Il CONSENSO INFORMATO su gender didattica

13/07/2015 tempi>: 10 consigli del Comitato “Difendiamo i nostri figli” per aiutare mamme e papà a prevenire eventuali violazioni della priorità educativa dei genitori da parte dell'ideologia di gender nelle scuole. Tra l'altro è opportuno vagliare bene il “Pof” (piano offerta formativa) e utilizzare lo strumento del consenso informato per ciascun percorso/progetto/insegnamento piuttosto che il consenso generico.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 03/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: gender didattica, educaz. sessuale, Art26.3, resilienza

 

2018.11.22 <comitatoArt26, interris difendiamo lib24x7 verità orizzscuola> Arriva il consenso informato: più potere ai genitori (nel rispetto dell’Art26.3); il Miur approva una delle richieste delle piazze del Family Day: corresponsabilità scuola-famiglia nella sottoscrizione del patto educativo; possibilità di esonerare gli alunni dai progetti scolastici che non fanno parte delle discipline obbligatorie e per i quali i genitori non esprimono il proprio consenso informato (ad esempio per certa gender didattica) [CzzC: anni fa avevo segnalato che per difendere i diritti umani sui questi temi occorre appellarsi agli articoli Art.18 e Art.26.3 della nostra dichiarazione universale dei diritti umani, che difendono rispettivamente la libertà di coscienza e la priorità educativa dei genitori, mentre sarebbe controproducente tentare di abrogare 194 o Cirinnà; qualcuno mi rispondeva che la suddetta dichiarazione non ha valore legale: vedo comunque con piacere che è servita; dovremo invocarla ancora per difenderci da aggressori tipo questi o questi]

 

↑2015.10.30 [CzzC: se apprendessi che mia figlia alle elementari subisce gender didattica con stravaganti bambole per Alberto e bimbe maschie che fare? Cambiarle scuola?]

 

↑2015.08.03 Attenzione a errate informazioni sul Patto Educativo di Corresponsabilità (PEC): non si firma a settembre ma contestualmente all'iscrizione (giugno/luglio), e non è determinante al fine della libertà educativa della famiglia perché concerne aspetti tecnici della vita scolastica come le questioni della disciplina, delle interrogazioni, dei voti, etc.  Determinante è invece il contenuto del Piano dell'Offerta Formativa (POF), a cui si aderisce semplicemente iscrivendo il figlio nella scuola. Anche se avete già iscritto i vostri figli fate bene a cercare il POF sul sito della scuola e verificare se sono inseriti progetti sulla sessualità e sull'affettività, nell’eventualità che voleste comunicare alla scuola l’intento di esonerare i vostri figli da queste attività.

 

↑2015.07.31 <losai>: la  Basilicata vieta l’indottrinamento di gender nelle scuole lo riferisce anche <gayburg> con un frasario che mi ricorda l’arroganza sessantottina: La Basilicata non è più un posto sicuro per i ragazzi gay, il Consiglio regionale ha infatti approvato una abominevole mozione volta a vietare ciò che non esiste (ossia una fantomatica «ideologia gender») e ad imporre lezioni di discriminazione nelle scuole.

[CzzC: qui commento il 68ttino vietato vietare e osservo che la criminalizzazione dell’avversario con false accuse sarebbe tipico indicatore di correlazione con potenti matrici: nella fattispecie gayburg ... continua ...]

 

↑2015.07.20 <forumfamiglie #8 >: l’articolo 16 della Buona scuola contiene riferimenti all’educazione di genere: il ministro Giannini diramerebbe questa circolare per ribadire il previo consenso dei genitori sulla frequenza dei corsi extracurricolari. [CzzC: e se la gender didattica penetrasse i corsi curricolari?]

 

↑2015.07.13 <tempi>: 10 consigli del Comitato “Difendiamo i nostri figli” per aiutare mamme e papà a prevenire eventuali violazioni della priorità educativa dei genitori da parte dell'ideologia di gender nelle scuole. Tra l'altro è opportuno vagliare bene il “Pof” (piano offerta formativa) e utilizzare lo strumento del consenso informato per ciascun percorso/progetto/insegnamento piuttosto che il consenso generico.

 

↑2015.06.25 <tempi>: Via i libri “gender” dalle scuole comunali. L’educazione in questo campo compete alle famiglie: Brugnaro, neo sindaco di Venezia, promise e agisce.

 

↑2015.06.20 <ilfoglio>: Francia abbandona il progetto di gender didattica? Attualmente sono 275 le scuole coinvolte, ma Hamon avrebbe deciso di ritirare il programma, sfiancato dalle crescenti proteste dei movimenti di boicottaggio e alla luce dei problemi economici attuativi emersi dal pre-rapporto ministeriale. Hanno vinto le famiglie, che da gennaio rispondono compatte all’appello di boicottaggio pacifico (lanciato da Farida Belghoul e dal suo movimento antigender Giornate di ritiro dalla scuola - Jre) contro la gender didattica ‘L’Abcd de l’égalité’, i cui tifosi sermonano ad esempio così: “La riproduzione degli stereotipi educativi è una cospirazione della società”, “bisogna evitare che la socializzazione differenziale penetri nelle scuole”, “il lavoro di decostruzione deve iniziare dalla tenera età”, “gli stereotipi sono evidenti fin dalla materna: i bambini indossano i pantaloni, le bambine le gonne. Vedere per credere.  in Francia

 

↑2015.06.17 Gender didattica: un dirigente scolastico avvisa i genitori per far conoscere le istruzioni OMS sull’addestramento sessuale anche dei bambini della più tenera età [CzzC: complimenti al coraggio nella difesa del diritto umano sancito dall’Art.26.3 della dichiarazione universale]. Ma <ilfattoq20/06> il Miur si smarca e contrattacca invitando la preside a scrivere una lettera di rettifica alle famiglie [CzzC: fumo di gender inquisizione?].

 

↑2015.03.31 <tempi>: «Io, prof, ai corsi gender dove si insegna a non parlare di Cenerentola, ma di Cenerentolo». Un’insegnante di un convegno per operatori scolastici, dove si sponsorizzavano i giochi di ruolo come a Trieste