PRESEPEFOBIA LAICISTA: per certi laicisti il PRESEPE negherebbe dignità umana e famiglia naturale

Il 2017.12.07 non concordai appieno con il Fusaro che identifica nel capitale la radice della presepefobia, ma la sua considerazione è servita a snidare una tipica espressione laicista di presepefobia, ad esempio quella sparacchiatagli da un certo M così: il presepe rappresenta la più violenta negazione della dignità umana e della stessa famiglia naturale. Una donna infibulata di verginità e di colpa, un vecchio senza ruolo al posto del ruolo paterno, una caricatura umiliante del padre, la negazione esatta di ogni consapevole scelta affettiva e di responsabilità genitoriale. Un figlio concepito apposta per essere trucidato nella più schifosa apologia del sacrificio umano e del figlicidio rituale. .. Ma andiamo Fusaro, che vai dicendo? Il presepe e la sacra famiglia è la perversione fatta icona come tutta la perversione cristiana. Non esiste antitesi al capitale: chiesa e capitale hanno in comune la premessa fondamentale che il proprio vantaggio si ottiene sempre a scapito di un debole! Entrambi hanno la perversione e la necessità di dividere il mondo tra prepotenti e sfruttati, tra peccatori furbi e capri espiatori.

[CzzC: per dirla con <S.Paolo> «noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ... ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini», una stoltezza che da secoli, pur con errori, alimenta una civiltà dell’amore che milioni di uomini additano anche come radice della civiltà occidentale, segnata da santi sconosciuti o proclamati come Madre Teresa. Nonostante le suddette sparacchiate laiciste, offriamo collaborazione anche alla filantropia laicista e preghiamo per i suoi “santi” promotori della dignità umana, a partire da quella della famiglia, sperando che non si limitino

- a sublimare come illuminato lo sterminio dei vandeani e dei cristeros

- a negare il diritto di un nascituro di non essere programmato a nascere per essere ceduto a due gay.

Fra due giorni un medico mio parente, da poco in pensione, va per la seconda volta in Kenia ad aiutare un villaggio privo di ambulatorio: nella sua prima andata in primavera si era beccato la malaria; porta farmaci e liberalità raccolte da pazienti e amici che assiste gratuitamente, più attinge dalla sua pensione al limite del possibile: a Suo parere, caro signor M, di benefattori così appassionati per la difesa e il sostegno della dignità umana e della famiglia, ne ravviserebbe più densamente presenti nell’insieme dei catto-cristiani o tra le persone che ne dileggiano il Credo a modo Suo? Per amore della suddetta dignità noi saremmo felici che Lei potesse rispondere “più densamente presenti nel secondo insieme”, ma Lei sarebbe arrabbiato se risultassero più densi nel primo? Per la suddetta dignità vogliamo collaborare anche con chi afferma la possibilità di un’etica senza trascendenza e/o dileggiasse la radice della nostra Etica. Senza ironia, Buon Natale!]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 06/12/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: presepefobia da capitale? Sni

 

2018.12.04 Condivido “er presepio – ve ringrazio de core brava gente” di Trilussa, col verissimo finale «La gente fa er presepe e nun me sente; cerca sempre de fallo più sfarzoso, però cià er core freddo e indifferente e nun capisce che senza l'amore è cianfrusaja che nun cià valore». Ma Trilussa, morto nel 1950, non immaginava nemmeno lontanamente la presepefobia che sarebbe poi stata montata non solo da laicisti, ma perfino da sedicenti cattolici: presumo che oggi Trilussa aggiungerebbe qualche nota in assonanza a quanto Natalia Ginzburg scrisse del Crocifisso

 

↑2018.11.17 <google umbria24> «No alla recita natalizia perché disturba le altre culture religiose presenti nell’istituto». Questa la decisione di una dirigente scolastica di Terni che, secondo quanto riferisce l’assessore alla Scuola Valeria Alessandrini, avrebbe vietato lo svolgimento di una iniziativa natalizia legata alla messa in scena di quadri viventi con protagonisti i bambini e a tema la nascita di Gesù. Una ricostruzione non accettata però dalla dirigenza scolastica. [CzzC: attenzione! La locale cultura islamica non si sente disturbata: è il nostro laicismo illuminato che accampa disturbo per alimentare presepefobia, il che faceva anche prima che islamici, induisti e diversamente credenti superassero il 20% dei nostri scolari].

 

↑2017.12.27 <ansa>: Fr1: ai nostri tempi, specialmente in Europa, assistiamo a una specie di 'snaturamento' del Natale: in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano, che spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù. Senza Gesù non c'è Natale"

 

↑2017.12.12 non mi piace il <marcelloveneziani> che, per difendere il presepe, dà dell’imbecille ai presepefobici, ma non dispiacciono le sue considerazioni per cui il presepe potrebbe essere apprezzato anche da laicisti, atei, islamici e buona educazione. Ma a me/te davanti al presepe Gesù ci chiederebbe: "queste rappresentazioni ti richiamano all'essenziale? Ti spingono ad incontrare le esigenze del cuore dell’uomo assieme ad altri uomini di buona volontà?"