modificato 23/07/2017

 

Kenosis significherebbe umiltà, demitizzazione di Dio, ma ...

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Kenosi deriva da vuoto e significherebbe umiltà, demitizzazione di Dio, abbandono dell’immagine di Dio come un essere trascendente e assoluto, ispirata da una «fede prevalentemente vetero-testamentaria, che tende a mettere in secondo piano il significato della stessa INCARNAZIONE di Cristo»: il vetero-Dio era perfino vendicativo, non il Dio Padre rivelato da Gesù.

 

 

22/12
2013

<OpusDei>: L’Incarnazione è la dimostrazione per eccellenza dell’Amore di Dio verso gli uomini, perché la Seconda Persona della Santissima Trinità – Dio – si fa partecipe della natura umana in unità di persona.2

25/01
2012

Dio tra trascendenza e KENOSIS: a partire dalla seconda metà degli anni Novanta una svolta teologica segna gli sviluppi del pensiero debole di VATTIMO, che avrebbe ritrovato in se stesso una radice cristiana, riconducibile filosoficamente all’evento specificamente cristiano della «kenosis» cioè dell’abbassamento con cui Dio ha scelto di incarnarsi in Gesù Cristo e di farsi uomo: in questa prospettiva Vattimo ha accentuato una contrapposizione tra il suo pensiero e la teologia dialettica di Karl Barth in quanto teologia che afferma l’assoluta trascendenza di Dio: la kenosis non cancellerebbe la trascendenza di Dio, ma la confermerebbe nella sua enigmatica paradossalità: kenosis e trascendenza non sarebbero mutuamente esclusive.

Cavalcoli ricorda che la “kenosi”, come spiegò S.Tommaso d’Aquino, non è un assurdo “svuotamento” di Dio (questo è il significato del termine paolino kènosis), ma significa semplicemente l’umiltà di Cristo uomo, “servo sofferente”, secondo l’immagine del profeta Isaia.