutamente con “c’è un prezzo da pagare”, senza toni recriminatori, come a dire “così va la vita”. Pensa se il produttore fosse stato un fervente cattolico: non che manchino tra i mangiaparticole estorsori della serie in titolo, ma che ben altro stracciamento di vesti avremmo visto in TV?

E’ più frequente che i suddetti estorsori si vantino anziché vergognarsi nel loro giro, quasi che l’estorsione in titolo aumentasse il godimento di potenza che piega anche l’anima e la dignità della preda, sogghignano che “così fan tutte”, il che funziona meglio nelle culture che concepiscono la donna in soggezione, inferiore all’uomo: non sarà anche per questo che certi potenti illuminati detestano il cristianesimo preferendogli islam e induismo?

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: schiavismo, caporalato, stupri, prostituzione, ricatti in cinematografia

 

2018.02.27 <repubbl LaRadioNeParla28Feb.mp3> Collaboratori dell'Onu e di diverse ONG accusati di sfruttamento sessuale in missione. Alcuni operatori che in Siria consegnano aiuti umanitari per conto ONU e di varie ONG hanno sfruttato sessualmente donne siriane, chiedendo loro prestazioni sessuali in cambio del cibo. Lo scandalo si aggiunge alle rivelazioni di abusi sessuali che hanno toccato giganti come Save the Chidren, Oxfam, Unicef, Plan International.

 

↑2018.02.12 <ansa> si dimette Penny Lawrence, la n2 della ong Oxfam, per lo scandalo sessuale che ha coinvolto alcuni dello staff nel corso delle crisi umanitarie in Ciad e ad Haiti: <repubbl, stampa>: chi doveva soccorrere partecipava a orge ingaggiando prostitute anche giovanissime. Ma ci sarebbero anche casi riconducibili collaboratori di Save the Children (10 denunciati) e due a Christian Aid (filo Us-Uk-Il), mentre la Croce Rossa britannica risulta aver ammesso 5 casi di denunce di molestie a carico di propri volontari in patria.

 

↑2017.10.10 <repubblica vanity>: Asia Argento: "Anch'io violentata da Weinstein". Le accuse di Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie. L'inchiesta di Ronan Farrow sul New Yorker riporta le testimonianze delle donne molestate dal produttore cinematografico.

 

↑2017.07.26 <corriere>: Lavoro in cambio di sesso: nei guai un sottufficiale dell'Arma: il militare abusava delle sue vittime, poi costringeva i commercianti ad assumerle, minacciando - in caso si fossero rifiutati - controlli più serrati nei loro esercizi.

 

↑2017.02.14 <corriere>: Sesso in cambio di una promessa di lavoro «Ero così spaventata che ho ceduto». Storia di una povera 27enne sudamericana [CzzC: cbdi a processo finito]

 

↑2015.04.09 <mediasetJene>: lavoro in cambio di sesso

 

↑2010.03.10 <liberoq>: Hunziker: "Mi chiesero sesso in cambio di lavoro!" La show girl dichiara di essere stata molestata sessualmente dal talent scout Rody Mirri quando aveva 17 anni [CzzC: cbdi, perché in questo mondo c’è tanto più fiction che vero]