UMBERTO GALIMBERTI riconosce radici cristiane (ma non verità della Chiesa); analisi sociologiche cattura applausi, ma talvolta sfuocate in eziologia e terapia

Si sente che fu allievo di Emanuele Severino. <wikipedia>; filosofo, sociologo e docente universitario italiano. Traduttore e divulgatore di Karl Jaspers. Filosofia della storia, psicologia dinamica, filosofia morale. Collaboratore de Il Sole 24 Ore, La Repubblica. Nel 2011 gli è stato assegnato il Premio Ignazio Silone per la cultura.

[CzzC: commento sue pagine in ambito radici della cultura occidentale, equivoci dell’anima, verità che egli riterrebbe imposte dalla Chiesa, significato del termine famiglia, ...]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 12/10/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Fede amica della ragione; razionalità, faq, repubblicones

 

2019.08.25 riassumo <fb.video> Umberto Galimberti situazione attuale: come Roma che è caduta per decadenza dei costumi, divenuti incapaci di combattere si sono appoggiati ai barbari; siamo tra i più deboli della terra perché tra i più assistiti; il potere decisionale si è spostato dalla politica alla tecnica; la depressione non è più per senso di colpa ma per senso di inadeguatezza (perdenti / vincenti); gli immigrati arrivano invece con potenza biologica, sfidata dal pericolo di morire, e diventano imprenditori al posto dei nostri giovani; non esistono le virtù morali esistono le necessità che ti fanno virtuoso. [CzzC: Galimberti conclude con questa frase ad effetto, ma la sua eziologia è sfuocata a mio avviso, perché a farci virtuosi (o criminali) è primariamente il sistema educante basato su virtù morali (o amorali - mafia, Hitler, Isis); se è carente il sistema educante, non resta che la legge della sopravvivenza, del più forte, che fa di necessità virtù, ma come tra le bestie; la civiltà cristiana è stata frutto di un sistema educante basato su esistenti valori morali, ben più che sulla legge del più forte dettata dalle necessità, che pur c’erano; metti a fuoco meglio, caro Galimberti, cosa veramente è venuto a mancare e la cui carenza induce questo tuo Cahiers de doléances: più che la capacità di combattere, la capacità di educare con un sistema valoriale: siamo caduti in una immane emergenza educativa; ma non tutto è perduto, se riaccettiamo la sfida educativa, forse non modo Azzolina col soffocamento delle scuole paritarie].

 

↑2016.02.24 <Lib&pers>: gioiosamente ringraziano le lobbies finanziarie del cinismo libertario serie Soros anche pro utero in affitto, che, pur prescindendo dall’art5, avrebbe via libera grazie a passi degli art2 e 3 dell’attuale testo di legge, sulla cui immediata approvazione firmano oltre 500 vip del politically correct sotteso dal massoLove is love”: [CzzC: rimandando ad altro paragrafo per la lista più estesa, qui riprendo solo le firme dei personaggi che referenzio in altre pagine dei miei appunti: Vito Mancuso, Lapo Elkann, Gad Lerner, Alessandro Profumo, Asia Argento, Umberto Galimberti, Giovanni Robertini – Direttore Linus, Roberto Saviano, Oliviero Toscani, Umberto Veronesi, ...

 

↑2016.02.08 la bassezza del suo argomentare sulle adozioni gay della Cirinnà ha esaltato la ragionevolezza di Adinolfi <mblondet>: Galimberti dovrebbe essere invitato a parlare a tutti i futuri Family Day perché fa risaltare come più umane ed intelligenti le soluzioni contro cui si scaglia, che le sue. [CzzC: continua]

 

↑2016.02.05 [CzzC: creo pagina Umberto Galimberti, raccogliendo miei commenti su sue pagine in ambito radici della cultura occidentale, equivoci dell’anima, verità che egli riterrebbe imposte dalla Chiesa, significato del termine famiglia, ...]

 

↑2016.02.03 <huffingt vid>. Il filosofo Umberto Galimberti sulle Unioni Civili: «Cattolici, smettete di dire che la famiglia è fatta da un uomo e una donna» [CzzC: pongo domande all’impeditore di libertà di opinione, opinione fra l’altro conforme a risoluzione 2014.07 Commiss.ONU diritti umani a tutela della famiglia ... continua]

 

↑2016.02.03 <wikipedia>: il laico filosofo Umberto Galimberti sul fondamento greco e giudaico-cristiano dell'Occidente: egli insiste sull'inconsistenza della contrapposizione tutta occidentale fra scienza e fede, individuando come questa seconda sia in realtà l'elemento fondativo dell'intera coscienza occidentale, tutt’altro che mutuamente esclusivo con la scienza; è tuttavia importante che nessuna delle due invada il campo dell'altra. [CzzC: a Cesare quel che è di Cesare, distinzione ostica per l’islamismo, e che speriamo impari a fare l’islam moderato]

 

↑2013.09.23 <giornale>: Quanti copioni su Repubblica: non solo Saviano condannato in appello per plagio: anche Galimberti e Augias sono stati beccati a saccheggiare pagine altrui. Le prestigiose firme dell'autorevole quotidiano incappano con regolarità in spiacevoli episodi che mettono a repentaglio l'autorevolezza del quotidiano, per il quale restano idoli.

 

↑2013.05.18 [CzzC: scrivo a Luigi Bastiani che patrocina una federazione massonica avvicinante anche i cattolici: anch’io confido nella bontà di un incontro est-ovest, quello dei due polmoni della cristianità, i cattolici e gli ortodossi, guardacaso entrambi perseguitati come oscurantisti da potenti matrici, mentre più benevolenza vostra goderono i cristiani separatisi con gli scismi illuminati di anglicani, luterani, calvinisti, valdesi ... più docili alla vostra cultura dominante: citando Umberto Galimberti tu scrivi che “Jaspers ritorna al «periodo assiale» dell’umanità in cui l’Occidente ancora non si distingue dall’Oriente, perché il pensiero, nell’ápeiron o nel Tao, pensa, sotto la differenza linguistica, quella stessa cosa che poi resterà impensata nella terra della sera” ma mi pare che intendesse un’altra cosa rispetto alla vostra interpretazione de l’Oriente Eterno: forse sbaglio perché non cerco come voi pezzi di verità in compagnia di Dan Brown]

 

↑2013.01.14 Traggo da Wikipedia Galimberti e dal suo testo Gli equivoci dell'anima. In una civiltà scientifica la parola anima ci riporta agli albori della nostra storia quando religione e filosofia si contendevano il sapere. La psicologia, che sulla nozione di anima ha costruito se stessa, da tempo vuole emanciparsi da questo sfondo per essere accolta nel novero delle scienze ed entrare così a pieno titolo nella "nostra" storia. L'emancipazione avviene per rimozione dell'origine [CzzC: la cancellazione della tradizione, tanto cara anche a nostrani cadudem] e quindi con la perdita di quella stratificazione di significati che fa dell'anima una parola a tal punto equivoca da renderla solidale con i più svariati sistemi di pensiero, che a questo punto devono chiarire le loro relazioni e svelare il contenuto semantico che coprono con questa parola. [CzzC: caro Galimberti,  continua ...]

 

↑2011.04.08 <giornale>: ai clamorosi casi di copia incolla di U.Galimberti viene dedicato addirittura un saggio: «Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale» edito dall'editore Coniglio e vergato da Francesco Bucci. [CzzC: copia Augias copione?]

 

↑2011.mm.gg In che senso la tecnica dissolve l’oggettività scientifica? <traggo da Il tramonto dell’Occidente di Umberto Galimberti, cap10, Provocazione della scienza e della tecnica>: Nella microfisica, per esempio, dove la scienza è possibile solo grazie alla perfezione degli strumenti messi a disposizione dalla tecnica, l'oggettiva posizione della particella subatomica è indeterminabile [CzzC: principio di indeterminazione di Heisenberg], in quanto le condizioni tecniche dell'osservabilità alterano lo star-dicontro (Gegenstand), e quindi l'oggettività dell'osservato. A questo punto la domanda: che cos'è la natura? si converte nella domanda: che cos'è la conoscenza? L'oggettività, infatti, non riesce a costituirsi o, se è concettualmente precostituita, si dissolve, perché il livello d'esperienza è anteriore al differenziarsi di soggetto e oggetto. ... Col dissolvimento dell'oggettività uomo e natura non si fronteggiano (Gegenstehen) come soggetto e oggetto, ma le possibilità della conoscenza e il senso della natura sono custoditi e condizionati dalla modalità del reciproco disporsi. La disposizione acquista il sopravvento sui termini disposti. Soggettività e oggettività si dissolvono nella DISPOSIZIONE che li comprende e, comprendendoli, li risolve in quell'unico Bestand che è la permanente disponibilità dell'uomo alla natura, perché la natura, esponendosi, gli si dispone.

 

↑2007.09.26 Galimberti su Repubblica: L'anima. Se la Chiesa impone la sua verità. ... Dov'è finita la prudenza tomista che non concede di identificare immediatamente la fede con la verità? [CzzC: caro Galimberti, chi ha mai parlato di identificazione? Io ho sempre sentito dire dal nostro Magistero che fede e ragione sono amiche, che la fede non mette in dubbio le verità scientifiche, ma la pretesa scientifica di ridurre la realtà e la conoscenza al solo osservabile e misurabile ... continua ]