modificato 22/07/2017

 

Lilli Gruber 1957

Correlati: cultura dominante, sessantonite

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<wikipedia>: liceo linguistico alle Marcelline di BZ, giornalista  RAI, Ulivo/Europee/2004 PSE. Dal 2008 conduce Otto e mezzo su La7. Nel 2004 definì «resistenza irachena» gli attentati che sconvolgevano l’Iraq dopo la caduta di Saddam.

E’ nella lista degli invitati italiani all’annuale meeting Bilderberg nel 2012, 2013, 2015 ...

 

 

12/05
2017

<tiscali.vid 8emezzo>: Ferruccio De Bortoli ex dir Corsera e del Sole 24h intervistato da Lilli Gruber per l'uscita del suo libro "Poteri forti (o quasi)" rilancia le accuse sul caso banca Etruria. "La vicenda di questa banca è una storia di massoneria". MPS è stato rovinato dalla massoneria toscana?

10/09
2015

<adnkronos fb>: Ignazio Marino in trasmissione con la Gruber dice che era ai Caraibi perché minacciato di morte. [CzzC: sono tanti gli uomini politici che hanno ricevuto minacce, e qualcuno le ha pure subite in corpo, non solo per lettera anonima; mentre auspico che a Marino sia data adeguata protezione, mi pare che abbia trovato la compagna giornalista giusta per pubblicizzare l’ipotetica cospirazione ai suoi danni, memore di averla applaudita quando definiva resistenti i terroristi iracheni del dopo Saddam; vedi che potenza manipolatoria ha l’alterazione del significato delle parole! Come quando i massoni definivano amabilmente cospiratori i terroristi funzionali ai loro progetti]

08/06
2015

<huffington>: Meeting Bilderberg 2015 in Austria, cinque italiani tra i superpotenti: 3 conferme e 2 ritorni: oltre a Mario Monti e Franco Bernabé, che siedono nel comitato direttivo dell'associazione considerata fra la più influenti ma anche segrete del mondo, e al presidente di Fca John Elkann (che era stata la new entry del 2014) per l’Italia ci sarà Lilli Gruber (già invitata nel 2013 e in un certo senso sostituisce la collega Monica Maggioni) e l'imprenditore Gianfelice Rocca, anch'egli già incluso nel gruppo di due anni fa.

29/03
2015

<giornale>: dalla Gruber che conduce  8½ "cattolico" diventa un insulto

"Il suo ragionamento è proprio da cattolico...". "A me cattolico non lo dice..." e la conduttrice sorride anziché moderare. [CzzC: se non erro la Gruber è quella che indicava col termine «resistenza» i terroristi avversari delle nostre truppe in Iraq, come se quelli fossero i partigiani, mentre nazisti fossero i nostri soldati. Dai nostalgici del 68 i cattolici hanno avuto anche di peggio, ma un ulteriore peggio potrebbe tarlare la testa di quei cattolici che li incensano.]

 

03/11

2013

<estraggo>: domenica dopo Messa mentre  reggo il servizio Portaparola vengo avvicinato da NC, nostalgica del ’68 e dei teogliboni, che mi paragona ai pubblicani (Vangelo di oggi / Zaccheo) e mi aggredisce verbalmente davanti al Tabernacolo perché, nel sostenere la correttezza di Avvenire avevo osato citare una scorrettezza giornalistica del suo divo di Repubblica in TV con la Gruber.

 

11
2004

<archive>: . Terrorismo e informazione: 11/2004 esplose una dura polemica sull'uso del termine "resistenza irakena" da parte della giornalista Lilly Gruber.

Tuonò severo Angelo Panebianco: "La parola "resistenza", a differenza, ad esempio, della parola "guerriglia", non è politicamente neutra, soprattutto in quella parte dell' Europa che conobbe la resistenza armata contro I'occupazione nazista... chi usa quel termine. .. sta facendo una scoperta operazione politica. Trasmette all'opinione pubblica I'idea che in Iraq ci sia una resistenza patriottica contro un feroce esercito di occupanti e i loro sgherri fantocci indigeni: il governo provvisorio di AUawi come Repubblica Sociale e la coalizione occidentale come 1' esercito tedesco". Un dibattito simile a quello svoltosi in Francia, durante la guerra d' Algeria, fra quanti (come Jean Paul Sartre o il Psu di Michel Rocard) parlavano di resistenza algerina e quanti (gauUisti e la destra socialista) ritenevano sacrilego I'uso del termine riferito al Fronte nazionale di liberazione (Fin) che doveva essere definito ribelle. Recentemente Pierre Milza ha dichiarato, richiamando I'esclamazione di Oreste Scalzone "Siamo i figli di Mazzini!" [CzzC: ispiratore di terroristi che i massoni chiamavano eufemisticamente cospiratori] <bistrocharbonnier>, et et

 

09
2004

<termometropolitico>: non era Lilli Gruber a trasformare la guerra, al Tg1, in un trionfo di sciarpette e patinata disapprovazione. Lei sì, esagerava col broncio, si metteva di sbieco e chiamava i terroristi “resistenza irachena”, definiva Saddam Hussein “sostenitore della causa palestinese” (quella volta l’inviato del Tg1 a Gerusalemme, Claudio Pagliara, la corresse in diretta, ridendo), però poi si è dimessa, per andare in campagna elettorale a dire che da un telegiornale così sarebbe comunque scappata, perché pieno “di censure e di manipolazioni”, un orrore.  Clemente Mimun, il direttore, se la prese parecchio e rispose a tono alla star ingrata ...