La BABELE di significati del termine FAMIGLIA favorisce chi profitta del suo sfacelo nel montante individualismo

Per non far valere solo la legge del più forte, gli uomini si devono organizzare in uno stato di diritto, ma sorge una domanda: il  principio di maggioranza è sufficiente per fondare lo stato di diritto e il significato delle parole con cui esso si codifica?

Newsletter 2019.04.05 al gruppo di mini rassegna stampa per amici.org.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 24/04/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: la dignità della persona è fondamento dei diritti umani, ma la bulimia dei diritti individuali potrebbe far prevalere il diritto dell più forte, magari alterando il significato delle parole

 

Evoluzione dei tipi di famiglie negli USA

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Per dialogare efficacemente è necessaria la presenza di codici comuni tra i soggetti comunicanti, altrimenti sarebbe quantomeno difficile capirsi, come tra sordi: ne sarebbe prova anche la recente contrapposizione montata perfino quando si discute un tema prioritario come quello della famiglia, ancorché sia ben definita da articoli (ancora non abrogati) della nostra Costituzione (Art. 29: «famiglia società naturale fondata sul matrimonio») e della nostra dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Art.16: «famiglia nucleo naturale e fondamentale della società ... uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione»).

 

Quanto siano equivocati i suddetti codici lo si evince anche da autorevoli divergenze

- Dubbioso il Consiglio Provinciale di Trento che nel 2011, approvando la legge 307 Family audit, preferisce non definire cosa intenda per FAMIGLIA: «La famiglia è una risorsa preziosissima, per questo NON SIAMO ANDATI ALLA RICERCA di una definizione specifica di famiglia»;

- Invadendo Parlamenti e Costituzioni nazionali, il Parlamento UE nel 2012 vota «NO A DEFINIZIONI RESTRITTIVE DEL TERMINE FAMIGLIA»; per il Parlamento Ue anche quella gay è "famiglia";

- la suddetta invasività, invece, è frenata nel 2014 dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU secondo il quale la FAMIGLIA sarebbe quella naturale tra padre e madre senza citarne forme “alternative” (coppie Lgbt), anzi, respinge un emendamento dell’ultimo minuto che voleva sostituire il termine «famiglia» con la frase «famiglia nelle sue varie forme».

 

Quanto siano equivocati i suddetti codici lo si evince anche da ciniche sciatterie in opposto estremismo

- «l’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso è una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo» (Silvana De Mari è stata denunciata per questa esternazione)

- «Quello OMOSESSUALE È L'AMORE PIÙ PURO, al contrario di quello eterosessuale, strumentale alla riproduzione» (U.Veronesi).

- «occorre abolire la 194, fare come in Argentina» dove una bambina di 11 anni violentata dal 65enne compagno della nonna voleva abortire, ma i medici le impedirono di abortire per 5 settimane, poi cesareo d’urgenza;

- quelli del WCF (Congresso mondiale delle famiglie) «sono fanatici con stile medievale ... odio verso il prossimo ... vogliono che la donna se ne stia a casa a fare figli»; peraltro una senatrice del partito così esternante è andata comunque al WCF di VR (qui doc finale che Avvenire definisce libro dei sogni, ancorché «Tutti propositi lodevoli e condivisibili fino all’ultima parola, beninteso» );

- «se posso donare un rene, perché non posso prestare l’utero?» (E.Bonino); «non si possono discriminare due gay rispetto al diritto di adozione riconosciuto a due etero, ed è per questo che occorre introdurre il matrimonio per tutti con diritto uniforme alle adozioni, altrimenti una coppia gay, ancorché riconosciuta con Pacs o Cirinnà, sarebbe discriminata con un matrimonio di serie B»;

- «saresti reo di omofobia se negassi ai gay l’utero in affitto»? per gli affaristi della maternità surrogata, prima ancora che per Scalfarotto e per i Gp-Fc; analogamente potresti passare per omofobo se ritirassi il figlio da una certa gender didattica accampando coscienza, priorità educativa dei genitori o carenza di consenso informato; di analoga omofobia rischieresti accusa se disdegnassi le Poggio-Ferrari che volessero abrogare come stereotipi di gender le parole di madre e padre in atto pubblico.

 

Perfino tra le famiglie arcobaleno monta equivocità di codici:

LESBICHE CONTRARIE ALL’UTERO IN AFFITTO, maltrattate dai gay, fino allo sfratto, attaccano il Dolomiti Pride di Trento sulla Gpa: niente adesione al corteo.

Noi omosessuali-gay dobbiamo lottare CONTRO LA GPA PRO GAY, grave deriva, realizzata in nome di un individualismo esacerbato, contro ciò che nient’altro è che il tentativo di infrangere l’interdetto circa la reificazione del corpo umano.

 

Ma almeno attorno al Vaticano, stante l’autorità papale, non si equivoca sulla parola famiglia?

nell’Ago2018 alcune testate <nbq giornale> titolavano che Papa Francesco aveva detto «la famiglia umana è solo quella tra uomo e donna»,  ma in realtà Fr1 aveva detto «la FAMIGLIA UMANA come immagine di Dio, UOMO E DONNA, è una sola», cioè implicitamente ammettendo che possano intendere diversamente la famiglia coloro che non la ritengono immagine di Dio;

- pochi giorni fa alcune testate <giornale, messaggero> titolavano che Papa Francesco aveva detto «la famiglia è solo tra uomo e donna», mentre Fr1 ha detto (ed ha un significato diverso) «Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un'importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società».

 

Per il Catechismo parrebbe inequivocabile la definizione di famiglia naturale al #2207: «La famiglia è la cellula originaria della vita sociale. È la società naturale in cui l'uomo e la donna sono chiamati al dono di sé nell'amore e nel dono della vita». Davvero? Vedi quanto si prodigò questo settimanale diocesano a dimostrare cangiante (pro arcobaleni?) il termine “naturale”, e come si prodigò pochi giorni fa a pubblicare inconfutate contro il suddetto WCF di VR le graffiate (contrastare questa convocazione a carattere violento che propone la "famiglia naturale" come un idolo prigione delle donne, costrette nel ruolo di macchine riproduttive) del neonato Osservatorio interreligioso sulla violenza contro le donne, Osservatorio che non pare graffiare parimenti i regimi che perseguitano le donne che sposassero un infedele o le lapidassero adultere o dove rapissero le infedeli per convertirle con violenza.

 

Dopo tanto Cahiers de doléances sulla carenza di codici comuni, concludiamo che il dialogo è impossibile? No. Ammiro la suddetta accortezza del Papa

- è consapevole che il relativismo non si contrasta con l’assolutismo, bensì col dialogo

- egli afferma quanto è inequivocabile nel codice del cattolico, ma non sbatte la porta in faccia a chi quel codice non usa,

- sa che nell’immane ospedale da campo sempre più affollato anche dai rottami di “famiglie naturali” (perfino di consacrati) occorre cercare la collaborazione di tutti per far sostenere non solo idealmente e pastoralmente, ma anche economicamente la famiglia

- ci invita a diffidare di chi usa toni di attacco e contrattacco, irridenti delegittimazioni, strumentalizzazioni partitiche.

Non si tratta di accomodarsi sul politicamente corretto o sul volemose ben, ma di prendere posizione sulle priorità in stretta connessione con l’esperienza («sul tema famiglia paghiamo un ritardo tanto incredibile quanto ingiusto»; vedi al confronto l’aiuto alla famiglia in Francia; ho appreso 3 settimane fa a Madrid che in quella città gli asili nido sono gratis.

 

Che posizione prendo personalmente? Se non si fosse già capito, eccomi:

- cerco di essere fedele a piccoli gesti di caritativa che permettano un respiro di sollievo a genitori in difficoltà

ho snidato burattinai che ordivano un goffo tentativo di reiterare il referendum abrogativo della 194, mentre auspico che sia sviluppata la prevenzione degli aborti che la gestante volesse evitare qualora trovasse più aiuto, anche economico/lavorativo;

- detesto le scelte politico-economiche che da mezzo secolo hanno privilegiato i diritti individuali rispetto alla famiglia, sfruttando invece la famiglia fino allo stremo per assorbire disoccupazione, disabilità, dipendenze, con penalizzazione lavorativa delle madri, soprattutto che non siano pubbliche dipendenti;

- detesto l’ipocrisia dei potenti occidentali che, per interessi pecuniari e/o strategici dissimulano la complicità con regimi omofobi che lapidano i gay, come il Brunei (membro del Commonwealth che significherebbe comune benessere) e con regimi che violano i diritti delle donne con nefandezze della serie sopra accennata;

- mi opporrei a chi volesse sottrarre a due gay un bambino che si fosse già loro affezionato, ma anche a chi volesse imporci la liberalizzazione dell’utero in affitto con la scusa che altrimenti discrimineremmo il residente che avesse sfruttato tale pratica altrove con legislazioni più permissive

- mi opporrei a chi tacciasse di omofobia la mia libertà di espressione e di coscienza con la quale sostengo:

  - il diritto per un concepito di non essere programmato a nascere per essere ceduto a due gay, costasse che, così, ai gay possa essere riconosciuto solo un matrimonio di serie B

  - il principio di precauzione

  - la priorità educativa dei genitori e il dovere del consenso informato

  - la difesa dei termini madre e padre in atto pubblico.

 

Ringrazierei eventuale correzione fraterna che mi usasse chi la intendesse lealmente reciprocabile.

Ciao.

 

P.S.: mi chiedi che c’entra il profitto citato in titolo? Non vorrei dilungarmi troppo, ma osserviamo qualche indicatore: i potenti che più etichettano come “diritti civili” il matrimonio per tutti onde sdoganare l’utero in affitto, sono assai correlati con quelli che con armi, finanza e mass-media più pilotano il consenso delle masse, trasformandole in somma di individui sempre più sfruttabili anziché popolo con legami di fraternità-solidarietà foriere di resilienza rispetto alla submission: non ti verrebbe di dar ragione a quel comunista che definiva “armi di distrazione di massa” la suddetta ideologia di gender?

 

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