INDUISMO INTOLLERANTE: discriminazioni e violenze contro cristiani e altre religioni, soprattutto se sostengono la dignità di donne, indifesi e dalit

Gandhi era un indù devoto tollerante e non-violento; ma poi comparve il movimento nazionalista indù col partito Bharatiya Janata che trionfò nelle elezioni 1998 e dagli scontri tra indù e musulmani, costellati da vere e proprie stragi, si è passati ai linciaggi e alle persecuzioni delle comunità cristiane, emblematiche quelle contro i cristiani dell’Orissa <missioniconsolata 2010.03> scatenate col pretesto dell’ omicidio di Swami Laxmanananda Saraswati, ancorché rivendicato da guerriglieri maoisti del People’s Liberation Revolutionary Group: i seguaci dello Swami Saraswati accusarono i cristiani che da tempo lo Swami Saraswati avversava accusandoli di mangiare le vacche sacre e di battezzare i cosiddetti «tribali», una popolazione indigena di circa 500 gruppi che insieme ai kanikar, i muthuvan, gli urali e i mala arayan sono ancora oggi considerati dei dalit, degli intoccabili, dei fuori casta: la feroce persecuzione contro i cristiani, sostanzialmente impunita, anzi a volte appoggiata dalle forze dell’ordine, fece centinaia di vittime, anche bruciate vive, senza contare abitazioni e chiese distrutte. E la persecuzione continua.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 10/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: esempi di efferatezze in India; Orissa; santità asiatica? Yoga

 

2018.05.09 <agensir aleteia avvenire> «Da quando Narendra Modi è salito al potere gli attacchi anticristiani non hanno fatto che aumentare», dice ad ACS Mons. Thomas Paulsamy, vescovo di Dindigul (Stato di Tamil Nadu). «Modi vuole trasformare l’India in un Paese esclusivamente induista»

 

↑2017.10.27 <asianews>: il governo dell’Uttar Pradesh (induismo intollerante?) aveva deciso di eliminare dalle guide turistiche il Taj Mahal (mausoleo islamico di epoca moghul dedicato all’amore eterno, 50k visitatori/die), oggi si ricrede: “Il Taj Mahal è parte integrante della nostra cultura e il governo è impegnato nella sua conservazione”.

 

↑2017.09.21 <asianews>: Madhya Pradesh: l’Hindutva contro i poveri. Chiuso l’ostello che dal 1997 ospitava studenti tribali. La polizia è arrivata con cinque jeep cariche di estremisti indù, spaventando i bambini. Sajan K George: “I nazionalisti sono contro i cattolici perché vogliono continuare a sfruttare dalit e tribali”.

 

↑2016.06.21 Fanatismo induista <asianews>: Lo yogi Adityanath, membro del partito nazionalista indù al governo e candidato ministro ha dichiarato che Madre Teresa sarebbe stata “parte di un complotto per convertire l’India al cristianesimo”. Card. Toppo: lasciateli dire, era amata da tutti [CzzC: tranne che dai fanatici induisti, massacratori di inermi]

 

↑2015.10.23 <asianews>: Delhi: intellettuali marciano per le strade contro il clima di intolleranza dell’Hindutva (fondamentalisti indù): pacifica protesta contro l’uccisione di un loro collega per le sue idee sull’adorazione delle divinità indù e di un musulmano “colpevole” di aver mangiato carne di vacca.

 

↑2010.03.01 <missioniconsolata> Violenze contro cristiani in Orissa scatenate col pretesto dell’omicidio di Swami Laxmanananda Saraswati, ancorché rivendicato da guerriglieri maoisti del People’s Liberation Revolutionary Group: i seguaci dello Swami Saraswati accusarono i cristiani che da tempo lo Swami Saraswati avversava accusandoli di mangiare le vacche sacre e di battezzare i cosiddetti «tribali», una popolazione indigena di circa 500 gruppi che insieme ai kanikar, i muthuvan, gli urali e i mala arayan sono ancora oggi considerati dei dalit, degli intoccabili, dei fuori casta: la feroce persecuzione contro i cristiani, sostanzialmente impunita, anzi a volte appoggiata dalle forze dell’ordine, fece centinaia di vittime, anche bruciate vive, senza contare abitazioni e chiese distrutte. E la persecuzione continua.

 

↑2008.10.10 Il massacro dei cristiani in Orissa era programmato da tempo: L’ondata di violenze ha ucciso finora 61 persone, fatto 18 mila feriti, distrutto 4500 case, incendiato 181 chiese. Essa è stata in apparenza motivata dall’uccisione di Swami Laxamananda Saraswati, un leader del Vhp, avvenuta il 23 agosto scorso, ad opera di un gruppo di maoisti, anche se i gruppi fondamentalisti indù da subito hanno accusato i cristiani dell’assassinio. “In realtà – spiega Raghuvanshi – fin dal 14 agosto, circa 10 giorni prima della morte dello Swami, una folla di membri dell’Rss è arrivata al villaggio di Sahasipudar minacciando la gente di violenze se avessero ancora continuato a seguire il cristianesimo. Gli estremisti hanno avvertito i cristiani che d’ora in poi la Gita [uno dei libri sacri dell’induismo – ndr] doveva essere il loro testo sacro”.