Offrire cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici? Concederla anche con percorsi di regolarizzazione straordinaria?

sì e in fretta secondo il messaggio Vaticano nella giornata dei migranti 2018, ma occorre capire e discernere.

<vatican 2018.01.14> giornata mondiale dei migranti: il messaggio della Santa Sede è centrato sulle parole accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Estrapolo alcuni stralci:

«Il principio della centralità della persona umana, fermamente affermato dal mio amato predecessore B16° ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale ... occorre sforzarsi di preferire soluzioni alternative alla detenzione per coloro che entrano nel territorio nazionale senza essere autorizzati».

- Il processo di integrazione «può essere accelerato attraverso l’offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria ...».

[CzzC: l’espressione slegata da requisiti anche linguistici pare farina del sacco segreteria CEI (quale altro stato, oltre l’Italia, potrebbe contemplare una tale slegatura?) e forse Fr1 non ha avuto tempo di ben ponderarla (lui che invece sottolinea indispensabile l’accertata integrazione perché «si può pagare politicamente una imprudenza nei calcoli, nel ricevere di più di quelli che si possono integrare)

Comunque non sarebbe la lingua il requisito più cruciale: più della padronanza linguistica o economica è importante - prima di offrire la cittadinanza - appurare il rispetto dei diritti umani sanciti dalla nostra dichiarazione universale (che è diversa da quella islamica), come fanno altri stati. Ciò Papa Fr1 ben sa (disse «un immigrato che non è integrato si ghettizza e ... entra in conflitto con un'altra cultura e questo è pericoloso), ma ciò non può dire in questo contesto: perché? Sapendo di avere una grande responsabilità verso la salvaguardia dei frequentanti le chiese cattoliche (non meno di quella degli immigrati islamici) egli per prudenza non può esplicitare qui criteri di offerta della cittadinanza che ci cautelino dalla intolleranza della cultura islamista: Fr1 è condizionato non già dai tanti islamici moderati, ma dalla potenza dissuasiva terrorista di pur minoritari islamisti:

- Fr1 ben ricorda quanto Pio XII non poté dire di Hitler tutto quel che pensava;

- Fr1 ben ricorda il B16° che a Ratisbona 2006.09.12 citò quanto si diceva a Bisanzio nel 1391 circa la violenza e la diffusione dell’islam per mezzo della spada: forse non fu cautelato abbastanza dalla sua segreteria di stato (stava cambiando da Sodano a Bertone 2006.09.15) che avrebbe potuto prevedere che ci sarebbe scappato il morto nei moti di protesta per la pontificia citazione di quel lontano ricordo, ancorché B16 avesse riferito l’espressione bizantina trecentesca precisando che era formulata con un linguaggio “così brusco al punto da essere per noi inaccettabile”.

Ma quel che Fr1 non può esplicitare, il nostro legislatore non può ignorare: basta che copi al meglio].

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 04/02/2018; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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