Je suis Charile – je ne suis pas Charlie

- Non esibirei insegne JE SUIS CHARLIE, perché ci sono ben altri simboli di libertà in difesa della dignità della persona umana con cui mi identificherei, a partire da quelli cristiani;

- non esibirei magliette JE NE SUIS PAS CHARLIE, perché ci sono ben altri simboli di offesa, anche cruenta, alla suddetta dignità, dei quali dovrei negare accostamento con la mia identità, a partire dai servitori di mammona induttori di disastri umanitari.

Solidarizziamo con i familiari delle vittime di Charlie-Hebdo, condanniamo il male fisico inferto per qualunque ragione che non sia la legittima immediata difesa di chi ti è affidato in custodia, contrastiamo legalmente i maestri di odio orditori anche dalle nostre parti, che non sono solo gli allevatori di terroristi, ma anche quelli che attentano a fondamentali diritti umani come la libertà di coscienza/educazione e che si stanno accanendo anche contro la libertà di espressione che osasse invocare il principio di precauzione pro nascituro onde frenare l'abuso di uteri in affitto da parte di coppie gay.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 21/01/2018; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: Charlie-Hebdo; art18,19e26.3 della dichiarazione universale

 

↑2015.10.09 <corriere, leggo, tempi>: l’agente della libertà Charlie Hebdo abusa della sindrome di down (la figlia down nascosta da De Gaulle) per ironizzare la politica Nadine Morano. [CzzC: tale aberrazione (ma ne vedremo di altre da quelle illuminate fonti) pare logica e conseguenza di quanto previdi il 15/01/2015: grazie Taubira per la lezione di “civiltà” che ci passate coi i vostri simpatici lumi: continua ... ]

 

↑2015.03.gg Liberte' Egalite' senza Fraternite'? Scrivo un articolo su Comunità in cammino, a partire da questa riunione di catechesi.

 

↑2015.02.01 Rispondo a FDg: la libertà di espressione non è un valore assoluto, è limitabile da altri valori, come ad esempio il rispetto della razza e della dignità delle altre persone, anche perché c’è la fraternite’ da non dimenticare affermando liberte’ ed egalite’.

 

↑2015.01.28 Il RISPETTO non si pronuncia, si dimostra ... Ieri sera supportavo la catechesi per i genitori di 4ª sul tema della libertà, anche in riferimento alla libertà di opinione discussa sul caso Charlie-Hebdo, la cui libertà di satira qualcuno difendeva ad ogni costo onde evitare censura, mentre qualche altro invocava il RISPETTO come valore che dovrebbe limitare la libertà di stampa. Impasse? No: dipende da che oggetto diamo al RISPETTO, perché ... continua.

 

↑2015.01.10 apro questa pagina in risposta a commenti su facebook

 

↑2015.01.08 <vita.it> Francia: dalla libertà di espressione alla libertà di oppressione? Il preside di una scuola primaria, manda un ragazzino di 8 anni in caserma, per un interrogatorio di polizia con l’accusa di apologia di terrorismo, perché alla domanda «Êtes-vous Charlie?» Ahmed, 8 anni, ha risposto no, lui non si sente Charlie, perché «hanno fatto la caricatura del Profeta. Io sono con i terroristi». Evidentemente la libertà d'espressione non vale per questo bambino e nemmeno la libertà di essere quello che è, ossia un bambino al quale le cose vanno spiegate, non imputate. Il Ministero dell'Educazione ha confermato tutto, aggiungendo che una denuncia è stata sporta anche contro il padre del bambino. L'uomo, arrivato a scuola, se lo voleva riportare a casa, ma sarebbe entrato nell'istituto senza autorizzazione.