Superare EQUIVOCITÀ del termine FAMIGLIA (ricorrendo a codifica tipo ANSI/IEE?)

Vediamo ripetutamente sconfitte, ad es in sede istituzionale UE, tante persone di buona volontà intentate al bene comune, spiazzate con equivoci significati di termini importanti, come FAMIGLIA, da interventi legislativi in merito; il campo del confronto è dominato da potenti che impongono estensione del significato del termine FAMIGLIA rispetto a quello che per millenni fu inteso senza equivoci dalla stragrande maggioranza degli esemplari di specie umana. Ma nel 2014 l’ONU respinse il tentativo di definire famiglia aggregazioni alternative a quella naturale: un emendamento dell’ultimo minuto, che voleva sostituire il termine «famiglia» con la frase «famiglia nelle sue varie forme» è stato infatti respinto dalla maggioranza delle nazioni che siedono all’interno dell’organismo.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 26/10/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: alterato dall’ideologia di gender che impone cangiante la legge naturale; definizioni restrittive; e se rifondassimo?

 

2018.08.11 <nbq giornale> il ministro irlandese per l’infanzia e la gioventù, Katherine Zappone, contesta le parole di Fr1la famiglia umana è una sola, uomo-donna”, ancorché Fr1 abbia detto, in realtà, «la FAMIGLIA UMANA come immagine di Dio, UOMO E DONNA, è una sola», cioè implicitamente ammettendo che possano intendere diversamente la famiglia coloro che non la ritengono immagine di Dio.

 

↑2014.11.06 <corriere> cari genitori, l’educazione va insegnata in famiglia [CzzC: termine equivoco]: risposta di una maestra all’intervento di Federica Mormando sui doveri/poteri delle maestre e quelli dei genitori. [CzzC: e chi educa i genitori? Il fai da te che magari <corriere> non va tanto oltre l’uso dello smartphone? O il Sindaco che registrò la loro unione più o meno matrimoniata, posto che ci sia stata?]

 

2012.12.13 Lessi da Avvenire «Aborto e nozze gay, diritti Ue» e commentai come segue.

La risoluzione dell’Europarlamento spacca i deputati. «No» del Ppe

DA STRASBURGO

Suscita polemiche e perplessità la risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo sul rispetto dei diritti umani dell’Ue ...   In sintesi, il Parlamento prende una posizione netta sul cosiddetto “diritto di aborto” e sulle “nozze gay”. Materie su cui esistono forti riserve non solo religiose ma anche etiche, perché «ribaltano il concetto di matrimonio – inteso come unione di un uomo e una donna – e appaiono in contrasto col diritto alla vita fin dal suo concepimento», spiega l’eurodeputato del Partito popolare, Carlo Casini.

[CzzC: temo che il termine famiglia sia stato colonizzato dalla illuminata cultura dominante con un significato così allargato che rende i tentativi di restringerlo perdenti sul piano logico prima ancora che etico. E il perno della questione non è costituito dagli orientamenti sessuali dei partners adulti, bensì dai diritti umani del soggetto più debole, il nascituro predestinabile.

Ai tanti che avrebbero votato come il PPE suggerirei di provare a spostare il target del confronto sul terreno dei diritti umani dai più forti ai più deboli.

Un concepito ha o no il diritto di non essere programmato a nascere per essere ceduto a due gay? Esiste al riguardo un principio di precauzione? Come è evidente il fallimento dei tentativi di contrastare l’istituzione di registri comunali per le coppie più variegate, analogamente pare inefficace il tentativo di frenare legiferazioni su pacs, dico et similia, nonché di contrastare i reiterati statements of direction UE intentati ad estendere la neocolonizzazione ideologica del significato del termine famiglia, col favore delle attuali maggioranze (udranno altri Leitmotiv i nostri nipoti sotto relative maggioranze islamiche) comprensive di anglicani, luterani, Valdesi e cattolici protestantizzati (non Ortodossi).

L’assegnazione di un neonato ad una coppia gay configura (ad avviso mio e di miliardi di altri umani di qualunque credo) una violazione dei diritti umani (trattasi di indifeso), mentre non mi pare che violino i diritti umani le coppie, anche gay, che firmano davanti al Sindaco per attingere una benedizione civile della loro affettività, a meno che non si tratti di una firma surrettizia per carpire il nulla osta a commettere la suddetta violazione contro cuccioli d’uomo.

Come sempre quando la situazione si complica occorre migliorare la selezione delle priorità: si concentrino le energie sui diritti più minacciati e meno tutelati, pianificando un progetto proattivo, non reattivo che conduca

- a far tutelare a livello UE il diritto di un concepito di non essere programmato a nascere per essere ceduto a due gay (per la maternità lesbo occorre discernere)

- che prepari la mossa successiva nel caso che i tifosi dei suddetti illuminati bocciassero questo provvedimento UE: ad esempio si potrebbe ricercare un accordo con le varie religioni del mondo per fissare una definizione inequivocabile del termine famiglia con lo stesso rigore delle norme ANSI, IEE, ..., in modo che altri stati possano legiferare con chiarezza di intenti e di significato sottraendosi all’equivoco coloniale con cui li soggiogano i suddetti tifosi e, a quel punto, tali stati potrebbero anche destarsi dal torpore del passato, precisando meglio la normativa al riguardo del matrimonio civile della coppia eterosex che si assume pubblicamente la responsabilità di procreare ed educare futuri cittadini, questo sì comportamento di rilevanza pubblica rispetto agli orientamenti sessuali individuali e dunque meritevole di menzione costituzionale e di trattamento privilegiato rispetto ad altre forme di relazioni affettive pur degne di tutela giuridica da codice civile e ferma restando l’attenzione a non discriminare i minori, qualunque sia il modo con cui sono nati.

Questa serietà nel valorizzare la responsabilità di procreazione ed educazione di futuri cittadini è l’essenza giuridica del matrimonio civile e va declinata con coerenza anche a costo di negarlo

- a coppie al di sopra o al di sotto di una certa età

- a coppie che non superassero un minimo esame di idoneità

perché si tratterebbe di limiti connessi all’esercizio della suddetta responsabilità, che dovrà essere dichiarata in impegno pubblico non facilmente svincolabile, anche a costo di soprassedere ai diversi significati religiosi del matrimonio.

Se non si facesse chiarezza terminologica, continueremmo a fare battaglie di facciata perdenti rispetto ai dominatori del significato delle parole in campo, i quali si arrogano il diritto della forza (più che la forza del diritto) di ridefinire il significato dei termini con cui stiamo discutendo; sarebbe come se in ambiente tecnologico qualche superpotente cambiasse il significato dei termini codificati ANSI, IEE, ... ... ].