Giorgio Bianchi Photojournalist: coraggiosi reportages per sgamare la neutralizzazione dell’informazione e il framing azionati dal mainstream

fotoreporter dalla Siria e dall’Ucraina. Però da riconsiderare dopo la sconsiderata invasione dell'Ucraina da parte di Putin

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 07/04/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: mass media, comunicazione, potenti matrici del mainstream, censura, bavaglio dissuasivo, oligopoli, Maître à penser

 

2018.05.01 <repubblica rai saker youtube> Kiev, interrogato ed espulso il giornalista italiano Giorgio Bianchi (quello del reportageDonbass stories - Spartaco e Liza” con il quale ha vinto lo Spot light award del Festival della fotografia etica) giornalista italiano che nel 2015 era stato nel Donbass e voleva assistere alle celebrazioni commemorative a Odessa per le 48 persone morte nel 2014 nel rogo <youtube> della Casa del Sindacato. La presidente della Hope Association: "Forse vogliono accusarlo di sostegno ai terroristi"

 

↑2018.01.31 <thesubmarine> L’impossibile normalità della guerra, Donbass Stories di Giorgio Bianchi

 

↑2017.04.10 <sakerit>: Propaganda di guerra e menzogne mainstream: intervista a Giorgio Bianchi, fotoreporter dalla Siria e dall’Ucraina: parlavo con un giornalista della vecchia scuola del Sole 24 Ore, il quale era esterrefatto della solerzia con la quale alcuni sui colleghi si erano affrettati a stigmatizzare ed etichettare fatti impossibili da verificare sul momento. E’ la morte del giornalismo. Nel momento stesso in cui accetti di rimbalzare notizie senza verificarne le fonti e l’attendibilità e senza un’adeguata analisi, da organo di informazione ti trasformi in organo di propaganda. La tecnica è quella del framing,  ... continua