MARINELLA PERRONI, a capo delle teologhe italiane cattoliche

La leggevo scrivere così nel nov-dic2003: «l'istituzione religiosa si capisce solo in termini autoreferenziali» echeggiando Leitmotiv L1

E nel 2013: per un pensiero teologico Gender-free: solo attraverso le donne passa la de-clericalizzazione del pensiero teologico

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 05/01/2023; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: incontri su S.Paolo 2009 nella mia città; Melloni

 

2023.01.05 funerale di Benedetto XVI: odo Marinella Perroni intervistata sottolineare l’ostilità dell’episcopato tedesco verso Ratzinger perché frenava il processo di protestantizzazione della chiesa cattolica, sul quale invece i conterranei accelerano (vedi sinodo tedesco) quantomeno su preti sposati, donne prete e benedizione delle coppie gay: si capiva dal suo tono che la teologa tifa più quelli che l’altro. Odo gettonate in Rai sulla stessa frequenza anche le interviste a Melloni: dettare la direzione del sinodo corrente per arrivare almeno ad un compromesso?

 

2013.01.26 <noisiamochiesa>: Marinella Perroni per un pensiero teologico Gender-free: solo attraverso le donne passa la de-clericalizzazione del pensiero teologico e della pratica della teologia; solo dalle donne le nostre chiese possono aspettarsi apertura verso il futuro. Per quanto mi riguarda, lasciare la presidenza non significa in nessun modo smettere di adoperarmi perché la causa delle donne incroci la teologia e la teologia faccia propria la causa delle donne. Insieme a tutte voi, con la stessa passione. [CzzC: non stupisce il gaudio di noi siamo chiesa e dei nostrani relativi tifosi; c’è del buono per quanto si possa valorizzare ancor più il femminile della Chiesa, ma temo che a certi illuminati dell’ermeneutica di rottura poco interessi ciò se non si conquistasse il l’episcopato per le donne; spero che si appaghino per la prossima decadenza del celibato per i preti]

 

↑2014.12.11 Come vede la Massoneria il suo rapporto con la Chiesa: <erasmo>: al tavolo: Bernardino Fioravanti, Ignazio Ingrao, Marco Politi, Stefano Bisi, Marinella Perroni, Alberto Melloni: questi  spiega che i quattro temi che Papa Paolo VI volle sottrarre alle decisioni del Concilio oggi sono gli stessi che Papa Fr1 sta cercando di affrontare con l’aiuto del Sinodo dei vescovi ...: ruolo e competenze del Sinodo dei vescovi, celibato sacerdotale, contraccezione ..., ruolo della donna nella Chiesa. A essi si aggiunge anche il tema della pace e della liceità dell’uso delle armi atomiche che Montini non volle che venisse discusso nell’assemblea conciliare.

 

2009.02.26 Marinella Perroni (1° di sei incontri su S.Paolo). Scrisse: l'istituzione religiosa si capisce solo in termini autoreferenziali; il patrimonio delle Scritture ebraico-cristiane si sta raccogliendo nelle mani delle donne per essere conservato e custodito. [CzzC: in preparazione alla conferenza con Marinella nella sala della Fondazione Caritro, linko il seguente articolo apparso originariamente in Servitium III, 150 (novembre-dicembre 2003) e ripreso il 07/03/2009 in <bibbiablog>la lettura femminista della scrittura”

Marinella Perroni

… la lettura esistenziale e politica della Parola di Dio fatta dalle donne o dai gruppi di donne rappresenta a volte l'unico argine al processo di progressivo e pericoloso affrancamento dalle Scritture che si sta consumando nella cristianità, soprattutto in quella occidentale, in cui di nuovo prende il sopravvento il bisogno di affermazioni ideologiche autoreferenziali. Si può parlare, rispetto alle Scritture ebraico-cristiane, di un vero e proprio analfabetismo di ritorno.

In questo tempo di diffidenza organizzata nei confronti della storia, e quindi anche di disattenzione verso i fondamenti storico-letterari di ogni tradizione religiosa, in questo momento in cui proliferano le letture fondamentaliste, a volte addobbate addirittura con orpelli pseudo-scientifici, in questi anni in cui l'istituzione religiosa si capisce solo in termini autoreferenziali, [CzzC: Leitmotiv L1 intonato ad esempio Gabriele Ferrari ] il patrimonio delle Scritture ebraico-cristiane si sta raccogliendo nelle mani delle donne per essere conservato e custodito. C'è chi in ciò riconosce proprio la controprova che la Bibbia, oggi, non è più considerata un bene prezioso: quando cade un'interdizione e le donne possono avere libero accesso a quanto era loro precedentemente precluso, significa che esso ha perso di valore. È possibile, anche perché è verificabile in tanti altri campi del vivere civile. Questi primi «cent'anni di solitudine», allora, sarebbero stati solo l'ultimo insignificante rigurgito di una modernità che cedeva ormai il passo a un mondo in cui post-moderno coincide inesorabilmente con post-cristiano. È possibile pensare anche questo. È possibile, però, anche il contrario e cioè che in questa lunga transizione epocale, le donne non stiano scrivendo l'ultima parola di un mondo che se ne va, ma la prima di un mondo che comincia. E la loro ostinata fedeltà alla Bibbia potrebbe anche essere uno dei segnali che post-cristiano non significa affatto post-biblico. Anzi. [CzzC: della serie che negare il sacerdozio alle donne significherebbe tradire il Vangelo?]