EMANUELE SEVERINO 1929

L'errore dell'Occidente e del cristianesimo consistono nell'essersi allontanati da Parmenide secondo il quale solo l'essere può essere pensato e definito: hanno scelto di non rispettarne l'insegnamento, hanno introdotto il DIVENIRE nel pensiero e nella storia, provocando nell'umanità occidentale un sentimento di angoscia di fronte al niente, di nostalgia, di bisogno dell'essere. [CzzC: illuminato o illuso? Pur non essendo esperto in filosofia, mi chiedo se il Severino

- non avesse potuto filosofeggiare meglio confrontando con l’esperienza l’idea dell’essere di Rosmini

- non avesse potuto studiato un po’ più di matematica, fisica e comunicazione prima di negare con cotanta sicumera la realtà del divenire: gli consiglierei di leggere alcune pagine sulla teoria dei tipi logici, richiamata dal bel libro Change di Paul Watzlawick; analogamente consiglierei a Massimo Cacciari che giganteggia il Severino].

<Wikip.> propone un ritorno al pensiero di Parmenide negando la realtà del divenire. Era docente di UniCattMI nel 1970 quando la Chiesa ritenne insanabile l'opposizione tra il suo pensiero e il Cristianesimo. Passò da UniCatt a Ca' Foscari/VE: suoi allievi furono anche Umberto Galimberti, Salvatore Natoli, Luigi Lentini, Giorgio Brianese, Davide Spanio. Insegna Ontologia fondamentale presso Univ. San Raffaele/MI. Accademico dei Lincei e Cavaliere di Gran Croce. Da alcuni decenni collabora con il Corriere della sera. Massimo Cacciari lo definisce un gigante, l'unico filosofo che nel Novecento si possa contrapporre a Heidegger. [CzzC: sarà; permettimi Emanuele di ritenere che il tuo sistema teorico mi fa pensare a quello della geometria non euclidea: un sistema di coerenze apparenti ma scarsamente produttive, tanto che al razionalmente dimostrabile preferirei un assioma indimostrabile ma ragionevole, dunque anche una verità rivelata, se questa mi permettesse meglio di vivere il centuplo quaggiù e di giudicare gli eventi con più efficacia per il bene comune: per me trattasi di una gnoseologia che non postula scissione tra sapere e credere e ritiene importante per la felicità quel volto di Dio rivelatoci da Cristo da seguire nel cammino guidato dal Magistero petrino].

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 16/09/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: socio-filosofia in dissenso graffiante contro i papasuccubi

 

2019.09.14 Lancio di un nuovo umanesimo, ma di che tipo? G.C. <cavalcoli> quello di un progetto ateo-gnostico, simile a New Age, che si potrebbe collegare con il pensiero monista-eternalista di Emanuele Severino? O l'umanesimo cristiano, quell’«uomo nuovo» nel senso della novità del Vangelo, frutto della Grazia? Più volte negli ultimi secoli sono sorti nuovi umanesimi distruttivi dell’umanesimo cristiano, come per esempio quello illuminista-massonico-marxista o quello rousseauiano o quello hegeliano.

 

↑2014.03.06 Tempi intervista a Emanuele Severino. Per capire perché la civiltà della tecnica «ha bisogno di mostrare la necessità della “morte di Dio”»

 

↑2014.mm.gg RaiTV filosofia intervista Emanuele Severino sull'idea di Europa, da ripensare: cosa sia rimasto della cultura europea e cosa è rimasto dell'idea di Europa oggi.

 

↑2013.07.04 <ilFoglio> Severino non cessa di ripetersi per darsi ragione allo specchio. Dopo la pubblicazione da Adelphi (casa editrice molto consenziente o fin troppo condiscendente) del più recente e più ripetitivo dei suoi libri “Intorno al senso del nulla”, Severino è tornato lunedì scorso a commentare se stesso in un articolo sul “Corriere della Sera”, “Il mondo nasce da un rifiuto. Niente cambia, per l’eternità”, e con  una sola colonna di stampa passa in rassegna ben 6 libri per dire che gli darebbero ragione. Egli accampa il principio logico di non contraddizione per negare la realtà del divenire: dice Severino: il giorno non è la notte. Ma noi sappiamo che il giorno diventa notte e la notte diventa giorno passando per stadi intermedi come l’alba e il crepuscolo. Dice Severino: l’acqua non è aria: eppure può trasformarsi in vapore, cambiare stato e identità e diventare aria. Lo stesso vale per il rapporto freddo caldo o vita morte. [CzzC: se avesse studiato un po’ più di matematica, fisica e comunicazione forse avrebbe stemperato la sicumera con cui nega la realtà del divenire: gli consiglierei di leggere alcune pagine sulla teoria dei tipi logici, richiamata dal bel libro Change di Paul Watzlawick; analogamente consiglierei a Massimo Cacciari che giganteggia il Severino].

 

↑2011.07.12 <studentville> La filosofia di Emanuele Severino si innesta nel dibattito ontologico avviato da Heidegger e, tuttavia (a differenza di Heidegger), si propone un ritorno all'antico pensiero di Parmenide di Elea. Per Severino la questione principale da affrontare risale alla metafisica classica e riguarda la contraddizione o meno tra l'essere e il non essere o divenire. Il filosofo affronta il problema tenendo presenti autori contemporanei quali Nietzsche e Heidegger. La tesi generale è che il peccato e l'errore dell'Occidente e del cristianesimo compreso consistono nell'essersi allontanato dal precetto parmenideo secondo il quale solo l'essere può essere pensato e definito. Scegliendo di non rispettare l'insegnamento di Parmenide e introducendo il divenire nel pensiero e nella storia, l'Occidente si è trovato in una situazione senza uscita che ha portato all'attuale dominio della ragione e della tecnica. [CzzC: te lo immagini come regredirebbe allo stadio bestiale un’umanità dominata da non-ragione, da irragionevolezza?]. Quindi bisogna ritornare a Parmenide. Il peccato originale dell'Occidente è avvenuto dopo Parmenide, quando il pensiero greco, invece di considerare soltanto l'essere, ha evocato il divenire inteso come la dimensione visibile dove le cose provengono dal niente e ritornano nel niente, dopo essersi trattenute provvisoriamente nell'essere. Il divenire diventa l'oscillazione delle cose tra l'essere e il niente: ma Severino, sull'onda dell'insegnamento parmenideo, nega l'esistenza stessa del divenire. L'impianto filosofico di Severino può essere così sinteticamente riassunto:

a) L'abbandono dell'essere parmenideo e la scelta del divenire provocano nell'umanità  occidentale un sentimento di angoscia di fronte al niente, di nostalgia, di bisogno dell'essere.

b) L'Occidente con la logica del rimedio innalza gli immutabili per difendersi dal divenire che esso ha evocato, cioè costruisce le entità (Dio) e i valori (etici, naturali, ecc. ) trascendenti e permanenti. [CzzC: nemmeno gli atei metterebbero così tra i tarocchi l’evento Gesù Cristo; non mi stupisco che il prof sia stato invitato dall’occidentale UniCattMI a trasferirsi in altra più orientale]

c) Al di sopra degli immutabili l'epistème, cioè l'essenza originaria della filosofia, la volontà  di conoscere stabilmente la verità del mondo.

 

↑2008.mm.gg Apprendo da un ex carabiniere che Mario Capanna fu raccomandato alla Cattolica di Milano nientemeno che dall’allora Vescovo di Ancona: non so chi fosse, ma lo supporrei tifoso dei conciliaristi di rottura. Da UniCatt_Mi MC venne allontanato assieme ad altri facinorosi (Luciano Pero e Michelangelo Spada) ed ora, 20 anni dopo, pretende che il rettore Ornaghi chieda scusa ai 68ttini: in tale pretesa trova appoggio da Franco Piperno, ex leader di Potere operaio mentre solidarizzano con lui, ma perplessi, Marco Boato, leader di Lotta Continua a Trento e Alfonso Gianni, dirigente di Rifondazione comunista, nonché il suo prof Emanuele Severino che divorziò consensualmente da UniCatt_MI.

 

↑1964.mm.gg Nel 1964 sconvolge il dibattito teoretico con il saggio "Ritornare a Parmenide"

 

↑1962.mm.gg diventa ordinario di Filosofia morale presso la stessa Università Cattolica di MI