Subordinare la concessione della cittadinanza alla verifica del rispetto dei diritti umani

La cittadinanza italiana dovrebbe essere concessa non solo in subordine alla residenza o alla frequenza di nostre scuole, ma previa verifica che sia esplicitamente condivisa la nostra dichiarazione universale dei diritti umani (diversa da quella islamica), inclusi

- il diritto di abiura (art.18),
- la libertà di espressione (art.19) e di abbigliamento (velo),
- le pari opportunità uomo-donna,

Tale verifica (esplicita e vincolante in altri Stati) richiede accertamento incompatibile con automatismi e, guarda caso, non sarebbe chiaramente esplicitata nel dsl 2092

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 05/01/2019; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: ius soli solo se...; criteri di naturalizzazione in svizzera; pericoloso senza questa condizione verificata

 

2018.02.20 scrivo a Radio Anch’io: La spaccatura a sinistra nel PD e l'enfasi antifascista che con Boldrini vorrebbe purgare associazioni anziché i comportamenti illegali (come quelli espressi da troppa violenza di piazzaioli mascherati) a mio avviso ha a che fare con il tentativo di rivitalizzare i nostalgici del '68 nella ricorrenza di un 50esimo che vede scemata tale nostalgia ... Domanda: e se la suddetta spaccatura fosse mirata a sfruttare al meglio il 68ttino slogan dell'antifascismo, inculcato come imprinting negli immigrati africani di prossima cittadinanza, onde colmare i vuoti nelle fila dei suddetti canuti nostalgici? Continua

 

↑2018.02.04 in relazione ai crimini di Macerata concordo con <avvenire> che una predicazione ossessiva di essere invasi dai migranti è un tizzone acceso per il barile di polvere dell’odio e della paura, ma ritengo che non sia privo di responsabilità nell’alimentare tizzoni e paure anche chi trascurasse la difesa preventiva della sicurezza degli indigeni, sottovalutando il pericolo paventato dallo stesso Fr1: «l’imprudenza nei calcoli, nel ricevere di più di quelli che si possono integrare». Continua.

 

↑2018.01.14 <vatican> giornata mondiale dei migranti: il messaggio di Fr1 centrato sulle parole accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Estrapolo: il processo di integrazione «può essere accelerato attraverso l’offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria ...» [CzzC: prima di dare la cittadinanza, più della padronanza linguistica o economica è importante appurare il rispetto dei diritti umani sanciti dalla nostra dichiarazione universale, il che ben sa Fr1, ma ... continua ]

 

↑2017.12.08 <leggeSvizzera>: criteri per la domanda di naturalizzazione in Svizzera: no ius soli: servono 12 anni di residenza, ma soprattutto deve essere accertata l’integrazione con usi, costumi e ordinamento svizzeri, con esclusione di convinzioni / comportamenti dei candidati che siano contrari ai diritti e ai principi di tolleranza nei confronti di altri gruppi e/o religioni (ad es. approvazione dei matrimoni forzati, preferenza per la sharia rispetto all’ordinamento giuridico svizzero)

 

↑2017.11.10 <giornale>: io insegnante in classi multietniche, un tempo simpatizzante Pd, spiego perché no a questo ius soli: a scuola e fuori si autoghettizzano; talune loro famiglie diffidenti non li mandano nemmeno in gita. Cercano welfare più che integrazione.

[CzzC: lascio sul giornale questo commento]

 

↑2017.09.17 Ci sono anche immigrati contrari alla permissività dell’attuale ddl ius soli <interris>:  l’italianità è appartenenza culturale e non iter burocratico: se passasse questo ddl, tra 10-15 anni saremmo pieni di ragazzi di 2ª o 3ª generazione con cittadinanza italiana ma cultura non italiana, visto il senza se e il senza ma su conversioni, velo, ...

 

↑2012.11.04 traggo da Vita Trentina #43 pag 18 – Meridiani: La cittadinanza sostanziale – percorsi di convivenza. Accanto alla cittadinanza formale, ne esiste anche una "sostanziale": è quella che le comunità – e i governi locali in loro rappresentanza – possono riconoscere ai cittadini immigrati. Se n’è parlato in occasione del convegno svoltosi recentemente a Trento da titolo “Oltre la cittadinanza: identità, partecipazione e senso d’appartenenza. Il contributo dell’Euregio nelle politiche d’integrazione degli immigrati e di convivenza in Tirolo, Alto Adige e Trentino”.

L’evento è stato organizzato dal GECT (Euregio Tirolo – Alto Adige -Trentino) e dal Cinformi in collaborazione con Zemit ed Eurac.