ultima modifica il 24/11/2017

 

La bibbia aveva ragione

Correlati: fede amica della ragione non fideismo, non letteralismo tipo Dio degli eserciti; Gesù è Dio? Fede/faq, riconoscere Cristo ciò che abbiamo di più caro

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Ottenni questo libro nel 1966 come premio ad un concorso di religione dove presentai una tesina sulla Divinità di Cristo: mi entusiasmò tanto che, dopo mezzo secolo, riprovo ancora quelle emozioni al solo vederne la copertina.

Ora lo potresti trovare in nuove edizioni oltre la dovizia di pubblicazioni affini.

Vedi anche storicità della Bibbia; Qumran. Attenzione: col termine Bibbia gli ebrei intendono solo quello che per i cristiani è l’Antico Testamento, mentre per questi essa comprende anche il Nuovo testamento (Vangeli, Atti, lettere, ..., Apocalisse).

I riscontri scientifici di storicità su nomi, date e fatti narrati dalla Bibbia, lasciano comunque ampio margine che permette a tanti di ritenere favole altri racconti del testo sacro, e, soprattutto, di non credere a Dio e/o alla resurrezione di Cristo: vedi Dostoevskij: “Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?”. La cultura dominante ammetterebbe le religioni con un indifferentismo che sogghignerebbe modo Odifreddi quando una religione si ritenesse più giusta di un’altra, ma, soprattutto, detesterebbe modo illuminato quella che si dichiarasse unica vera, come sarebbe quella rivelata dal figlio di Dio incarnato e vivente: vedi ad esempio come don Paul Renner si fa portavoce di tale detestazione.

La fede cristiana non è riconoscere Cristo come deduzione da riscontri razionali, bensì aderivi per corrispondenza di cuore osservando la realtà delle vite cambiate dalla sua sequela, nonostante lo schifo di quelle che si millantano cristiani pur calpestando la dignità del prossimo, soprattutto dei più deboli.

I brani della Sacra Bibbia online <LaParola, vatican>

 

 

26/03
2017

<tempi>: la parola di Dio tra i geroglifici egiziani: perché il faraone si sarebbe dovuto impressionare davanti ai bastoni tramutati in serpenti da Mosè se era un trucco usato anche dai suoi maghi? Singolare scoperta di un egittologo ... continua

06/03
2016

<fb>: “comunque per me la bibbia rimane un bel libro di favole” [CzzC: neanche il Papa prende alla lettera certe narrazioni bibliche (ad es. della serie che Dio abbia creato la donna con una costola di Adamo o che siamo tutti discendenti da Noè, perché sarebbe l'unico umano sopravvissuto al diluvio); il Papa prende alla lettera la resurrezione di Gesù, che chi non crede nella divinità di Cristo ha tutto il diritto di annoverare tra le favole analoghe alle 2 suddette; ma non sarebbe ragionevole dire che la Bibbia è solo un libro di favole, perché, riguardo a nomi, date e avvenimenti il testo sacro ha avuto finora una dovizia di riscontri scientifici più che sufficienti per dimostrare che, anche se tanti racconti biblici sono figurati, allegorici, metaforici, è tutt’altro che un libro di favole]

18/12
2014

<ilSussidiario>: una pietra di 3000 anni fa testimonia l'esistenza del re Davide: Come tanti altri protagonisti dell'Antico testamento, si è spesso discusso dell'esistenza storica di re Davide. Una pietra risalente all'inarca all'830 avanti Cristo, 150 anni dopo il periodo storico in cui si ritiene abbia vissuto, dimostrerebbe adesso l'esistenza reale di re Davide, uno dei massimi protagonisti della Bibbia. Si tratta di un pezzo di pietra con una iscrizione, adesso esposta al Metropolitan Museum di New York, iscrizione che riporta in modo evidente il riferimento della nazione di Giuda come "casa di Dande", dimostrando che in quella zona dell'attuale Israele Davide era ben noto. Secondo gli esperti, si tratta della più importante scoperta mai fatta in relazione alla Bibbia.

06/10
2011

Qumran: online i primi cinque rotoli del Mar Morto: quattro di essi fanno parte dei sette rotoli scoperti da un pastore beduino in una grotta a Qumran, sul Mar Morto, nel 1947. Il quinto, il cosiddetto Rotolo del Tempio, fu scoperto nel 1956 in una grotta a meno di un miglio di distanza. Il fotografo Ardon Bar-Hama ha scattato foto ad alta risoluzione che consente a chiunque abbia una connessione a Internet di vedere i rotoli così da vicino che si possono notare i dettagli più minuscoli dell’inchiostro e della pergamena. Google sta collaborando con l’Autorità Israeliana per le Antichità per un altro progetto di digitalizzazione che metterà in rete circa 30000 frammenti di rotoli del Mar Morto, per un totale di 900 manoscritti. La conclusione di questo progetto è prevista per il 2016.