Sarebbe «PERCHÉ SIAMO COSÌ TANTO VICINI AL ALLO STATO DEL VATICANO» se non si istituisce in Italia una giornata per la prevenzione dei suicidi?

sì, stando al pregiudizio fazioso che Maddalena Oliva, vicedirettrice de Il fatto quotidiano, ha mandato in onda il 26Gen2021 conducendo la trasmissione RadioRai3 Prima Pagina, sulla cui pagina facebook postai il seguente commento.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/01/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2021.01.26 Sulla pagina facebook di RadioRai3 Prima Pagina postai il seguente commento: udii stamane a <Radio3Primapagina at1h18m> la signora Rocchina Stoppelli riferire con sofferenza che sua figlia si tolse la vita a 17 anni senza apparente motivo e che è necessario rinforzare la prevenzione (ha fondato un'associazione allo scopo) per contrastare l'aumento dei suicidi (2ª causa di morte tra gli adolescenti secondo l'OMS), ma non se ne parla abbastanza. La conduttrice M.Oliva condivise la necessità che se ne parli di più, ma mise "in cauda venenum": <mp3, interiezioni e ripetizioni come in originale> «come è già avvenuto in altri paesi, penso ad esempio alla Gran Bretagna, una giornata nazionale per la prevenzione al suicidio, insomma noi su questo devo dire, forse perché siamo così tanto vicini al allo stato eeh del Vaticano, uhm, abbiamo un pochino di timidezza ad affrontare ad affrontare questi temi che invece fanno parte fanno parte della vita».

[CzzC: lasciando alla Rai valutare eventuali aspetti diffamatori o seminanti odioso preconcetto, preferisco pensare che la vicedirettrice sia andata fuori riga perché andata fuori tema, cioè ipotizzo che abbia fatto surrettizio paralogismo tra la oggettiva necessità di prevenire i suicidi e il desiderio di legalizzare l'eutanasia, questa sì non ancora sdoganata dal Magistero Petrino. La vicedirettrice dovrebbe ben sapere quanto i cattolici si prodighino materialmente e spiritualmente per soccorrere situazioni di disperazione che potrebbero portare a gesti estremi e dovrebbe sapere che statisticamente la fede stessa aiuta nelle suddette situazioni ad evitare tali gesti, come leggemmo sullo stesso suo giornale il 2019.02.01: sarebbe diversa la densità di i suicidi tra gli atei radicali e tra i fermamente credenti <fq> I primi desiderano a volte farla finita, senza troppe lamentele, ma con lucida presa d’atto che la benzina della loro anima è terminata. Una fede [CzzC per me quella cristiana] incrollabile permette di sopportare vite durissime, a testa alta, perché certi di essere solo di passaggio, destinati a rendere conto a un’alterità tutta da guadagnare; per costoro il senso del peccato frena considerevolmente gli intenti suicidari.