NEGAZIONISMO (dell’olocausto, del genocidio Armeni, dei cristiani perseguitati, delle Foibe, ...)

<wikipedia> negare la verità di accadimenti storici accertati, quali un genocidio o una pulizia etnica o un crimine contro l'umanità. Spesso i negazionisti non accettano tale etichetta e in taluni casi accusano la storiografia che essi stessi negano: così ad esempio chi nega l'Olocausto cerca di essere accreditato come revisionista.

- negazionismo dell’olocausto

- negazionismo del genocidio degli Armeni

negazionismo dei cristiani perseguitati

- negazionismo delle Foibe e del dramma degli esuli istriani

- negazionismo del genocidio in Darfur

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 25/05/2019; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: dignità umana fondamento dei diritti umani; padri nobili della Soah, antisemitismo; Ataturk e la turco-massoneria

 

2019.05.22 <gatestoneinstitute> Erdogan descrive il genocidio armeno come "rilocazione ragionevole", mentre fu deportazione genocida delle popolazioni civili - principalmente donne, bambini e anziani - all'interno dell'Asia minore, inviate ai campi di concentramento e di sterminio o a morire per esaurimento, fame o epidemie. Vasileios Meichanetsidis, uno studioso di genocidio con sede ad Atene e redattore del libro del 2012, Il genocidio dei greci ottomani, in un'intervista al Gatestone Institute. [CzzC: lo studioso mi sembra attendibile anche se (e mi spiace) il Gatestone Institute è descritto in Wikipedia così: is a right-wing anti-Muslim think tank with a focus on Islam and the Middle East. The organization has attracted attention for publishing false articles and being a source of viral falsehoods]

 

↑2018.12.12 <iltascabile> Lo scorso agosto Milorad Dodik, ex presidente dell’entità serba Republika Srpska in cui ricade il territorio di Srebrenica e da poco eletto rappresentante serbo nella presidenza federale tripartita del paese, ha espresso il proposito di annullare il rapporto ufficiale del 2004 nel quale i serbo bosniaci hanno ammesso il genocidio. Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che “critica i reiterati tentativi di negare il genocidio di Srebrenica da parte delle autorità serbe”, sottolineando come questo riconoscimento sia invece un passaggio fondamentale per l’integrazione della Serbia nell’Unione Europea. Nel corso di un’intervista recente il Primo Ministro serbo Ana Brnabić ha declassato i fatti di Srebrenica a “crimine terribile, ma non genocidio”.

 

↑2018.02.10 <stampa> Antonio Vatta, presidente della Consulta regionale dell’Anvgd - l’Associazione piemontese degli esuli istriani ha accusato membri dell’Anpi di «aver avviato una dolorosa e ingiustificata campagna denigratoria, organizzando convegni e diffondendo documenti in cui negano il dramma che colpì la nostra gente alla fine della Seconda guerra mondiale». Fassino si associa «Nessuna interpretazione può cambiare i fatti: chi nega o cerca delle giustificazioni al dramma delle foibe e dell’esodo istriano, compie un errore inaccettabile».