L’etichetta ‘omofobia’ è ormai utilizzata come una sorta di clava

Traggo l’espressione in titolo da <tempi 2018.01.19> formulata da Introvigne e convengo con lui sulla contraddizione di quegli oligopoli informativi che esibiscono "Je suis Charlie” per affermare l'assoluta libertà di espressione, fosse pure in vilipendio di simboli religiosi, ma poi eccepiscono quando si parlasse della famiglia, e criminalizzerebbero come omofobo chi non volesse quel matrimonio di serie A per i gay che affermerebbe il diritto di programmare un concepito a nascere per essere loro ceduto.

Trovo pacata e arguta l’osservazione finale di Introvigne a proposito del ragazzo salito sul palco del convegno modo destruens più che construens: «l’interruzione è durata meno di due minuti ... sorridevo perché ho visto che il ragazzo è salito sul palco insieme ad un giornalista de “Le Iene” ... l’episodio del ragazzo e il contenuto della domanda sul foglietto sono apparsi sul sito di Repubblica meno di un minuto dopo l’incidente. Ora, o i giornalisti di “Repubblica” sono così bravi che in un minuto riescono a scrivere un articolo dopo un incidente che li ha colti di sorpresa, oppure le cose sono andate un po’ diversamente».

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 15/06/2020; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: matrimonio di serie A per i gay perorato dall’ideologia e didattica di gender, auspicato dai filo-Scalfarotto fosse anche contro gli Art.18,19,26,3 dei diritti umani; anche grazie a UNAR?

 

2020.06.10 <yt> legge penale contro la omotransfobia? Se il disegno non viene modificato, l’attuale configura una minaccia alla libertà di coscienza, di opinione, di religione, di associazione, di educazione. Rischieremo di vivere nella paura di essere penalmente accusati di omofobia. Sostieni che i bambini hanno diritto di crescere con una mamma e un papà? Sei omofobo. Sei contrario alle adozioni gay o contro l’u2g? Sei omofobo. Sono numerosi i casi di condanna nei paesi dove vigono leggi analoghe a quella che qualcuno vorrebbe anche in Italia. <fc> Con la scusa di riempire un finto vuoto normativo contro chi discrimina omosessuali e trans, il disegno di Legge Zan-Scalfarotto condanna chi difende i valori della famiglia- dice il vescovo Suetta [CzzC: Condivido, ma di che famiglia stiamo parlando? I tifosi di Scalfarotto la intendono diversamente da Lei, caro mons. Suetta e impongono la loro ideologia anche col trucco di alterare il significato di parole (mamma, papà, famiglia naturale) che, inequivocabili da millenni, ora vengono umiliate come stereotipi da scardinare; che direbbe, mons. Suetta, a quei capi rubrica di settimanali diocesani che ci catechizzano sulla "legge naturale cangiante? Ovviamente tifosi di cui sopra]. <avvenire> discutiamo della legge con laicità e rispetto.

 

2018.01.16 <tempi> Repubblica spara balle sul convegno che mira a criminalizzare come “omofobo”. Ma i fatti sono testardi: un bel capolavoro di ingegneria ideologica: un pretesto montato sopra una balla per coprire un proprio pregiudizio.

 

2018.01.12 <tempi> La fatwa di Repubblica contro il «convegno omofobo». Tutte balle. Siamo in Italia o in Pakistan? Il 2015 è iniziato con una fatwa, quella di Repubblica, che dal 3Gen insiste negli strilli secondo cui organizzare convegni per parlare di famiglia è diventatoomofobo”.