Il CONSENSO INFORMATO su gender didattica

13/07/2015 tempi>: 10 consigli del Comitato “Difendiamo i nostri figli” per aiutare mamme e papà a prevenire eventuali violazioni della priorità educativa dei genitori da parte dell'ideologia di gender nelle scuole. Tra l'altro è opportuno vagliare bene il “Pof” (piano offerta formativa) e utilizzare lo strumento del consenso informato per ciascun percorso/progetto/insegnamento piuttosto che il consenso generico.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 23/03/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: gender didattica, educaz. sessuale, Art26.3, resilienza

 

2021.03.21 <messaggero google il 12Mar all'ITIS "Marco Polo" l'attrice a luci rosse Sara Brown «gender fluid» è scritturata in un'assemblea studentesca online per una mattinata di lezione su «La pornografia. L’intimità non è un tabù, parliamone» [CzzC: mi chiedo come allo scopo sia potuto bastare il solo placet del dirigente scolastico Ludovico Arte. Ai miei tempi le iniziative didattiche con esterni (non solo le gite scolastiche) dovevano essere programmate nel consiglio di classe e collegio docenti; oggi non so, ma mi pare che esista la norma sul consenso informato, o no? Meno male che si può obiettare ancora con la pacatezza di questo articolo di Avvenire; ma quando sarà approvato anche dal Senato il Zan-Scalfarotto, si rischierà l'accusa di omofobia?]

 

↑2020.11.11 <avvenire google> Londra dice stop al 'self-id' (autocertificazione dell'identità di genere); è invece prevista una transizione medica obbligatoria, mentre il nostro ddl Zan-Scalfarotto specifica «indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione».

In Inghilterra stop anche alla formazione all'identità di genere nelle scuole, mentre per l'educazione sessuale la scuola non deve ricorrere ad agenzie di formazione esterne che utilizzano materiali miranti a suggerire che i bambini potrebbero appartenere a un genere diverso basandosi sui loro interessi, personalità, vestiti che preferiscono indossare e che se, così fosse, il loro corpo sarebbe sbagliato ed avrebbe bisogno di cambiamenti.

E da noi col ddl ZS? È stato respinto l'emendamento che chiedeva l’esplicito consenso dei genitori per la partecipazione dei minori a corsi di formazione della specie. Il sindaco di Londra è un musulmano: mi chiedo se anche in Italia dobbiamo sperare nella fermezza dei musulmani per difendere la priorità educativa dei genitori. Intanto il testo più rappresentato nelle scuole italiane è stato “Fa’afafine”, storia di un ragazzino gender fluid.

 

↑2018.11.22 <comitatoArt26, interris difendiamo lib24x7 verità orizzscuola> Arriva il consenso informato: più potere ai genitori (nel rispetto dell’Art26.3); il Miur approva una delle richieste delle piazze del Family Day: corresponsabilità scuola-famiglia nella sottoscrizione del patto educativo; possibilità di esonerare gli alunni dai progetti scolastici che non fanno parte delle discipline obbligatorie e per i quali i genitori non esprimono il proprio consenso informato (ad esempio per certa gender didattica) [CzzC: anni fa avevo segnalato che per difendere i diritti umani sui questi temi occorre appellarsi agli articoli Art.18 e Art.26.3 della nostra dichiarazione universale dei diritti umani, che difendono rispettivamente la libertà di coscienza e la priorità educativa dei genitori, mentre sarebbe controproducente tentare di abrogare 194 o Cirinnà; qualcuno mi rispondeva che la suddetta dichiarazione non ha valore legale: vedo comunque con piacere che è servita; dovremo invocarla ancora per difenderci da aggressori tipo questi o questi]

 

↑2015.10.30 [CzzC: se apprendessi che mia figlia alle elementari subisce gender didattica con stravaganti bambole per Alberto e bimbe maschie che fare? Cambiarle scuola?]

 

↑2015.08.03 Attenzione a errate informazioni sul Patto Educativo di Corresponsabilità (PEC): non si firma a settembre ma contestualmente all'iscrizione (giugno/luglio), e non è determinante al fine della libertà educativa della famiglia perché concerne aspetti tecnici della vita scolastica come le questioni della disciplina, delle interrogazioni, dei voti, etc.  Determinante è invece il contenuto del Piano dell'Offerta Formativa (POF), a cui si aderisce semplicemente iscrivendo il figlio nella scuola. Anche se avete già iscritto i vostri figli fate bene a cercare il POF sul sito della scuola e verificare se sono inseriti progetti sulla sessualità e sull'affettività, nell’eventualità che voleste comunicare alla scuola l’intento di esonerare i vostri figli da queste attività.

 

↑2015.07.31 <losai>: la  Basilicata vieta l’indottrinamento di gender nelle scuole lo riferisce anche <gayburg> con un frasario che mi ricorda l’arroganza sessantottina: La Basilicata non è più un posto sicuro per i ragazzi gay, il Consiglio regionale ha infatti approvato una abominevole mozione volta a vietare ciò che non esiste (ossia una fantomatica «ideologia gender») e ad imporre lezioni di discriminazione nelle scuole.

[CzzC: qui commento il 68ttino vietato vietare e osservo che la criminalizzazione dell’avversario con false accuse sarebbe tipico indicatore di correlazione con potenti matrici: nella fattispecie gayburg ... continua ...]

 

↑2015.07.20 <forumfamiglie #8 >: l’articolo 16 della Buona scuola contiene riferimenti all’educazione di genere: il ministro Giannini diramerebbe questa circolare per ribadire il previo consenso dei genitori sulla frequenza dei corsi extracurricolari. [CzzC: e se la gender didattica penetrasse i corsi curricolari?]

 

↑2015.07.13 <tempi>: 10 consigli del Comitato “Difendiamo i nostri figli” per aiutare mamme e papà a prevenire eventuali violazioni della priorità educativa dei genitori da parte dell'ideologia di gender nelle scuole. Tra l'altro è opportuno vagliare bene il “Pof” (piano offerta formativa) e utilizzare lo strumento del consenso informato per ciascun percorso/progetto/insegnamento piuttosto che il consenso generico.

 

↑2015.06.25 <tempi>: Via i libri “gender” dalle scuole comunali. L’educazione in questo campo compete alle famiglie: Brugnaro, neo sindaco di Venezia, promise e agisce.

 

↑2015.06.20 <ilfoglio>: Francia abbandona il progetto di gender didattica? Attualmente sono 275 le scuole coinvolte, ma Hamon avrebbe deciso di ritirare il programma, sfiancato dalle crescenti proteste dei movimenti di boicottaggio e alla luce dei problemi economici attuativi emersi dal pre-rapporto ministeriale. Hanno vinto le famiglie, che da gennaio rispondono compatte all’appello di boicottaggio pacifico (lanciato da Farida Belghoul e dal suo movimento antigender Giornate di ritiro dalla scuola - Jre) contro la gender didattica ‘L’Abcd de l’égalité’, i cui tifosi sermonano ad esempio così: “La riproduzione degli stereotipi educativi è una cospirazione della società”, “bisogna evitare che la socializzazione differenziale penetri nelle scuole”, “il lavoro di decostruzione deve iniziare dalla tenera età”, “gli stereotipi sono evidenti fin dalla materna: i bambini indossano i pantaloni, le bambine le gonne. Vedere per credere.  in Francia

 

↑2015.06.17 Gender didattica: un dirigente scolastico avvisa i genitori per far conoscere le istruzioni OMS sull’addestramento sessuale anche dei bambini della più tenera età [CzzC: complimenti al coraggio nella difesa del diritto umano sancito dall’Art.26.3 della dichiarazione universale]. Ma <ilfattoq20/06> il Miur si smarca e contrattacca invitando la preside a scrivere una lettera di rettifica alle famiglie [CzzC: fumo di gender inquisizione?].

 

↑2015.03.31 <tempi>: «Io, prof, ai corsi gender dove si insegna a non parlare di Cenerentola, ma di Cenerentolo». Un’insegnante di un convegno per operatori scolastici, dove si sponsorizzavano i giochi di ruolo come a Trieste