KENOSI significherebbe umiltà, demitizzazione di Dio, ma ...

Kenosi deriva da vuoto e significherebbe umiltà, demitizzazione di Dio, abbandono dell’immagine di Dio come un essere trascendente e assoluto, ispirata da una «fede prevalentemente vetero-testamentaria, che tende a mettere in secondo piano il significato della stessa INCARNAZIONE di Cristo»: il vetero-Dio era perfino vendicativo, non il Dio Padre rivelato da Gesù.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/06/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: pensiero debole, filosofia

 

2020.06.25 Avvenire pubblica 4 articoli "teologici" di Luigino Bruni che analoga metafore fino a sminuire il Deus Caritas est in un Dio antropomorfico, che piacerebbe al citato ebreo kabbalista Abraham Heschel; scrive Bruni: «conosciamo e riconosciamo Dio ... quando vediamo uomini accogliere e onorare altri uomini e donne ... comportamenti che arricchiscono anche Dio, perché ogni volta che dall’alto dei suoi cieli osserva un pastore prendersi cura del suo gregge, un ospite onorare un altro essere umano, impara qualcosa di nuovo...», [CzzC: quasi come Heschel per il quale «La Bibbia non è un libro su Dio: è un libro sull’uomo»; caro Bruni, apprezzo come azioni il tuo cristianesimo in economia, ma, auspicherei che Avvenire fosse più cauto nell'ospitare i tuoi interessi in teologia, occorrendo una capacità di discernimento che eviti quantomeno la catechesi confondente, come potresti apprendere qui da un Padre Cavalcoli un po' severo, ma non certo equivocabile].

 

↑2013.12.22 <OpusDei>: L’Incarnazione è la dimostrazione per eccellenza dell’Amore di Dio verso gli uomini, perché la Seconda Persona della Santissima Trinità – Dio – si fa partecipe della natura umana in unità di persona.

 

↑2012.01.25 Dio tra trascendenza e KENOSIS: a partire dalla seconda metà degli anni Novanta una svolta teologica segna gli sviluppi del pensiero debole di VATTIMO, che avrebbe ritrovato in se stesso una radice cristiana, riconducibile filosoficamente all’evento specificamente cristiano della «kenosis» cioè dell’abbassamento con cui Dio ha scelto di incarnarsi in Gesù Cristo e di farsi uomo: in questa prospettiva Vattimo ha accentuato una contrapposizione tra il suo pensiero e la teologia dialettica di Karl Barth in quanto teologia che afferma l’assoluta trascendenza di Dio: la kenosis non cancellerebbe la trascendenza di Dio, ma la confermerebbe nella sua enigmatica paradossalità: kenosis e trascendenza non sarebbero mutuamente esclusive.

Cavalcoli ricorda che la “kenosi”, come spiegò S.Tommaso d’Aquino, non è un assurdo “svuotamento” di Dio (questo è il significato del termine paolino kènosis), ma significa semplicemente l’umiltà di Cristo uomo, “servo sofferente”, secondo l’immagine del profeta Isaia.