CHI SONO IO PER GIUDICARE? Veramente Fr1 ha detto: «Se una persona è gay e cerca il Signore, ma chi sono io per giudicarla?»

<youtube>: Il catechismo spiega bene e dice che non si devono emarginare queste persone, il problema non è avere questa tendenza, ma fare lobby di questa tendenza o lobby di affari, dei politici, dei massoni, le lobby tutte non sono buone..

[CzzC: ritengo che questa sia una delle frasi che più saranno ricordate del magistero di Papa Fr1: riesce a coniugare mirabilmente la dignità di ogni persona umana, con la valorizzazione della ricerca di Dio e perfino del vituperato Catechismo, lanciando un segnale di umiltà e di apertura culturale che perfino la cultura dominante applaude, quella che tacerà della ricerca di Dio, ma che, dopo averlo così applaudito sulla modernità del gender, sarà in difficoltà ad ostracizzare Fr1 (come faceva contro B16) quando dirà che la teoria del gender è uno sbaglio della mente umana; ammiro di Fr1 la chiarezza catechetica coniugata con particolari doti comunicative comprese le abilità a demolire la maschera di pregiudizio montata sul volto dei cattolici.

Tanti inclini ad osteggiare il giudizio della Chiesa cantano vittoria perché questo sarebbe un papa che non giudica (ad es. qui Cattani), ed invece anche in questo caso traspare  una singolare chiarezza di giudizio: nota bene il discernimento tra il salvataggio della persona, e l’aggettivo “grave” con cui giudica i comportamenti, specialmente se lobbistici, avendo l’ardire di esemplificare citando i massoni:   il problema sono le lobby di qualunque genere, non le tendenze, si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby; il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte; il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby: di questa tendenza o d'affari, lobby dei politici, lobby dei massoni, tante lobby... questo è il problema più grave]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 10/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Fr1 sarebbe un papa che non giudica? ideologia di gender, lobby

 

2018.10.16 <amv> Il sinodo e il diluvio dell’ecclesialmente corretto. Vorrei citare la gentile signora Silvia Teresa Retamales Morales, del Cile, che sta partecipando al sinodo in quanto delegata laica: a partire dall'apertura, dall'accoglienza e dal "non giudicare" eccola arrivare al tam-tam Lgbt: gli omosessuali, dice Silvia, sono persone che “hanno gli stessi diritti che abbiamo tutti”, che “vivono la loro fede all’interno della Chiesa” e che dovrebbero “sentirsi figli di Dio, non come problemi”. Vuole che la Chiesa tolga dal Catechismo l’affermazione secondo la quale l’omosessualità è un’inclinazione oggettivamente disordinata? E allora lo si dica apertamente, senza tanti giri di parole. Almeno sarà possibile intavolare un confronto.

 

↑2014.07.01 Effedieffe.com: la teologia papale, tentativo di ricostruzione congetturale in  chiave relativista: La rivista internazionale di teologia Concilium ha dedicato il suo ultimo numero al tema: Dall’“anathema sit” al “Chi sono io per giudicare?”, a partire dalla famosa frase di Papa Francesco sull’omosessualità. Gli autori «ritengono che le formule e i dogmi non possono comprendere l’evoluzione storica, ma ogni problema vada collocato nel suo contesto storico e sociopolitico. Il concetto di ortodossia va superato, o quanto meno ridimensionato, perché, viene utilizzato come “punto di riferimento per soffocare la libertà di pensiero e come arma per sorvegliare e punire”... Essi definiscono l’ortodossia come “una violenza metafisica. Al primato della dottrina va sostituito quello della prassi pastorale …» (Concilium, 2/2014, p. 11), rivista fondata da Karl Rahner , Hans Küng e Congar, «a cui collaborano più di 500 teologi di tutto il mondo». [CzzC: commento]

 

↑2014.02.02 <tempi>: Papa Fr1 non giudica le persone omosessuali. Ma l’omosessualità sì. Leggere l’Evangelii Gaudium e scoprire che le presunte “aperture” del Pontefice sbandierate dai giornali sulle unioni gay sono categorie che proprio non appartengono alla Chiesa: continua

 

↑2013.07.29 <corriere>: a tutto campo sul volo da Rio: «chi sono io per giudicare un gay?». Su Ratzinger «e' come avere un nonno sempre in casa». <repubblica, La7, liberoq, ilfattoq, stanzevaticane>