modificato 28/08/2017

 

What if: prevenire analizzando probabilità nei rapporti di causa-effetto

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

non solo perché prevenire è meglio che curare, ma per la RESPONSABILITÀ dell’adulto (e delle funzioni istituzionali) nei confronti di chi gli è affidato in cura e nei confronti del bene comune.

Non ci inganni l’alibi che solo nell’ambito strettamente scientifico è possibile parlare di predittività, perché la realtà descrivibile in termini probabilistici non è solo quella della meccanica quantistica, ma anche quella della vita ordinaria a partire dall’esperienza pregressa, come quando dico ai genitori che i loro figli adolescenti possono essere influenzati più dalle compagnie che dalle loro parole.

Se la prevenzione fallisce per insufficiente conoscenza dei rapporti di causa effetto, passi, anche perché è impossibile ponderare la totalità dei fattori influenti su un processo; ma più spesso fallisce perché chi pilota il processo mira ad obiettivi diversi da quelli che risulteranno prima o poi compromessi a causa o concausa della sua intrapresa, e qui sta l’inganno, sovente di connotazione

matriciale: ad esempio?

qui mi imbattei in uno che invitai a valutare l’What if, ma mi rispose che i i conti si faranno dopo;

- quasi tutte le guerre sono state intraprese col suddetto fallimento di prevenzione, anche le recenti in Iraq, Libia, Siria, a causa dell’improvvido inciucio occidentale con foraggiatori di jihadismo sunnita

- il terrorismo è principalmente frutto di foraggiatori di maestri di odio che non hanno voluto considerare i pur evidenti rapporti di causa effetto tra un’educazione all’intolleranza e l’aberrazione del verbo uccidere azionato anche contro inermi.

 

 

21/08
2017

Leggiamo che nel terremoto di Ischia <wired> ci sono stati così tanti danni, pur se con magnitudo non>4.0, anche a causa dell’abusivismo edilizio oltre che di case molto vecchie. Pietà per le vittime, necessità di denuncia della mancata prevenzione.

05/04
2016

Vescovi cattolici polacchi stanno istanziando il divieto totale di aborto in supero della legge 1993 che lo consente solo nei casi estremi (rischio vita gestante, stupro, malformazione grave). [CzzC: cari fratelli polacchi, non fatevi ingannare da intolleranti che in buona o mala fede sono funzionali al nemico dei pro-life e che vi fanno commettere un errore simile a quello in cui provò ad indurci qualche intentatore di un nuovo referendum abrogativo della 194: rafforzate piuttosto l’assistenza l’aiuto alle gestanti e il diritto all’obiezione di coscienza: perché? Continua]